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“La cittadinanza italiana”, ciclo di webinar sulle recenti modifiche
“La cittadinanza italiana – Novità normative, profili costituzionali e ricadute operative” è un percorso di aggiornamento in 6 incontri online, promosso dal Comune di Ravenna in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e l’Università di Bologna, rivolto agli operatori e alle operatrici dei servizi pubblici per approfondire le recenti riforme in materia di cittadinanza italiana, con particolare attenzione ai procedimenti di naturalizzazione, ai minori conviventi, alla discrezionalità amministrativa e agli orientamenti giurisprudenziali più rilevanti. La partecipazione è gratuita e al termine di ciascun webinar verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Inoltre, tutti gli incontri sono registrati e disponibili al sito web: https://parolapertamagazine.it/ Di seguito il calendario completo degli incontri (modalità online – ore 14:30-16:00): Martedì 10 marzo La disciplina della cittadinanza italiana Relatori: Avv.ta Federica Remiddi – Avv. Salvatore Fachile Martedì 24 marzo Minori, naturalizzazione e cittadinanza iure sanguinis: profili applicativi e tutela Relatrice: Avv.ta Federica Remiddi Martedì 14 aprile Inammissibilità della domanda e cittadinanza iure soli: prassi e giurisprudenza Relatore: Avv. Salvatore Fachile Martedì 21 aprile Procedimenti di stato civile in materia di cittadinanza: minori conviventi e adempimenti conseguenti al riconoscimento giudiziale Relatore: Dott. Thomas Stigari – esperto ANUSCA Martedì 28 aprile Incontro conclusivo – Analisi dei casi pratici e quesiti operativi Relatori: Avv.ta Federica Remiddi – Avv. Salvatore Fachile Iscrizioni aperte – clicca qui * Per informazioni: casadelleculture@comune.ra.it Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto SMART-ER, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.
Convegno su Minori stranieri non accompagnati: cambiamenti, tutela e prospettive
Giovedì 5 marzo, dalle ore 9.30 alle 13.30, si terrà a Napoli presso il Centro Interculturale Officine Gomitoli – Piazza E. De Nicola, 46 un convegno dedicato ai Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA). Organizzato da Dedalus Cooperativa Sociale e dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, in collaborazione con ASGI – Associazione Studi Giuridici Immigrazione e Associazione Spazi Circolari, sarà occasione di approfondimento e confronto sui cambiamenti che hanno interessato il fenomeno negli ultimi anni, sotto il profilo fenomenologico e giuridico. «Napoli – spiegano gli organizzatori – rappresenta infatti una città chiave all’interno di questo fenomeno, accogliendo e accompagnando da anni numerosi minori stranieri non accompagnati. Il capoluogo campano ha saputo sviluppare una importante rete di accoglienza e competenze specifiche, che hanno costituito un fondamentale supporto alle prassi interpretative massimamente orientate alla tutela del superiore interesse del minore». L’incontro, viene sottolineato, sarà l’occasione per interrogarsi su alcune questioni centrali: * come è cambiato il movimento migratorio e la risposta delle istituzioni * quali sono oggi i gruppi di maggiore interesse, per caratteristiche, progetto migratorio e modalità di spostamento * come è cambiata la normativa di settore e la sua applicazione, anche alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale.  Clicca qui per partecipare alla diretta su Zoom
La procedura per il ricongiungimento e la coesione familiare: aspetti operativi
La procedura di ricongiungimento familiare è fortemente condizionata dalle prassi della pubblica amministrazione. In questo contesto, l’operatore o l’operatrice assume un ruolo chiave di orientamento. Un ruolo che richiede competenza tecnica, attenzione alla dimensione umana delle situazioni e capacità di lettura sistemica del quadro normativo. Questa scheda nasce sulla base dell’incontro formativo realizzato nell’ambito del progetto Annick. Per il diritto all’unità familiare con l’obiettivo di fornire strumenti operativi concreti, coerenti con alcuni principi guida fondamentali del progetto, tra cui quelli di evitare un rigetto formale della domanda e garantire un accompagnamento consapevole e tempestivo lungo tutto il procedimento. A. RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE: STRUTTURA DELLA PROCEDURA E SNODI AMMINISTRATIVI 1. La procedura di ricongiungimento familiare si articola in più fasi, che coinvolgono autorità diverse e producono effetti giuridici distinti. La domanda viene presentata tramite Portale Servizi ALI alla Prefettura competente. (N.B.: si consiglia di rivolgersi ad un CAF o Patronato di esperienza comprovata).  Da questo momento decorre il termine entro il quale l’amministrazione deve pronunciarsi sul rilascio del nulla osta, termine che, per effetto delle ultime modifiche normative, è attualmente di 150 giorni. Qualora la Prefettura ritenga che non sussistano i requisiti necessari, dovrebbe attivare il preavviso di rigetto ex art. 10-bis, consentendo al richiedente di integrare la documentazione mancante. In assenza di integrazione, viene emesso un decreto di rigetto, impugnabile davanti al tribunale ordinario. Nel caso in cui la Prefettura non rilasci il nulla osta entro il termine previsto, si ritiene possibile che il familiare si presenti direttamente al Consolato con la ricevuta di accettazione della domanda, per richiedere il visto per motivi familiari. Il nulla osta ha una validità di sei mesi. RICHIESTA NULLA OSTA PRESSO LA PREFETTURA COMPETENTE 1. Requisiti da dimostrare 1.1 Permessi con cui è possibile richiedere il ricongiungimento: * permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo, di durata non inferiore a un anno; * permesso per asilo politico; * permesso per protezione sussidiaria; * permesso per motivi di studio, per motivi religiosi; * permesso per motivi familiari; * permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; * permesso per attesa cittadinanza. N.B.: il possesso della ricevuta di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno abilita all’inoltro della domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare. 1.2 Quali familiari si possono ricongiungere: * Il coniuge, purché non legalmente separato, di età non inferiore a diciotto anni e non coniugato con altro soggetto regolarmente soggiornante in Italia. * I figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, purché non coniugati. È necessario il consenso dell’altro genitore, se esistente. I minori adottati, affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli. * I figli maggiorenni a carico, qualora, per ragioni oggettive legate al loro stato di salute, non siano in grado di provvedere alle proprie esigenze essenziali di vita e siano affetti da invalidità totale (100%). * I genitori a carico, a condizione che non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza e non siano coniugati con altro soggetto regolarmente soggiornante in Italia. * I genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati a provvedere al loro sostentamento per documentati e gravi motivi di salute, e non siano coniugati con altro soggetto regolarmente soggiornante in Italia. * Il genitore naturale di un figlio minore regolarmente soggiornante in Italia, purché dimostri la disponibilità di un alloggio idoneo e di un reddito adeguato, secondo quanto previsto dalla normativa sul ricongiungimento. Ai fini della verifica di tali requisiti, si tiene conto anche della situazione dell’altro genitore. * Gli ascendenti diretti di primo grado di un minore non accompagnato titolare dello status di rifugiato. 1.3 Requisito reddituale Il richiedente deve disporre di un reddito annuo da fonti lecite non inferiore a: * importo dell’assegno sociale * aumentato della metà per ogni familiare da ricongiungere A titolo esemplificativo: * 1 familiare (anche se minore di 14 anni): € 7.101,12 + € 3.550,56 = € 10.651,68 * 2 familiari: € 14.202,24 * 3 familiari: € 17.752,80 * 4 familiari: € 21.303,36 * 2 o più figli minori di 14 anni: € 14.202,24 (soglia fissa per i figli piccoli) Documenti da allegare: * Lavoratori/trici dipendenti: Ultima dichiarazione dei redditi (oppure Certificazione Unica); fotocopia del contratto di lavoro (Unilav)/lettera di assunzione; ultima busta paga o fotocopia autenticata del libro paga; modello S3 da cui risulti l’attuale rapporto di lavoro, documento di identità del datore di lavoro. Se il rapporto di lavoro è iniziato da meno di un anno, per cui il lavoratore non è in possesso della dichiarazione dei redditi, l’autocertificazione del datore di lavoro dovrà contenere anche l’indicazione del reddito presunto del lavoratore.  * Lavoratori/trici domestici/che: Ultima dichiarazione dei redditi (o, in assenza, comunicazione di assunzione al Centro per l’Impiego/Denuncia rapporto di lavoro INPS); bollettino di versamento dei contributi INPS relativi al trimestre precedente alla data di presentazione della domanda; modello S3 da cui risulta l’attuale rapporto di lavoro; documento di identità del datore di lavoro.  * Lavoratori/trici autonomi/e: Ditta individuale→ Certificato di Iscrizione alla Camera di Commercio; Fotocopia attribuzione P. IVA; fotocopia licenza comunale ove prevista, mod. Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno); bilancino relativo al periodo dal 1° gennaio dell’anno in corso alla data di presentazione della domanda, timbrato e sottoscritto dal professionista che lo ha redatto, copia del documento di identità del professionista e del tesserino dell’ordine. Società→ Visura camerale della società di data recente; fotocopia attribuzione Partita IVA della società; mod. Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno); bilancino relativo al periodo dal 1° gennaio dell’anno in corso alla data di presentazione della domanda, timbrato e sottoscritto dal professionista che lo ha redatto, copia del documento di identità del professionista e del tesserino dell’ordine. Collaborazione a progetto→ Fotocopia contratto di lavoro a progetto nel quale siano indicati la durata della prestazione di lavoro ed il corrispettivo; dichiarazione del committente da cui risulti l’attualità del contratto di lavoro a progetto; dichiarazione di gestione separata all’INPS; fotocopia mod. Unico. Socio lavoratore→ Visura camerale della cooperativa; fotocopia attribuzione partita IVA della cooperativa; dichiarazione del presidente della cooperativa da cui risulta l’attualità del rapporto di lavoro; fotocopia del libro soci; mod. unico. Liberi professionisti→ iscrizione all’albo; mod. unico con ricevuta di presentazione. Questioni critiche sul reddito: * È ammesso il giudizio prognostico sul reddito futuro (giurisprudenza consolidata). * La piattaforma consente: * inserimento di CUD * indicazione del reddito mensile Attenzione alla strategia di caricamento: * In alcuni casi può essere preferibile allegare solo l’ultima busta paga, per evitare rigetti automatici basati su CUD pregressi insufficienti. * La Prefettura tende spesso a valutazioni sommarie (rigetti de plano). Tipologie di reddito problematiche: * disoccupazione * lavoro stagionale * collaborazione occasionale In questi casi è utile richiamare: * la Direttiva europea sul ricongiungimento familiare, che parla di risorse economiche stabili e regolari e non solo di reddito. Cumulo dei redditi: * generalmente ammesso il cumulo con il familiare convivente; * molto più complesso il cumulo con familiari non conviventi (alto rischio contenzioso). 1.4 Requisito alloggiativo Il richiedente deve dimostrare la disponibilità di un alloggio idoneo, conforme ai requisiti igienico-sanitari. Requisiti minimi indicativi (N.B. questi possono variare nelle Province Autonome di Trento e Bolzano) * altezza minima: 2,70 m * superficie: * 1 persona: 14 mq * 2 persone: 28 mq * 3 persone: 42 mq * 4 persone: 56 mq * +10 mq per ogni persona aggiuntiva Ulteriori requisiti: * riscaldamento nei locali freddi * servizi igienici adeguati con finestra o areazione forzata Documentazione In caso di affitto: * contratto di locazione * certificato di idoneità alloggiativa * cessione di fabbricato * Modello S2 (consenso del proprietario) In caso di proprietà: * atto di compravendita * certificato di idoneità alloggiativa Minori sotto i 14 anni: * utilizzo del Modello S1 * non è richiesto il certificato di idoneità alloggiativa Criticità frequenti * Tempi molto lunghi per il rilascio del certificato (in alcune città fino a un anno). * In molte Prefetture il certificato è considerato indispensabile: la sola ricevuta di richiesta può portare a rigetto. Indicazione operativa: * Avviare la richiesta di idoneità con largo anticipo. * Valutare la possibilità di indicare un alloggio diverso da quello del richiedente. 1.5 Ulteriore requisito per genitori ultrasessantacinquenni:  * Per il ricongiungimento dei genitori di età superiore ai 65 anni, è necessaria una dichiarazione di “Impegno assicurativo” a sottoscrivere una polizza assicurativa sanitaria (o altro titolo idoneo) a garantire la copertura di tutti i rischi nel territorio nazionale, in favore degli stessi. La normativa, contenuta nell’art 29, comma 3, lettera b-bis del TU Immigrazione, stabilisce che chi richiede il ricongiungimento debba garantire al genitore una copertura sanitaria adeguata. La polizza deve garantire la copertura per infortuni, malattie e spese di rimpatrio. Questa può avvenire in due modi: * tramite la stipula di una polizza assicurativa privata; * tramite l’iscrizione volontaria al SSN, con il pagamento di un contributo annuale. Per procedere, è necessario recarsi alla ASL di residenza o domicilio. -------------------------------------------------------------------------------- ECCEZIONI PER TITOLARI DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE (STATUS DI RIFUGIATO E PROTEZIONE SUSSIDIARIA) Per i titolari di protezione internazionale: * non è richiesto dimostrare il requisito del reddito * non è richiesto dimostrare il requisito dell’alloggio Tuttavia: * è comunque necessario indicare un luogo certo dove i familiari andranno a vivere * la sola residenza fittizia può generare problemi nella prassi Indicazione operativa: * supportare l’utente nell’individuazione di una soluzione abitativa * attivare per tempo servizi sociali ed enti territoriali -------------------------------------------------------------------------------- 2. Esito della fase in Prefettura * Dopo l’invio, il portale rilascia la ricevuta entro 24 ore * Qualora la documentazione risultasse incompleta, la Prefettura dovrebbe richiedere un’integrazione * Termine per il rilascio del nulla osta: 150 giorni Preavviso di rigetto (art. 10-bis L. 241/90) * consente integrazione documentale * fondamentale per attivare una interlocuzione amministrativa Silenzio della Prefettura * decorso il termine, il familiare può presentarsi al Consolato con la ricevuta -------------------------------------------------------------------------------- FASE CONSOLARE: RILASCIO DEL VISTO La seconda fase della procedura si svolge presso il Consolato italiano competente per il luogo in cui si trova il familiare da ricongiungere. In questa fase devono essere provati i requisiti soggettivi, in particolare il legame di parentela, attraverso certificati di nascita, matrimonio o altra documentazione idonea, che devono essere tradotti, legalizzati e apostillati. In presenza di dubbi, il Consolato può richiedere un test del DNA per i figli, il cui costo è a carico del richiedente. Una volta superata questa fase, il Consolato ha 30 giorni per il rilascio del visto di ingresso per motivi familiari. Oggetto della verifica: * requisiti soggettivi * legame familiare Documenti: * certificati di nascita * certificati di matrimonio * certificazioni mediche (se necessarie) Tutti i documenti devono essere tradotti, legalizzati e validati dall’autorità consolare italiana del Paese di appartenenza e/o di provenienza del familiare: Dobbiamo distinguere tra Legalizzazione e Apostille, la scelta dipende dal fatto che il Paese d’origine abbia o meno firmato la Convenzione dell’Aia del 1961. * Paesi aderenti (Apostille): È una procedura semplificata. Il familiare deve recarsi presso l’autorità interna competente del suo Paese e farsi apporre sul retro del certificato originale un timbro speciale chiamato, appunto, Apostille. * Paesi NON aderenti (Legalizzazione Consolare): È una procedura doppia. Il documento deve prima essere certificato dal Ministero degli Esteri locale e poi portato fisicamente all’Ambasciata o al Consolato Italiano in quel Paese, che apporrà un secondo timbro di legalizzazione. Un documento straniero, anche se apostillato, non può essere letto dalle autorità italiane se non è tradotto→ Molte Ambasciate italiane hanno una lista di “traduttori di riferimento”. Il traduttore prepara la traduzione e poi l’Ambasciata stessa certifica che la traduzione è conforme all’originale (pagando le percezioni consolari). Test del DNA: * richiesto in caso di dubbi sulla genitorialità * a carico del richiedente Accesso alla procedura: * spesso gestito tramite agenzie esterne (VFS, BLS, Alma ecc.) * frequente indisponibilità di appuntamenti Indicazioni operative fondamentali: * registrarsi subito sulle piattaforme * documentare ogni tentativo (screenshot, video con data e ora ben visibili) * inviare PEC/email all’Ambasciata * interrompere così il termine di validità del nulla osta (6 mesi) -------------------------------------------------------------------------------- INGRESSO IN ITALIA E PERMESSO DI SOGGIORNO Dopo l’ingresso in Italia, entro otto giorni il familiare dovrebbe dichiarare l’avvenuto ingresso presso la Prefettura. Nella prassi, l’appuntamento può essere fissato con forte ritardo; per questo viene consigliato l’invio di una comunicazione formale che attesti l’ingresso e la richiesta di appuntamento. Successivamente viene rilasciato il kit postale per la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari, che viene trasmesso alla Questura. Il permesso ha durata pari a quella del permesso del familiare richiedente ed è convertibile in permesso per motivi di lavoro. * Entro 8 giorni dall’ingresso: comunicazione alla Prefettura * Entro 48 ore dall’arrivo sul territorio nazionale è necessario informare l’Autorità di P.S. L’ospitante il ricongiunto deve darne comunicazione in Questura Indicazione operativa: * inviare PEC alla Prefettura dichiarando l’avvenuto ingresso Successivamente: * rilascio del kit postale * richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari * durata pari a quella del permesso del familiare ricongiungente * permesso convertibile in lavoro -------------------------------------------------------------------------------- CRITICITÀ OPERATIVE, PRASSI E INCERTEZZE APPLICATIVE Accanto alla struttura formale della procedura, emergono criticità ricorrenti, che incidono in modo determinante sull’effettività del diritto all’unità familiare. 1. Validità del nulla osta e problemi di decorrenza Il tema della validità del nulla osta emerge come uno dei principali nodi critici. In caso di rettifiche (ad esempio errori su nome e cognome) la Prefettura ha talvolta emesso un nuovo nulla osta con nuova data, pur mantenendo lo stesso numero. Diversamente, nei casi di cambio dell’ambasciata competente (ad esempio per chiusura della sede), la prassi sembra orientata a non aggiornare la data, con conseguente decorrenza dalla data originaria. Questa incertezza pone i richiedenti in una situazione di forte vulnerabilità temporale, soprattutto quando il ritardo non è imputabile alla loro inerzia. 2. Accesso alla procedura consolare e ruolo delle agenzie esternalizzate In molti Paesi, l’accesso alle ambasciate italiane per la richiesta del visto è stato esternalizzato a soggetti privati. Nella prassi, risulta spesso impossibile ottenere un appuntamento tramite i portali di queste agenzie, per assenza di slot disponibili. Per questo viene consigliato di: * documentare i tentativi di accesso (screenshot, video con data e ora visibili); * inviare PEC o email alle ambasciate allegando la documentazione. Queste comunicazioni assumono rilievo sia come prova dell’attivazione del richiedente, sia in relazione alla validità temporale del nulla osta. 3. Chiusura delle ambasciate e accesso ai Paesi terzi La chiusura di alcune sedi consolari (ad esempio Teheran) obbliga i familiari a recarsi in Paesi terzi. Questo comporta ulteriori ostacoli: * necessità di ottenere visti di ingresso nel Paese terzo; * aumento dei costi; * intermediazioni informali e richieste economiche elevate. In alcuni casi, il codice dell’appuntamento presso la sede dell’agenzia esternalizzata è stato riconosciuto come titolo temporaneo per l’ingresso nel Paese terzo, ma si tratta di soluzioni contingenti e non generalizzabili. 4. Tracciabilità, pressione amministrativa e contenzioso Importanza di monitorare e tracciare l’operato dell’amministrazione: * solleciti; * mail; * PEC; * accessi informali; * raccolta sistematica delle prove dei tentativi effettuati. Screenshot e registrazioni dei tentativi di accesso sono stati utilizzati con successo anche in sede giudiziaria. L’inerzia amministrativa, sia nella fase prefettizia sia in quella consolare o di Questura, è descritta come una delle principali cause di allungamento dei tempi e di frustrazione per le persone coinvolte. 5. Impatto umano Accanto agli aspetti procedurali, va richiamata la dimensione umana della procedura: attese prolungate, ansia, frustrazione e senso di ingiustizia. È fondamentale che operatori e operatrici mantengano chiarezza nelle informazioni, trasparenza sulle tempistiche e un approccio consapevole del carico emotivo che la procedura comporta. -------------------------------------------------------------------------------- B. COESIONE FAMILIARE – FAMILIARI GIÀ PRESENTI SUL TERRITORIO 1. Differenza tra ricongiungimento familiare e coesione familiare * Ricongiungimento familiare: riguarda l’ingresso in Italia di un familiare che si trova all’estero; prevede la richiesta di nulla osta alla Prefettura e, successivamente, il rilascio del visto da parte dell’autorità consolare. * Coesione familiare: riguarda invece il caso in cui il familiare per cui si chiede l’unità familiare è già presente sul territorio nazionale. La coesione familiare è un istituto “analogo” al ricongiungimento familiare, inserito nella più ampia tutela del diritto all’unità familiare, con la differenza qualificante della presenza già avvenuta del familiare in Italia. 2. Presupposti soggettivi e ambito di applicazione * I soggetti che possono essere ricongiunti o ammessi alla coesione sono gli stessi previsti per il ricongiungimento familiare. * La coesione familiare può essere richiesta quando il familiare: * è già presente in Italia; * è regolarmente soggiornante, oppure * è entrato con un visto scaduto da non oltre 12 mesi. Il dato normativo formale circoscrive la coesione ai casi di permesso scaduto da meno di un anno, ma questo perimetro viene poi ampliato nella giurisprudenza. 3. Procedura amministrativa La procedura di coesione familiare si caratterizza per l’assenza delle fasi legate all’ingresso dall’estero: * Non è prevista: * la richiesta di nulla osta alla Prefettura; * la richiesta di visto. * La domanda viene presentata direttamente alla Questura, tramite kit postale. Alla domanda devono essere allegati: * passaporto del familiare per cui si chiede la coesione; * documento/passaporto del familiare richiedente; * documentazione attestante il rapporto di parentela; * documentazione relativa all’alloggio (cessione di fabbricato, certificato di idoneità alloggiativa); * documentazione reddituale (certificazione unica); * in generale, la stessa documentazione prevista per il ricongiungimento familiare. Una volta presentata la domanda, la Questura rilascia un permesso di soggiorno per motivi familiari al familiare oggetto della coesione. 4. Regimi di favore e categorie particolari * Titolari di protezione internazionale: * non è necessario dimostrare il requisito alloggiativo; * non è necessario dimostrare il requisito di reddito. * Cittadino italiano che richiede la coesione familiare. * La tutela dell’unità familiare viene esplicitamente indicata come ratio sottesa all’istituto. 5. Requisito del titolo di soggiorno e interpretazioni estensive Il dato normativo prevede che il familiare beneficiario della coesione abbia un permesso scaduto da non oltre 12 mesi. Tuttavia, la giurisprudenza ha adottato un’interpretazione più estensiva, in particolare: * viene valorizzata la differenza tra: * diritto di ingresso sul territorio; * diritto a restare sul territorio in nome dell’unità familiare. * Nel bilanciamento degli interessi, l’allontanamento di un familiare già presente in Italia comporterebbe la disgregazione di un nucleo familiare già esistente, elemento che incide sull’interpretazione dei requisiti. In questa prospettiva: * vengono ricompresi anche soggetti: * entrati con visto per turismo; * entrati in regime di esenzione da visto per soggiorni di breve durata (90 giorni); * secondo l’interpretazione proposta, il diritto a chiedere la coesione familiare dovrebbe essere riconosciuto: * non solo entro i 90 giorni, * ma anche fino a un anno dopo la scadenza del periodo di regolare soggiorno. 6. Requisito economico: applicazione meno rigorosa * il requisito economico, stringente nel ricongiungimento familiare, viene trattato con maggiore elasticità nella coesione familiare. * La giurisprudenza distingue tra: * la possibilità dello Stato di impedire l’ingresso per mancanza del reddito; * la possibilità di espellere o allontanare un familiare già presente, con conseguente rottura dell’unità familiare. Nel caso di una soglia economica non pienamente raggiunta (es. 11.400 euro invece di 12.000), ciò non dovrebbe automaticamente comportare il diniego, proprio in ragione delle conseguenze sull’unità familiare. 7. Prassi amministrative e criticità operative Prassi problematiche: * rigetti motivati dal fatto che la Questura considera la coesione come una procedura elusiva del ricongiungimento; * assenza di risposta (silenzio amministrativo), con tempi di attesa indefiniti; * mancata risposta anche a diffide formali, con conseguente necessità di ricorso. Si precisa che: * la giurisdizione competente è quella del giudice ordinario, non del TAR; * è ipotizzabile un ricorso per silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione. 8. Coesione familiare e protezione internazionale * per i titolari di status di rifugiato, la giurisprudenza ha stabilito che si può prescindere dal possesso di un valido permesso da parte del familiare; * tale principio è stato successivamente esteso anche ai titolari di protezione sussidiaria. 9. Requisito dei due anni di residenza Periodo minimo di residenza del soggetto richiedente: * per effetto del rinvio normativo, alla coesione familiare si applicano le stesse regole del ricongiungimento; * ciò comporta, in via letterale, la necessità di dimostrare: * due anni di residenza anagrafica del soggetto che richiede l’unità familiare. Tuttavia, anche questo requisito viene ritenuto suscettibile di valutazione più elastica in sede giudiziale, soprattutto in situazioni prossime alla maturazione del biennio.
Ciclo di formazioni sui Paesi di provenienza delle persone richiedenti asilo e rifugiate
L’associazione Lungo la rotta balcanica, in collaborazione col Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali – Università Ca’ Foscari Venezia , grazie al sostegno della Fondazione di Venezia, organizza un ciclo di 3 giornate di formazione sui Paesi di provenienza delle persone richiedenti asilo e rifugiate. Attraverso il contributo e la testimonianza diretta di giuristi, ricercatori, docenti universitari, giornalisti e attivisti della società civile, la formazione si concentra su 5 Paesi: il Pakistan, l’Afghanistan, la Turchia, il Kosovo e l’Albania (sotto il programma dettagliato). La formazione è gratuita e aperta a tutte e tutti. Sono stati richiesti crediti formativi per gli appartenenti all’ordine degli assistenti sociali. Viene rilasciato un attestato di frequenza. La registrazione è obbligatoria a questo link: Per info: festivalrottabalcanica@gmail.com Scarica il programma dettagliato delle formazioni Tutte le formazioni si svolgeranno a Venezia, esclusivamente in presenza. Gli incontri fanno parte del Festival della rotta balcanica che si svolgerà a Venezia nel mese di marzo 2026 GIORNATA 1: GIOVEDÌ 22 GENNAIO 2026 – 08:45/18:00 Aula magna Trentin a Cà Dolfin, Dorsoduro 3859/A 09:00 – 13:00 Il Patto UE su migrazione e asilo con Gianfranco Schiavone, presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS) 14:00 – 18:00 Focus sul Pakistan con Tommaso Sbriccoli, docente di Antropologia all’Università di Siena con Ismail Swati, mediatore e operatore sociale a Trieste GIORNATA 2: GIOVEDÌ 26 MARZO 2026 – 08:45 / 18:00 Auditorium Danilo Mainardi al Campus Scientifico in via Torino 155 09:00 – 13:00 Focus sull’Afghanistan con Giuliano Battiston, giornalista e scrittore con Nina Khamsy, ricercatrice e docente presso l’Università di Neuchatel 14:00 – 18:00 Focus sulla Turchia con Murat Cinar, giornalista e scrittore GIORNATA 3: GIOVEDÌ 23 APRILE 2026 – 08:45 / 18:00 Auditorium Danilo Mainardi al Campus Scientifico in via Torino 155 09:00 – 13:00 Focus sull’Albania con Christian Elia, giornalista e scrittore con Ermira Kola, operatrice legale dell’Asgi 14:00 – 18:00 Focus sul Kosovo con Stefano Petrungaro, storico dell’Europa Orientale e docente Cà Foscari con Riccardo Roschetti, operatore sociale e scrittore Scarica il programma formazioni paesi sicuri 2025
Formatori e formatrici dell’inclusione – Corso gratuito in presenza e online
Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso gratuito di aggiornamento “Formatori e formatrici dell’inclusione. Percorsi di diritto antidiscriminatorio e pratiche di mediazione interculturale”, promosso dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e diverse associazioni attive nella mediazione interculturale e nel contrasto al razzismo.  Il corso ha lo scopo di formare figure professionali capaci di promuovere l’inclusione di persone con background migratorio in diversi contesti (pubblico, lavorativo, sociale). Il programma è articolato in diversi moduli: * Diritto antidiscriminatorio, diritto dell’immigrazione e tutela dei diritti umani * Mediazione linguistica e comunicazione interculturale * Diversity management e progettazione inclusiva * Laboratori e workshop, curati da Il Razzismo è una brutta storia con il coinvolgimento del Network Europeo Antirazzista. Le lezioni potranno essere seguite in presenza o online e si svolgeranno dal 5 febbraio a giugno 2026.  E’ possibile iscriversi fino al 12 gennaio 2026 seguendo queste istruzioni: DOMANDE DI AMMISSIONE Le domande di ammissione devono essere presentate improrogabilmente entro le ore 23:59 del 12 gennaio 2026. Per iscriversi i candidati dovranno: 1. Registrarsi al portale di Ateneo accedendo al servizio https://registrazione.unimi.it. Questa operazione non è richiesta a coloro che sono già registrati al portale, che sono in possesso delle credenziali di Ateneo (laureandi o laureati da non più di un anno presso l’Università degli Studi di Milano) o di SPID. 2. Autenticarsi con le proprie credenziali e presentare domanda di ammissione al corso utilizzando il servizio online_ http://studente.unimi.it/ammissioni/a/corsiPerfezionamento/checkLogin.asp. 3. Effettuare l’upload dei seguenti documenti in formato .pdf, .jpg oppure .rtf: Per tutti: * Curriculum vitae et studiorum (in cui deve essere specificata la denominazione della laurea conseguita), utile per la selezione e l’assegnazione delle eventuali borse di studio; * Ogni altro documento eventualmente richiesto nella scheda del singolo corso. Per i candidati iscritti o laureati in un’università estera, in aggiunta: * Certificato d’iscrizione all’università o di conseguimento del titolo; * Traduzione del titolo in italiano o inglese (verranno accettati i certificati in originale in lingua spagnola, francese o tedesca). La comunicazione di dati non veritieri e la mancanza dei requisiti comporteranno l’esclusione dal corso. Modalità di selezione I partecipanti saranno selezionati sulla base della valutazione del curriculum vitae et studiorum, in data 16 gennaio 2026. Graduatorie La graduatoria degli ammessi sarà pubblicata il giorno 21 gennaio 2026 online al link: http://studente.unimi.it/ammissioni/g/graduatoriaperfezionamento/checkLogin.asp. La pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti, non verrà pertanto inviata alcuna comunicazione personale ai candidati. N.B. A seguito di alcune richieste di chiarimento che gli organizzatori hanno ricevuto, gli stessi specificano che ai fini dell’iscrizione al corso NON è necessario essere laureati. I candidati e le candidate non laureati posso dunque procedere all’iscrizione seguendo le istruzioni sopra descritte. Tutte le informazioni sono disponibili nel bando di ammissione. Consulta il programma completo * Per informazioni scrivere a: corsoinclusione@unimi.it 
L’imminente riforma del sistema comune d’asilo europeo a giugno 2026: lo stravolgimento delle regole e dei principi
Il corso intensivo, promosso da Spazi Circolari in collaborazione con ASGI, mira ad analizzare in una prospettiva critica e pragmatica i testi normativi votati nella plenaria del Parlamento europeo l’11 aprile 2024, le ulteriori modifiche in corso di approvazione del Regolamento Procedure (in particolare sulla nozione di paese terzo sicuro), lo stato di avanzamento della proposta del nuovo Regolamento rimpatri e il quadro delle norme di implementazioni dello Stato italiano. Tutte le lezioni saranno svolte in co-docenza. Si parlerà dell’entrata in vigore della radicale riforma CEAS (Common European Asylum System) a giugno 2026 approfondendo i seguenti argomenti: * analisi dei nuovi regolamenti Asilo e Gestione della Migrazione (RAMM, ex Dublino), Screening, Rimpatri in frontiera e Procedura (APR) e della nuova Direttiva Accoglienza. * Le norme di implementazione dello Stato italiano * Un quadro delle possibili modifiche del Regolamento Procedure e dello stato di avanzamento della proposta del nuovo Regolamento Rimpatri ISCRIZIONI Il corso avrà inizio il 15 gennaio 2026 e termine il 17 gennaio 2026, per un totale di 24 ore, divise in 3 incontri da 8 ore che si terranno dalle 9.30 alle 18.30. In presenza a Roma presso la Città dell’Altra Economia e in collegamento telematico via zoom. La formazione intensiva è a pagamento. Il costo per ciascun corsista è di 240 euro, da versare al momento dell’iscrizione telematica. Per i soci ASGI e per i soci Spazi Circolari il costo è di euro 200. La domanda di iscrizione dovrà pervenire esclusivamente on-line compilando il modulo online entro le ore 17 del 13 gennaio 2026. Il numero minimo è di 30 iscritti, in mancanza dei quali il corso non sarà avviato e le quote versate saranno prontamente restituite. Non è prevista una selezione specifica. Qualora il numero delle domande pervenute fosse superiore alla disponibilità dei posti, si adotterà il criterio di priorità cronologica d’iscrizione È stata avanzata la richiesta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma per il riconoscimento dei crediti formativi esclusivamente per i corsisti che seguiranno in presenza. Scarica la locandina con il programma completo Per informazioni è possibile scrivere al seguente indirizzo formazione.roma@asgi.it
Il trattenimento in frontiera in una continua mutazione giuridica
Il 15 dicembre 2025 dalle 9.30 alle 16.30, presso Cre.Zi. Plus a Palermo, le associazioni ASGI, CLEDU e Spazi Circolari organizzano una giornata di formazione e confronto dedicata all’evoluzione del trattenimento in frontiera. La giornata offrirà una panoramica aggiornata sulle trasformazioni in corso nel sistema delle procedure di frontiera e delle misure di trattenimento, in un contesto segnato da sperimentazioni, frequenti interventi legislativi e dai prossimi cambiamenti legati alla riforma europea del diritto d’asilo. Il confronto attraverserà il caso dei centri in Albania, le prassi attualmente adottate negli hotspot siciliani, il ruolo del/della difensore/difensora e gli sviluppi giurisprudenziali, fino ai nodi costituzionali e ai limiti posti dal diritto UE a tutela della libertà personale. Nel corso della giornata si alterneranno interventi di esperti ed esperte del settore e momenti di discussione collettiva, con l’obiettivo di riflettere insieme sul ruolo del trattenimento e condividere strumenti di analisi, criticità emergenti e possibili scenari futuri utili a chi opera nella tutela dei diritti in frontiera. PROGRAMMA Moderano: Martina Ciardullo e Ginevra Maccarrone 09:30 – Il trattenimento in frontiera nei centri in Albania: resoconto storico-giuridico di una vicenda emblematica. Daniele Valeri e Riccardo Campochiaro 10:00 – La procedura di frontiera nelle ultime modifiche normative: i requisiti, le conseguenze e il ruolo del trattenimento. Giulia Crescini 10:25 – L’attuale applicazione delle procedure di frontiera e del trattenimento in frontiera in Sicilia. Laura Lo Verde e Elena Luda 10:50 – L’esercizio del diritto di difesa in frontiera e l’evoluzione giurisprudenziale in tema di procedure accelerate. Relatore: Salvatore Fachile 11:10 – Primo dibattito 11:50 – La finzione di non ingresso introdotta dal Dl 20/23 nella procedura di non ingresso: la funzione e i possibili scenari futuri. Iolanda Apostolico 12:15 – La riforma europea del diritto di asilo: il trattenimento sistemico nei nuovi Regolamenti Screening e Procedure e nella nuova Direttiva Accoglienza. Federica Remiddi 12:40 Secondo dibattito 13:00 – 14:00: Pausa pranzo Inizio lavori seconda sezione, moderano: Luce Bonzano e Martina Stefanile 14:15 – I limiti invalicabili alla libertà personale nei principi fondanti la Costituzione italiana e il diritto primario europeo. Loredana Leo e Mario Serio 15:00 – Terzo dibattito 16:00 – Conclusione dei lavori ISCRIZIONI La partecipazione è gratuita, con iscrizione tramite modulo online entro la data del 10 dicembre. L’evento si terrà presso il Cre.Zi. Plus in Via Paolo Gili, 4, 90138, Cantieri Culturali alla Zisa. La formazione è in fase di accreditamento presso il COA di Palermo. Per ulteriori informazioni: inlimine@asgi.it Clicca qui per l’iscrizione L’evento sarà trasmesso anche su YouTube.
Solroutes: una conferenza per ripensare la solidarietà lungo le rotte migratorie
STATION 5. DE-BORDERLANDS: NAMING, GENDERING, INFRASTRUCTURING FREEDOM OF MOVEMENT Intermediate conference Negli ultimi decenni, la ricerca accademica sulla migrazione ha sempre più superato il nazionalismo metodologico. All’interno di questo cambiamento, la solidarietà è emersa sia come ideale normativo che come oggetto empirico, animata da vari attori – ovvero migranti, attivisti, reti di parentela, movimenti di base e ONG – che operano in diversi ambiti, luoghi e scale. Tuttavia, la solidarietà è ben lungi dall’essere una categoria stabile o universale; è piuttosto un campo controverso e dinamico di azione sociale e significato, profondamente radicato nelle lingue, nelle relazioni sociali di genere e nelle infrastrutture culturali, sociali e materiali. Abbiamo suggerito di concepire la solidarietà attraverso la lente di un approccio materialistico: durante quasi due anni di lavoro etnografico sul campo in Africa settentrionale e occidentale, nei Balcani e nelle aree mediterranee, i ricercatori di SOLROUTES 1 hanno cercato di esplorare come la solidarietà, in quanto energia circolante, apra percorsi e opportunità di superamento dei confini, affrontando i vincoli sempre più severi delle politiche e delle tecnologie di frontiera. La conferenza intermedia è stata convocata in risposta alla necessità di una teorizzazione plurale e situata della solidarietà, fondata sulle esperienze vissute da coloro che abitano, resistono e navigano le rotte migratorie. Inoltre, l’obiettivo è quello di presentare i risultati intermedi del progetto entrando in un dialogo teorico e metodologico con colleghi e studiosi che lavorano su argomenti simili. Per chi desidera approfondire, sono disponibili per il download il programma completo, il libro degli abstract e il programma degli eventi artistici (in lingua italiana), che accompagnano una conferenza pensata non solo come spazio accademico, ma come occasione collettiva per interrogare – e immaginare – nuove forme di solidarietà nelle migrazioni contemporanee. 1. Solroutes è un progetto di sociologia basata anche sull’espressività dell’arte. Ricerca sociologica e ricerca artistica si intrecciano per poter raccogliere e restituire al meglio i racconti e le voci dei migranti che incontriamo nelle nostre pratiche, nei loro difficili e drammatici viaggi, nei luoghi che abitano costantemente provvisori. In questi due anni abbiamo esplorato molteplici linguaggi – etnografia, scrittura, fotografia, documentario, musica, illustrazione, teatro e arte contemporanea – per costruire uno sguardo plurale e condiviso ↩︎
Presentazioni della rivista ControFuoco: “Alle frontiere della detenzione. Genealogie, politiche, lotte”
«Controfuoco è un processo aperto e collettivo che vuole coinvolgere saperi e conoscenze composite e crescere a partire dalle diverse esperienze e biografie che intreccerà». «La rivista si pone come spazio di inchiesta e confronto, un cantiere collettivo per leggere criticamente l’ordine delle cose, a partire dalle lotte e dalle contraddizioni che lo attraversano». (dall’editoriale di ControFuoco N. 2, giugno 2025) Il secondo numero della rivista ControFuoco, intitolato “Alle frontiere della detenzione. Genealogie, politiche, lotte”, uscito a fine giugno, prosegue il percorso di ricerca collettiva e militante avviato con il primo numero, dedicato alle “figure della migrazione”. Il focus è sul sistema della detenzione amministrativa e sulle nuove frontiere del confinamento: dall’accordo Italia-Albania ai CPR in Italia ed Europa, dalle pratiche di resistenza ai saperi critici che ne smontano la legittimità. Approfondimenti/Il progetto/CPR, Hotspot, CPA CONTROFUOCO. PER UNA CRITICA ALL’ORDINE DELLE COSE (N° 2, GIUGNO 2025) «Alle frontiere della detenzione. Genealogie, politiche, lotte»: il nuovo numero della rivista di Melting Pot 22 Luglio 2025 Il numero è già stato presentato in diversi territori nel corso di approfondimenti dedicati al tema e per intrecciarlo alle mobilitazioni locali. A novembre sono previsti due nuovi appuntamenti, a Padova e a Trento, città dove è in corso una mobilitazione contro la costruzione di un nuovo CPR. PADOVA. VENERDÌ 14 NOVEMBRE, ORE 18:30 Spazio Stria – Piazza Gasparotto n. 4 “I centri di trattenimento costruiti in Albania sono l’emblema di un sistema di gestione delle migrazioni fondato sulla normalizzazione dello stato di emergenza e sulla negazione dei diritti e della dignità delle persone”. A partire da questa riflessione, Open Gates, in collaborazione con Mediterranea Padova, il Master in Criminologia critica e sicurezza sociale e Melting Pot Europa, promuove un incontro pubblico per discutere di politiche di frontiera, accoglienza, protezione internazionale e criminalizzazione della solidarietà. “Aprire spazi di confronto, inchiesta e discussione sulle nuove forme di governance dei movimenti migratori è oggi un’istanza sempre più urgente”. Insieme a Francesca Esposito (Università di Bologna) e Omid Firouzi Tabar (Università di Padova), autori di un approfondimento pubblicato nella rivista, sono stati invitati al confronto Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, e Stefano Bleggi, della redazione di Melting Pot Europa e Controfuoco. Evento su FB e IG TRENTO. GIOVEDÌ 20 NOVEMBRE, ORE 17:30 Facoltà di Sociologia, Aula Kessler – via Verdi La presentazione della rivista si inserisce in un percorso di opposizione alla costruzione di un CPR a Trento, dopo il 24 ottobre la Provincia di Trento ha firmato un accordo con il ministro dell’Interno per iniziare i lavori nel 2026. Una scelta in continuità con le politiche territoriali di compressione dei diritti fondamentali e invisibilizzazione di chi è già quotidianamente marginalizzato. Attiviste dialogheranno con Omid Firouzi Tabar e Francesca Esposito. Evento su FB e IG Queste nuove presentazioni sono occasioni per mettere in relazione la ricerca con le lotte sui territori, per alimentare un sapere situato e condiviso. ControFuoco non vuole essere solo una rivista, ma uno strumento collettivo: una cassetta degli attrezzi per decostruire le narrazioni dominanti e rafforzare i movimenti che si oppongono alla violenza istituzionale delle frontiere e della detenzione. Acquista una copia cartacea nel nostro shop:
Cittadinanza negata: le modifiche all’art. 14 L. 91/1992 per i minori nati all’estero e nuove gerarchie della cittadinanza
Promosso da: Spazi Circolari, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione – ASGI, Melting Pot Europa, Italiani senza Cittadinanza, ActionAid Italia. Collegamento tramite piattaforma Zoom e in diretta streaming su canale YouTube di Melting Pot. -------------------------------------------------------------------------------- Le recenti modifiche introdotte dal decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, convertito in legge 23 maggio 2025, n. 74, ridefiniscono in modo significativo le condizioni di accesso alla cittadinanza italiana per i minori stranieri nati all’estero, inclusi quelli che da anni vivono in Italia insieme ai genitori naturalizzati. Si consolida così una gerarchia della cittadinanza non solo tra figli di cittadini italiani per nascita e quelli di naturalizzati, ma anche tra minori appartenenti allo stesso nucleo familiare ai quali la cittadinanza sarà riconosciuta o negata in base al luogo di nascita. Le prime applicazioni delle nuove disposizioni, come emerge dalle circolari ministeriali e dalle prassi amministrative, stanno già producendo effetti concreti di esclusione e precarizzazione giuridica, contribuendo a rafforzare meccanismi di marginalizzazione già esistenti e sollevando rilevanti interrogativi sulla legittimità costituzionale delle norme e sulle possibili strategie di tutela e contrasto da adottare.  Il seminario intende: analizzare, dal punto di vista giuridico, le novità normative in materia di cittadinanza dei minori nati all’estero e residenti in Italia; discutere i primi casi concreti di esclusione della cittadinanza; esplorare le possibili strategie di contrasto, sia sul piano del contenzioso legale, sia su quello politico e di advocacy. Intervengono: * Federica Remiddi – Avvocata  * Salvatore Fachile – Avvocato   * Fioralba Duma – Italiani senza Cittadinanza * Antonio Liguori – Campaign Coordinator ActionAid Modera:  * Chiara Aliberti – Melting Pot Europa PROGRAMMA: * La cittadinanza dei figli minori nati all’estero di chi si naturalizza: analisi dell’art. 14, in combinato disposto con l’art. 3-bis della L. 91/1992, alla luce del quadro normativo vigente e delle prime interpretazioni ministeriali. * Prime applicazioni e criticità emerse: condivisione dei primi provvedimenti di rigetto della cittadinanza per i figli minori nati all’estero ed effetti concreti dell’attuazione delle nuove norme da parte dei Comuni. * Profili di contenzioso e questioni di legittimità: esame delle possibili ipotesi di ricorso e dei potenziali profili di illegittimità costituzionale connessi alla nuova disciplina. * Verso una nuova gerarchia della cittadinanza? Riflessioni sul contesto e sugli effetti sistemici della nuova norma e sugli strumenti di intervento sul piano politico, giuridico e di advocacy. PARTECIPAZIONE E ISCRIZIONI: Il corso è gratuito. La partecipazione è aperta non solo a professionisti/e del settore o persone direttamente coinvolte, ma anche a decisori politici, giornaliste/e e cittadine/i interessati al tema. Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 12.00 di mercoledì 19 novembre 2025. Per partecipare è necessario compilare il modulo online disponibile al seguente link: clicca qui Il link Zoom per seguire il seminario sarà inviato la mattina stessa dell’evento. In caso di posti esauriti, sarà possibile seguire la diretta streaming sul canale YouTube di Melting Pot. * Per informazioni: formazione@meltingpot.org