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L’urna domani: fantascienza e fine della (nostra) democrazia
di Fabrizio Melodia, famigerato Astrofilosofo che torna a imperversare il Marte-dì (*). Avete presente quella comoda illusione secondo cui la fantascienza sarebbe una faccenda di astronavi che fanno pew-pew, alieni gommosi, pistole laser e astronauti in tute argentate? È un’idea rassicurante. Ci permette di relegare il genere in un angolo dell’immaginario, tra i giocattoli dell’infanzia e le fantasie di chi
October 13, 2026
La Bottega del Barbieri
Non è tutto NAZA ciò che luccica! La strategia di manipolazione visiva della hasbara israeliana
Naza è il film-documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, che ne ha curato anche la fotografia e il montaggio, distribuito da I Wonder Pictures dal 28 settembre 2026. Presentato in concorso per il Leone d’oro alla 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia – unico titolo documentario tra quelli in gara – il film si è aggiudicato il Premio speciale della giuria. L’opera ricostruisce i sistemi di pianificazione degli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre 2023, basandosi sulle inchieste giornalistiche pubblicate tra il 2023 e il 2025 da The Guardian, +972 Magazine e Local Call.   Yuval Abraham e Rachel Szor   Attraverso testimonianze rese anonime con l’alterazione di volti e voci (proprio a causa delle conseguenze che gli intervistati potrebbero avere, una volta svelata l’identità) il film raccoglie le dichiarazioni di ventiquattro tra ufficiali dell’intelligence militare e soldati israeliani coinvolti nelle operazioni a Gaza. Le interviste, ambientate di notte sui tetti di Tel Aviv, si alternano a immagini della quotidianità cittadina, creando un contrasto tra la vita ordinaria in Israele e gli effetti dei bombardamenti. Il titolo “Naza”, infatti, richiama un acronimo militare utilizzato dall’intelligence israeliana, derivato dalle parole Nezek Agavi (in ebraico: נז”א, acronimo di נזק אגבי), tradotto come «danno collaterale», che indica il margine di vittime civili considerato tollerabile in un singolo attacco. Gli intervistati descrivono le procedure operative e l’uso di tecnologie di sorveglianza e analisi automatizzata dei dati. In particolare, testimoniano l’impiego del sistema di intelligenza artificiale Lavender per la stesura automatica di liste di bersagli; del programma Homeland per le intercettazioni telefoniche permettendo di osservare gli interni dei palazzi palestinesi e di decidere quali bombardare; e della procedura Where’s Daddy, ideata per progettato per localizzare i target all’interno delle abitazioni private attraverso i movimenti dei familiari e tracciare i sospetti attraverso le comunicazioni dei familiari, riferendo di cifre di vittime civili attese comunicate come parte ordinaria delle procedure operative. NAZA – vincitore del Premio Speciale della Giuria alla 83ª Mostra di Venezia   Mentre Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor prosegue il suo percorso internazionale dopo il Premio Speciale della Giuria alla 83ª Mostra di Venezia, la macchina della propaganda israeliana ha superato un nuovo limite nel tentativo di censurare e distorcere la verità. Il pluripremiato film NAZA, che denuncia l’uso dell’intelligenza artificiale nei bombardamenti a Gaza attraverso le testimonianze di soldati e membri dell’intelligence israeliana, è stato letteralmente “clonato”. Da Israele è arrivato un “contro-documentario” che si propone come risposta diretta a NAZA che si intitola Naza: The Real Story (o “The True Story”). Realizzato da riservisti dell’IDF, l’esercito israeliano, e diffuso online con sottotitoli in inglese, nasce con l’obiettivo dichiarato di contestare le testimonianze e le ricostruzioni del film originale. Il contro-documentario, della durata di 49 minuti, è diretto dal tenente colonnello Roi Danino, Hagai Gutman e Ariel Averbuch ed è disponibile gratuitamente sul sito ufficiale. Non si tratta di una semplice replica, ma di un plagio studiato a tavolino: hanno copiato lo stesso nome, la stessa grafica e la stessa impostazione visiva dell’opera originale con l’unico obiettivo di intercettare gli utenti e deviarli verso la narrazione ufficiale dell’esercito israeliano. Secondo il Jerusalem Post, il contro-film utilizza immagini, registrazioni e materiali dell’esercito israeliano, oltre alle testimonianze di ufficiali e comandanti, per sostenere una ricostruzione alternativa delle operazioni a Gaza: tra gli elementi citati ci sono la presenza di combattenti di Hamas in aree civili, le procedure di autorizzazione dei raid, le regole d’ingaggio e la gestione degli aiuti umanitari. Le affermazioni sono presentate come testimonianze degli intervistati e non come fatti indipendentemente verificati dal film. Il contro-documentario “NAZA: The Real Story” è stato finanziato e promosso direttamente dai canali istituzionali dello Stato di Israele, con il supporto operativo e logistico dei vertici delle forze armate e il supporto diplomatico delle ambasciate. La pellicola non è un’opera cinematografica indipendente distribuita nei cinema commerciali, ma viene diffusa e pubblicizzata attivamente a livello globale dalle ambasciate dello Stato di Israele come operazione ufficiale di diplomazia pubblica per contestare le accuse mosse all’esercito. NAZA – controdocumentario realizzato dall’IDF e finanziato da Israele   Il film, materialmente realizzato da figure di spicco dell’ambiente militare e della riserva israeliani, gode del totale supporto dell’IDF, che ha fornito l’accesso a ufficiali dell’intelligence, comandanti di alto livello, materiali d’archivio esclusivi, mappe tattiche e riprese declassificate per sostenere la narrazione governativa. Tutta l’operazione finanziaria dietro al documentario è finalizzata a renderlo completamente gratuito e accessibile a chiunque sul suo sito web ufficiale. Questo conferma che, a differenza del film originale NAZA, il contro-documentario dell’IDF è un investimento di comunicazione strategica mirato a contrastare la pressione internazionale che denuncia apertamente il genocidio in atto verso il popolo palestinese con l’impiego di nuove armi sofisticate da parte dell’Entità sionista. Se cercate il film e trovate scritto sotto al titolo “The real story” o “The true story”, o se leggete descrizioni che parlano di “testimonianze di ufficiali dell’IDF per esaminare il combattimento in aree civili”, NON è il film NAZA premiato a Venezia, ma state piuttosto guardando invece la ri-narrazione sionista creata per coprire i fatti. È in atto una vera e propria operazione di manipolazione visiva che punta a confondere chiunque cerchi di guardare il documentario d’inchiesta premiato a Venezia. La hasbara sionista funziona così: non potendo censurare un premio internazionale, provano a rubarne l’identità per confondere l’opinione pubblica. Il confronto arriva mentre il “vero” Naza continua a registrare risultati significativi in Italia: il documentario ha superato i 3 milioni di euro. L’opera è stata selezionata per il Festival internazionale del cinema di San Sebastián e per la sezione principale della 64ª edizione del New York Film Festival. Il film di Abraham e Szor proseguirà inoltre la distribuzione internazionale, mentre The Guardian ha annunciato una successiva disponibilità gratuita online.   > NAZA, recensione del film di Yuval Abraham e Rachel Szor Lorenzo Poli
October 7, 2026
Pressenza
La guerra ibrida della NATO, spiegata candidamente da Rutte
Lo scorso mercoledì, 30 settembre, si è tenuto un evento organizzato dal canale Euronews, intitolato “Defence & Space Summit 2026”. All’iniziativa, svoltasi a Bruxelles, sono stati invitati a parlare anche importanti figure politiche (con posizioni non sempre coincidenti) quali Mark Rutte, gli ambasciatori USA presso la NATO e la UE, […] L'articolo La guerra ibrida della NATO, spiegata candidamente da Rutte su Contropiano.
October 3, 2026
Contropiano
Crosetto-Meloni: guerra o elezioni?
da InfoAut  (*) Il governo cambia passo: prospettive di guerra in Europa? Mykhailo Fedorov ex ministro ucraino alla Difesa, oggi tra i maggiori oppositori di Zelensky, annuncia il piano per una nuova impresa sostenuta da Peter Thiel in qualità di primo investitore, dopo essere stato nominato consigliere alla Difesa dal nostrano Crosetto. Nel frattempo la propaganda filoatlantica europeista si appresta
September 26, 2026
La Bottega del Barbieri
Tajani agita ingerenze russe sulle elezioni per blindare il quadro politico italiano
Dalla riunione informale dei ministri degli Esteri della UE tenutasi a Wicklow, in Irlanda, il rappresentante italiano, Antonio Tajani, ha deciso di lanciare un allarme sulla possibilità che Mosca possa mettere in atto manovre volte a inquinare il dibattito pubblico e alterare gli esiti delle tornate elettorali, nei vari paesi […] L'articolo Tajani agita ingerenze russe sulle elezioni per blindare il quadro politico italiano su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
La Rai smetta di essere la “scorta mediatica” di Israele
Il nodo italiano di Palestine Action ha lanciato una petizione alla Commissione Vigilanza sulla Rai, al consiglio di amministrazione della Rai, all’Ordine dei Giornalisti e all’Usigrai nella quale chiede che cessi la “scorta mediatica” della Rai agli abusi israeliani contro i palestinesi. La Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sul […] L'articolo La Rai smetta di essere la “scorta mediatica” di Israele su Contropiano.
August 11, 2026
Contropiano
Disinformazione ufficiale
Il signor Giovan Battista Brunori, sionista per ragioni familiari – ha sposato Giovanna, discendente del rabbino Elia Benamozegh – corrispondente della RAI in Israele, ha definito innocui “escusionisti” i protagonisti del pogrom antipalestinese a Tel, nei pressi di Nablus. Decine di video mostrano questi “coloni” armati aggredire gli abitanti davanti […] L'articolo Disinformazione ufficiale su Contropiano.
July 26, 2026
Contropiano
Il drone di Schrödinger
(Un drone Nato costruito dalla Nato abbattuto dalla Nato) “Un aereo della NATO ha abbattuto un drone.” Un drone di chi? Di Topolino? Di Batman? Di un pensionato lettone appassionato di modellismo? No, questo dettaglio fondamentale viene gentilmente omesso. Perché la magia dei titoli moderni funziona così: tu leggi “NATO”, […] L'articolo Il drone di Schrödinger su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
I giullari di Trump e Rubio plaudono alle sanzioni contro Cuba
I giullari del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del suo Segretario di Stato Marco Rubio applaudono fragorosamente quando dalla Casa Bianca arrivano altre sanzioni contro Cuba. Non potrebbero fare diversamente, visto che questi mezzi di informazione, che si definiscono la stampa libera cubana,  vivono solamente grazie alle elargizioni che arrivano dal governo a stelle e strisce. Ogni ulteriore sanzione emessa contro l’isola caraibica è un giubilo per loro. I vari Cubanet, Cybercuba, ADN Cuba e gli altri mezzi di informazione made in Miami stanno festeggiando l’ultima misura sanzionatoria del loro divo Marco Rubio, che ha portato al blocco delle carte di credito internazionali Visa e Mastercard sull’isola. Con il recente ordine esecutivo 14.400, del 1 maggio, approvato da Donald Trump su iniziativa di Marco Rubio, molti operatori internazionali, per  non perdere i loro beni o vedere le loro proprietà confiscate negli Stati Uniti, sono costretti ad abbandonare Cuba. Celebrano in pompa magna il fatto che così il conglomerato economico cubano GAE SA non riceverà più divisa straniera dalla vendita dei suoi prodotti o dei suoi servizi. Dimenticano però che con le stesse carte di credito molti cubani ricevono rimesse proprio dagli Stati Uniti o acquistano generi alimentari nei negozi, ma ai patrioti del web poco importa: l’importante è continuare la guerra propagandistica contro il governo dell’Avana assecondando le sanzioni che colpiscono direttamente anche i famigliari dei cubani emigrati. Ci ricorda Cubainformacion che GAESA è in realtà una parte fondamentale dello Stato cubano: un grande conglomerato di aziende che spazia dai supermercati agli hotel, passando per le istituzioni finanziarie. Con l’Ordine Esecutivo del 1° maggio Donald Trump  sta punendo e ponendo un ultimatum a tutte le aziende che commerciano o mantengono qualche tipo di affare con una qualsiasi delle numerose entità di GAESA, ossia con una parte importante dello Stato cubano, cioè della proprietà sociale del popolo di Cuba. La Casa Bianca sostiene che GAESA è l’impresa con la quale una piccola oligarchia militare si sta arricchendo alle spalle dei cittadini cubani. Affermazione del tutto arbitraria, dato che non hanno fornito una sola prova dell’esistenza di conti correnti o fondi finanziari nei quali sarebbero confluiti questi soldi. Ma se hanno la CIA e molte altre agenzie di intelligence perché non sono stati in grado di darci almeno uno stralcio di quanto affermano? Semplice, tutto fa parte della solita strategia di massima pressioni su Cuba che, oltre a usare la leva economica, usa anche quella mediatica. Occorre creare il presupposto perché nell’opinione pubblica si insinui l’idea che occorre liberare Cuba da questa classe corrotta e inefficiente con qualunque mezzo, anche quello militare. Poi per Washington tutto quello che è statale è visto come il diavolo, il mezzo con cui una ristretta cerchia di persone sottrae denaro alle casse statali per metterselo nei loro borselli. Applaudono poi l’abbandono di Cuba da parte di molti operatori turistici: compagnie aeree come Iberia, World2Fly, Plus Ultra, Air Canada, WestJet, Sunwing, Air Transat, LATAM o Air France hanno sospeso i voli diretti all’isola. Le compagnie di spedizione marittima, come la francese CMA CGM o la tedesca Hapag, hanno cessato l’invio di container, tra cui quelli che la solidarietà internazionale invia a Cuba per aiutare la popolazione con medicinali e attrezzature varie. Molte catene alberghiere hanno comunicato che abbandoneranno l’isola. Archipiélago International (Aston), la società spagnola Meliá, che ha già interrotto la gestione di 15 dei suoi 34 hotel; Iberostar, con 12 hotel; Blue Diamond, dal Canada, e molte altre se ne andranno. Per i giullari del presidente questo impedirà a GAE SA di ricevere divisa dal settore turistico. Ma tutti i cubani che adesso già si trovano senza lavoro e quelli che nei prossimi giorni si sommeranno ai disoccupati ringraziano sentitamente. Inoltre il calo del turismo sta colpendo in modo drammatico le migliaia di case particulares, gli affittacamere che negli anni hanno rappresentato un’importante ossatura per il turismo e una notevole fonte di entrata per le famiglie cubane. Bisogna festeggiare perché il regime dittatoriale e corrotto di Cuba sta per scomparire dalla faccia della terra. Così gli alleati del governo di Donald Trump applaudono la notizia dell’abbandono dei partner internazionali di oltre un centinaio di hotel sull’isola. Ad esempio, ADN Cuba afferma: “Questo rappresenta un nuovo colpo per un settore strategico del regime cubano, che per anni ha dato la priorità alla costruzione di hotel sotto il controllo di GAESA, anche in mezzo al deterioramento dei servizi di base e alla profonda crisi economica”, riferisce Cubainformacion. Dimenticano però di ricordare che molti di questi investimenti sono stati chiaramente fatti con capitali stranieri che hanno favorito l’occupazione di migliaia di cubani, gli stessi cubani che adesso si troveranno senza lavoro. E poi affermano candidamente che è il governo di Miguel Diaz Canel che non è in grado di garantire un’occupazione degna ai suoi cittadini. La mancanza di energia elettrica per molte ore spinge i cittadini a protestare per i blackout e i servi della Casa Bianca festeggiano queste proteste. Scrivono che è colpa del governo che non comprerebbe i combustibili per alimentare le centrali termoelettriche. E il blocco energetico imposto da colui che gli paga gli stipendi dove è finito? Semplicemente non esiste, come continua a ripetere Marco Rubio: tutto va ricondotto alla solita narrazione, ovvero l’incapacità dell’esecutivo cubano di provvedere alle basilari necessità della popolazione. Ti affogo, ti strozzo con centinaia di sanzioni e poi do la colpa al governo. Infine arrivano pure a chiedere esplicitamente, mentre stanno sotto una palma a godersi il sole di  Miami, un intervento armato sull’isola, l’unico modo per far capitolare il governo cubano. Padre Alberto Reyes, ad esempio, dichiara: “Preferiamo un finale spaventoso a uno spaventoso senza fine”. Juan Juan Almeida afferma: “Purtroppo non vedo altra via d’uscita che l’intervento”.  José Daniel Ferrer, recentemente arrivato negli Stati Uniti dopo che Marco Rubio gli ha concesso l’asilo, immaginiamo perché … dice: “La libertà ha un sapore più dolce quando la si conquista con il suo sforzo”.  Rosa María Payá invece chiede all’Unione Europea e alla Spagna di “rettificare e prendere le parti del popolo cubano”, interrompendo l’accordo di dialogo politico e cooperazione che l’UE ha con Cuba. Quindi non solo privare l’isola delle risorse finanziarie con l’uscita dei partner internazionali e impedire che entri una goccia di petrolio, ma anche attaccare gli aiuti economici e materiali che arrivano dall’estero, oltre alla cooperazione internazionale e alla solidarietà. E poi questo viene dipinto come un progetto di liberazione. (Informazioni: Cubainformacion) www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
June 7, 2026
Pressenza
Uno studio israeliano conferma: “la carestia a Gaza è una strategia pianificata”
Pezzo dopo pezzo, tutte le menzogne sioniste crollano di fronte all’evidente volontà genocida, certificata persino da istituti israeliani. È il caso del tema fame: la carestia nella Striscia di Gaza non è l’effetto collaterale delle operazioni israeliane, ma una politica deliberata di Tel Aviv. È la conclusione di uno studio […] L'articolo Uno studio israeliano conferma: “la carestia a Gaza è una strategia pianificata” su Contropiano.
June 6, 2026
Contropiano