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Lombardia, no all’invasione delle assicurazioni nella sanità: subito incontro con Bertolaso
C’è un’emergenza in sanità lombarda che richiede scelte immediate, prima che la situazione diventi ingestibile: nessuna proroga della delibera regione Lombardia 4896/ 15 settembre 2025, che autorizza convenzioni privatistiche in sanità fra ASST/IRCCS e Fondi, Mutue ed Assicurazioni: il Congresso di Medicina Democratica lancia al Coordinamento di La Lombardia SiCura, di cui fa parte, la proposta di incontro urgente con l’assessore al Welfare Guido Bertolaso: “La proroga di questa delibera, prevista a 6 mesi dalla sua approvazione, sarebbe una grave iattura per le possibilità di accesso ai servizi sanitari essenziali per i cittadini lombardi”, ha dichiarato Marco Caldiroli, presidente rieletto all’unanimità a conclusione dei lavori congressuali, che hanno visto tre giornate di intenso dibattito, dal 17 al 19 aprile, a Milano, all’Auditorium Teresa Sarti Strada e con il patrocinio del Municipio 9 e del Comune di Milano. “Di fatto la regione con questa delibera chiedeva a tutte le ASST di firmare dei contratti con assicurazioni, mutue e fondi finanziari per garantire ai loro clienti un accesso prioritario a visite, esami diagnostici e ricoveri nelle strutture del SSN”. “Tale delibera – ha sottolineato Vittorio Agnoletto, che al congresso ha portato l’esperienza di iniziative e lotte di La Lombardia SiCura, a cui Medicina Democratica aderisce – ha nei fatti istituito una superintramoenia,  che spinge i medici del Servizio Sanitario Nazionale ad aumentare ulteriormente le ore di attività privata dentro le strutture pubbliche. Richiesta non solo inaccettabile in via di principio, ma irrealizzabile anche concretamente e legalmente, considerato che i Nas e Agenas hanno già documentato come la quantità di attività  privata svolta in intramoenia ha già superato la quantità consentita dalla legge in molte strutture del SSN ”. In questa situazione aumenteranno ulteriormente e diventeranno letteralmente impossibili i tempi di attesa per i cittadini privi di assicurazione, che vedranno negato il diritto alle cura e quindi alla salute garantito dall’art.32 della Costituzione e alla legge 833 del 1978 che ha istituito il SSN. “Ma c’è un altro grave pericolo – sottolinea Agnoletto – Le assicurazioni private, attraverso i contratti con le strutture pubbliche, cercheranno di incidere sulle scelte di sviluppo e investimenti di questi ospedali dei quali, negli anni, diventeranno importanti partner economici in grado di condizionarne le scelte.” MD ritiene opportuno che nell’incontro con l’assessore vengano presentate tutte le richieste che sono state al centro della grande manifestazione unitaria dell’11 aprile, tra le quali l’immediato adeguamento della percentuale delle rette per i ricoveri in RSA a carico della regione, che dovrebbe essere almeno del 50% e invece in Lombardia è del 43%; inoltre, per i malati gravi di Alzheimer la retta dovrebbe essere pagata al 100% dal servizio sanitario regionale e questo non avviene. MD ha annunciato che in proseguimento della manifestazione dell’11 aprile, la Lombardia SiCura organizzerà un convegno regionale per proporre i cambiamenti necessari per un SSN efficiente e al servizio della popolazione. Se questa è una questione cruciale nell’immediato per la Lombardia, innumerevoli sono state le questioni affrontate nel dibattito congressuale, in cui, dopo i saluti di Anita Pirovano, presidente del Municipio 9 e di Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare di Milano, sono intervenuti oltre 40 relatori ed esperti, di cui è impossibile dar conto e che verranno pubblicati agli atti. Tre le grandi tematiche affrontate la sicurezza e la democrazia nei luoghi di lavoro; salute, guerra e ambiente; sanità e salute, difesa e rafforzamento del SSN e del diritto alla salute. Della necessità di una rivoluzione culturale in medicina ha parlato Silvio Garattini, che metta al centro la prevenzione, contro la preponderanza del mercato sulla ricerca farmaceutica che sforna in continuazione nuovi farmaci, spesso inutili, e che “ignora” nella sperimentazione le donne, i bambini e gli anziani, con pesanti conseguenze sulla salute. Dei diritti ignorati delle vittime di reato ha parlato Felice Casson, a proposito del ddl di riforma dell’art. 24 della Costituzione, approvato in Senato all’unanimità il 14 gennaio 2025 e fermo alla Camera da oltre un anno. Tantissimi gli interventi sulle diverse realtà e vertenze territoriali, fra cui le Fonderie Pisano e Bagnoli in Campania, le sostanze PFAS in Veneto, la GKN in Toscana, la Val Bormida in Liguria, o tematiche specifiche come la salute di genere. Particolarmente toccante la testimonianza di Maria Antonietta Cuomo, vedova di un operaio ucciso dal lavoro e madre di tre figli che da 16 anni attende giustizia, drammatico esempio di una strage e di un’ingiustizia che colpisce migliaia di lavoratori e di familiari. Il congresso si è trasferito per l’ultima giornata di lavori nella nuova sede di Via Carlo Imbonati 23, locali confiscati alla criminalità organizzata e assegnati in base a un bando dal Comune di Milano a Medicina Democratica. Eletti altre a Marco Caldiroli presidente, i due vicepresidenti Paolo Fierro,  Napoli e Gina De Angeli,  Firenze. 31 complessivamente i componenti del Direttivo, largamente rappresentativo dell’ampia articolazione territoriale in cui è presente Medicina Democratica, dalla Liguria, a Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna.   Medicina Democratica
April 20, 2026
Pressenza
Legge di Bilancio 2026-2028 | La manovra della stabilità: quando il rigore diventa la sola politica – di Roberto Romano e Andrea Fumagalli
Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026-2028, il governo italiano ha scelto di non scegliere, adeguandosi ai dettami e ai vincoli imposti dal nuovo Patto di Stabilità e Crescita europeo. Si conferma così la linea di questo governo impavido: una linea fondata su grandi proclami ideologici (tutto va bene!) e promesse di riforme strutturali [...]
October 24, 2025
Effimera
Gli italiani continuano a risparmiare, per necessità e per timore del futuro
Il 58% degli italiani risparmia, il dato più elevato degli ultimi venti anni e si consolida la categoria di risparmiatori “intenzionali”, che accumulano con obiettivi precisi (la casa, i figli, l’età della pensione). Sono alcuni dei dati dell’“Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani. Anno 2025” di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, a cura di Giuseppe Russo. Gli italiani sono sempre più attenti al risparmio per affrontare gli imprevisti futuri, preoccupati per la terza età ma pronti ad aiutare economicamente le nuove generazioni, disponibili ad investire nel mattone e molto meno negli strumenti finanziari. Nel 2025 il peso dei risparmiatori sul totale degli intervistati continua a risalire: sono il 58% del campione (media mobile triennale). Si tratta del valore più elevato degli ultimi vent’anni (il minimo era stato nel 2014, con solamente il 39% di risparmiatori), in aumento rispetto sia al 2023 (52%) che al 2024 (56%). Risparmiano più gli uomini (61%) che le donne (57%) e le persone con il titolo di studio più elevato. Il rapporto rileva una relazione diretta anche tra titolo di studio e indipendenza finanziaria, che premia chi ha una laurea: oltre il 90% dei laureati dichiara di possedere una piena indipendenza finanziaria (84,2% il totale campione). Per il 36% degli intervistati le risorse accantonate servono ad affrontare imprevisti futuri ma, accanto al tradizionale risparmio precauzionale, si sta consolidando una nuova categoria di risparmiatori “intenzionali” che pianificano strategicamente obiettivi precisi di accumulazione (casa, figli, età della pensione) e rappresentano il 38% dei risparmiatori. La casa rimane il fulcro del patrimonio italiano, con quasi l’80% degli intervistati che vive in abitazioni di proprietà. Le obbligazioni si confermano, invece, lo strumento finanziario preferito, restano invece marginali le azioni. Quanto alla previdenza, essa ha assunto i contorni di una preoccupazione condivisa tra generazioni, ma meno di un quarto del campione ha sottoscritto una forma pensionistica complementare. Resta, inoltre, bassa la diffusione delle polizze Long Term Care (LTC), specie tra i giovani. L’Indagine dedica un Focus ai risparmiatori della Silver Age (60-85 anni), dal quale emerge come in questa fascia d’età vi siano gli agenti economici attivi. Il risparmio precauzionale resta dominante tra gli ultraottantenni, legato soprattutto a incertezze sanitarie e imprevisti.  I silver appaiono i motori del welfare familiare, sostenendo economicamente figli e nipoti e dedicando loro tempo. Il 70% ritiene che “bisogna lasciare almeno la casa ai figli”; la metà circa reputa che “l’eredità sia un dovere morale”. Un dato sorprendente riguarda il lavoro retribuito. Percentuali non trascurabili di over 60 continuano infatti a svolgere attività lavorative quotidiane: si tratta del 59,7% degli uomini e del 44,4% delle donne nella fascia 61-70, percentuali che scendono (ma resistono) anche nelle età successive (31,5% e 28,5% nella fascia 71-80; 12,2% e 12,1% negli over 81). Quando proiettano le proprie aspettative sui prossimi 12-18 mesi, i silver mantengono un ottimismo temperato. Con riferimento al risparmio futuro, il rapporto tra ottimisti e pessimisti si mantiene sopra l’unità (tra 1 e 2), a indicare che la capacità di continuare a risparmiare rappresenta per i silver non solo una forma di sicurezza personale, ma anche l’adempimento a quello che molti considerano un dovere morale verso le generazioni successive. Appare positivo anche il saldo tra soddisfatti e insoddisfatti del patrimonio accumulato, con una prima fase caratterizzata da soddisfazione elevata (45-55% per entrambi i generi), seguita da un minimo del 30-35% nella fascia centrale di età e, infine, da un recupero successivo, specialmente fra gli uomini (fino al 50-52%). “Risparmiare oggi, per gestire, un domani, eventuali emergenze finanziarie è una normale azione che assicura serenità a chi la compie, si legge nel Rapporto. Tuttavia, ciò non è sempre possibile per tutti i risparmiatori: alcuni non riescono ad accumulare una quota sufficiente di capitale finanziario tale da garantire una spesa inattesa di 5.000 euro. Solo i tre quarti degli intervistati riescono ad affrontare una tale emergenza attingendo ai risparmi accumulati in precedenza, e quindi un quarto delle famiglie deve invece ricorrere a qualche nuova iniziativa finalizzata a coprire la spesa improvvisa. Il prestito bancario (11 per cento) rappresenta una soluzione che ha quasi la stessa diffusione del ricorso a famiglia o agli amici (12 per cento), indicando come il finanziamento informale della famiglia abbia la stessa importanza del finanziamento formale delle banche. Le altre soluzioni potenzialmente utilizzabili sono per fortuna residuali e marginali, come il ricorso a un secondo lavoro (1 per cento) o al monte dei pegni (1 per cento)”. Qui l’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2025 di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi: https://www.centroeinaudi.it/images/abook_file/BYD_ISP_25538_Volume_EINAUDI_2025_WEB.pdf.   Giovanni Caprio
July 26, 2025
Pressenza