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Teva: il boicottaggio contro Israele funziona
di Lavinia Marchetti (*) Il boicottaggio contro Israele funziona. Chiedete a Teva Il caso Teva, la rivolta dei sanitari britannici e la rispettabilità che le multinazionali cercano di acquistare attraverso chi dovrebbe tutelare la nostra salute. Quindicimila sterline. Era la somma concordata fra Teva UK, filiale britannica della multinazionale farmaceutica israeliana, e il Royal College of Pharmacy, che è l’organismo
October 13, 2026
La Bottega del Barbieri
Sospetto caso di peste in Siberia: si torna a parlare di gain of function
«Polmonite a eziologia sconosciuta». La formula richiama i primi bollettini da Wuhan, quando alla fine del 2019 arrivavano dalla Cina notizie dell’infezione destinata a diventare la pandemia di Covid-19. Oggi è la diagnosi con cui le autorità russe descrivono la malattia che ha ucciso Darya Shipilova, laboratorista 28enne dell’Istituto antipeste di Irkutsk, in Siberia. I media locali riferiscono di una provetta rotta con il batterio della peste; Mosca nega incidenti o patogeni collegati al suo lavoro. Circa duecento contatti sono stati posti sotto osservazione, mentre sui social circolano sospetti di ricerche di guadagno di funzione. Shipilova sarebbe stata ricoverata il 29 settembre all’ospedale di Shelekhov, dove è morta nella notte tra il 1° e il 2 ottobre. Secondo Lyudi Baikala, che riprende il giornalista Pavel Stepanov e Mash, il 25 settembre la donna avrebbe rotto una provetta contenente l’agente della peste. La versione non ha trovato conferme ufficiali. Il governatore della Buriazia, Alexei Tsydenov, aveva attribuito il decesso alla peste sull’app russa Max, poi ha aggiunto «possibilmente». Secondo Rospotrebnadzor, l’agenzia russa per la sorveglianza sanitaria, gli esami sulla paziente non hanno rilevato microrganismi collegati al suo lavoro e le verifiche sulla biosicurezza non hanno riscontrato incidenti. I media riferiscono di circa duecento contatti sotto osservazione o isolamento, restrizioni negli ospedali e oltre sessanta dipendenti isolati nell’istituto. Il 6 ottobre le autorità locali hanno annunciato che il 60% delle persone inizialmente in quarantena è stato dimesso. A Baikalsk è stato pubblicato e poi cancellato un invito a evitare Shelekhov per segnalazioni non ufficiali di peste. Tra i contatti sono stati individuati due casi di Covid-19 e due di rinovirus: le precauzioni, da sole, non confermano la diagnosi. Il 5 ottobre il presidente USA Donald Trump ha offerto assistenza, mentre il Segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che un’eventuale fuoriuscita del batterio potrebbe diffondersi rapidamente, precisando che occorre attenzione, senza allarmismo. Il Dipartimento di Stato, in contatto con il CDC, ha chiesto informazioni accurate e tempestive. Secondo il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi, il Dipartimento di Stato avrebbe inviato a Mosca una comunicazione diplomatica riservata, una démarche, chiedendo maggiori informazioni sulla morte di Shipilova. Washington contesta la scarsità dei dettagli forniti e sostiene che questa mancata trasparenza contrasti con gli obblighi internazionali di comunicazione sanitaria. Intanto, il 6 ottobre l’OMS ha ribadito che la causa della morte non è ancora confermata: il rischio stimato è tra moderato e basso per Irkutsk, basso per la Russia e molto basso per la regione europea. La peste pneumonica può trasmettersi per via respiratoria ed essere rapidamente letale, ma il trattamento antibiotico tempestivo può curarla. Fondato nel 1934, l’Istituto di Irkutsk appartiene oggi alla rete di Rospotrebnadzor. Studia peste, colera, tularemia, antrace e brucellosi e si occupa di sorveglianza dei focolai naturali, diagnostica, vaccini e biosicurezza. Il dipartimento della peste analizza la variabilità genetica e biologica di Yersinia pestis, anche attraverso ceppi isolati a Tuva e nell’Altai. Il sito dichiara una raccolta di oltre cinquemila ceppi, di cui 1.840 del batterio della peste, senza una data che consenta di considerarli un inventario aggiornato. Nella pagina dei risultati compaiono i riferimenti più delicati: l’istituto afferma di aver dimostrato la possibilità di aumentare la virulenza di alcuni ceppi di Yersinia pestis, compresi ceppi vaccinali, mediante sperimentazione su animali. Elenca inoltre studi sulle proprietà biologiche dei virus Ebola e Marburg. Il precedente è pertinente al dibattito sulla gain of function (GoF, guadagno di funzione, per chi vuole sapere precisamente di cosa si tratti, ne abbiamo parlato in questo articolo)  che non richiede necessariamente interventi diretti sul genoma. La descrizione non precisa però la data degli esperimenti né se proseguano oggi; non documenta un aumento della trasmissibilità tra esseri umani o della resistenza agli antibiotici. Non dimostra, dunque, che Shipilova lavorasse con un patogeno potenziato. Su questo terreno si innestano i sospetti di un incidente durante ricerche di gain of function. L’esperto di armi chimiche e biologiche Hamish de Bretton-Gordon ha ipotizzato un programma attivo di armi biologiche e l’impiego di un ceppo capace di eludere la protezione vaccinale. Il microbiologo Simon Clarke, dell’Università di Reading, ha ricordato al The Sun che Yersinia pestis può essere impiegato come arma biologica, richiamando i sospetti sullo sviluppo di varianti resistenti agli antibiotici, più difficili da curare. Anche il biologo del MIT Kevin Esvelt ha giudicato le misure di isolamento riportate dai media difficili da spiegare con una comune infezione da peste, ipotizzando un agente modificato per resistere agli antibiotici o un altro patogeno. Simon Clarke, professore associato di microbiologia cellulare all’Università di Reading, dubita che la sola rottura di una provetta basti a spiegare il contagio, mentre Piero Olliaro, professore di malattie infettive all’Università di Oxford e direttore scientifico di ISARIC, giudica le informazioni troppo incomplete per trarre conclusioni. Pesa, inoltre, l’eredità sovietica: uno studio del Center for Nonproliferation Studies ricostruisce il coinvolgimento della rete antipeste nei programmi di ricerca biologica militare e include l’istituto fra le strutture dichiarate per attività di biodifesa. Sebbene il passato dell’istituto non basti a dimostrare un programma offensivo attuale, le rassicurazioni di Mosca non chiariscono che cosa abbia ucciso Shipilova. In assenza di risposte verificabili, trasformare i sospetti in certezze alimenta soltanto la paura e rischia di rispolverare il copione del terrorismo sanitario: virostar di nuovo al centro della scena e l’emergenza come argomento per rendere più accettabili il Trattato pandemico e i modelli di governance sanitaria globale promossi da Bill Gates e dagli ambienti tecnocratici. The post Sospetto caso di peste in Siberia: si torna a parlare di gain of function appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 7, 2026
L'INDIPENDENTE
Palestina: effetto collaterale?
Con aggiornamenti di Anbamed e Radio Onda d’Urto; appuntamenti; articoli e analisi di Awad Abdelfattah, di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad, di Ilaria de Bonis, di Claudio Geymonat, di Gaurav Kumar, di Lavinia Marchetti, di Tamer Nafar, di Enrico Semprini e altre/i Prefazione di Enrico Semprini. In questo dossier si parla di eccidi, di solidarietà e…del punto di vista palestinese
Palestina: basta massacri e razzismo
Articoli di Sausan Khalil, Tareq S. Hajjaj, Enas Abu Ghayad, Operazione Colomba, Francesca Campanini, Adla Alnazer, Mariana Hristova, Mario Sommella, Luigi Daniele, Anna Maria Selini, Lavinia Marchetti ed altri. Con un link ad una nostra pagina: https://www.labottegadelbarbieri.org/cinema-28-30-settembre-naza-e-the-bibi-files/ Genocidio a Gaza 26 settembre Un palestinese è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano che ha preso
September 26, 2026
La Bottega del Barbieri
Medici-CPR: il 21 in piazza per…
… per ribadire che «la cura non è reato». Il comunicato della «Rete no ai Cpr» e a seguire l’adesione di Medicina Democratica. APPELLO – NESSUNA PERSONA E’ IDONEA (A ESSERE TORTURATA) LA CURA NON E’ UN REATO Milano, piazza San Babila 21 settembre ore 18 Se sei medic*, vieni con il tuo camice   Per adesioni (entro le 13 di
September 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Medici e CPR: «il morbo di Ravenna»
di Vito Totire (*). A seguire l’appuntamento on line promosso per il 17 settembre dalla Rete «No Cpr» CONTINUA LA PENOSA VICENDA DELLA RICERCA DEI COSIDDETTI “CERTIFICATI FALSI O IDEOLOGICI” IL «MORBO DI RAVENNA» HA MANIFESTATO METASTASI ? RISPONDIAMO ALLA REPRESSIONE INVITANDO LE ISTITIZIONI (TOTALI) ALLA LEGALITA’ … A CUI NON SONO ABITUATE Dall’inizio della vicenda ravennate poniamo il quesito:
September 17, 2026
La Bottega del Barbieri
17 settembre, ore 21: online contro la persecuzione di …
… dei medici che difendono la salute dei migranti. Iniziativa della rete NO CPR. Assemblea straordinaria domani, giovedì 17 settembre, ore 21  I gravi fatti di queste ultime ore, ormai di dominio pubblico, ci spingono a riunirci al più presto, per fare alcune riflessioni su quanto accaduto e sta accadendo e soprattutto concordare come reagire, manifestando sostegno e solidarietà totale
September 17, 2026
La Bottega del Barbieri
EBOLA: AUMENTANO I RISCHI DI DIFFUSIONE DELL’EPIDEMIA. OMS INNALZA IL LIVELLO DI ALLERTA
La nuova epidemia di ebola continua la corsa e non si ferma in Congo. Kinshasa denuncia la morte di 204 persone, i casi sospetti sono 900. L’Oms innalza il livello di allerta sanitaria da “elevato” a “molto elevato”. Dopo il Congo la vicina Uganda, che dopo i primi casi accertati ha deciso di chiudere i confini. Numerosi Paesi africani, compresi quelli mediterranei come la Tunisia, hanno rafforzato i controlli alle frontiere. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato che mentre la Repubblica Democratica del Congo (RDC) aumenta la sorveglianza sanitaria nella sua risposta all’Ebola nella provincia di Ituri, epicentro dell’epidemia soggetta da anni a scontri armati tra opposte fazioni, quasi 5 milioni di persone vivono in mezzo a conflitti in corso, di cui un milione sfollati e ammassati in campi profughi. “La violenza sta costringendo le persone a fuggire, compresi gli operatori sanitari e umanitari. Questo sta ostacolando gravemente gli sforzi per aumentare il tracciamento dei contatti con Ebola e identificare le infezioni abbastanza presto da fornire cure di supporto”, ha aggiunto, sottolineando che l’insicurezza e la paura in corso stanno anche alimentando la diffidenza all’interno delle comunità. Il capo dell’OMS ha affermato che l’OMS e i partner sanitari umanitari mantengono una presenza in tutta Ituri, anche in alcune delle aree più difficili da raggiungere e più insicure, dove le comunità stanno affrontando non solo la minaccia di Ebola, ma anche una vasta gamma di malattie. Tedros ha sottolineato che fornire un pacchetto completo di servizi sanitari è essenziale – non solo per soddisfare le esigenze sanitarie urgenti, ma anche per costruire la fiducia che è fondamentale per un’efficace risposta a Ebola, ha riferito l’agenzia di stampa Xinhua. Il ceppo che caratterizza la 17esima epidemia di ebola, dichiarata lo scorso 15 maggio nella Repubblica Democratica del Congo, è particolarmente aggressivo. Si tratta del Bundibugyo, che prende il nome dall’ omonimo distretto ugandese, dove è stato identificato per la prima volta nel 2007 e finora non esiste nessun vaccino per questa variante della patologia. Il 16 maggio, Tedros ha stabilito che la malattia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella RDC e in Uganda costituisce un’emergenza di salute pubblica di preoccupazione internazionale. La valutazione condotta da ActionAid nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, ha fatto emergere come l’83% delle scuole non dispone di postazioni per il lavaggio delle mani o per l’igiene specifiche per l’Ebola mentre l’81% non ha protocolli di risposta o di isolamento attivi e nel 78% non sono disponibili dispositivi di protezione individuale per insegnanti o studenti. Inoltre, il 74% degli insegnanti non ha ricevuto alcuna formazione sull’Ebola e il 67% delle scuole non ha ricevuto nemmeno una visita da parte delle autorità sanitarie in relazione all’epidemia. Dato estremamente preoccupante, il 29% delle scuole ha già registrato almeno un caso sospetto di Ebola o un contatto stretto. ActionAid chiede un intervento umanitario urgente e localizzato di fronte all’allarmante mancanza di preparazione alla malattia da virus Ebola nelle scuole e nelle comunità. Nel “Focus delle 12” in onda questa mattina sulle nostre frequenze Cornelia Isabel Toelgyes vice direttrice del quotidiano online Africa-express e Emanuele Crespi responsabile umanitario ActionAidAscolta o scarica 
May 25, 2026
Radio Onda d`Urto
Tanti no all’imperialismo sanitario USA in Africa. Il piano di Trump vacilla
Dopo i tagli a USAID (strumento di soft Power di Washington) e l’addio all’OMS, la strategia sulla sanità internazionale della Casa Bianca è stata rimodulata nell’America First Global Health Strategy. Fondata su rapporti bilaterali, invece che su una cornice multilaterale, è un’altra forma di “predazione” a cui molti paesi africani […] L'articolo Tanti no all’imperialismo sanitario USA in Africa. Il piano di Trump vacilla su Contropiano.
May 23, 2026
Contropiano
Il mondo che Meloni inventò
di Mario Sommella (*).   La fabbrica della realtà: istruzioni per abitare il Paese più bello del mondo (quello immaginario)   Cari concittadini, una buona notizia: viviamo nel migliore dei Paesi possibili. Lo sappiamo per certo perché ce l’ha appena comunicato la premier dal banco del governo, con la compostezza di chi legge un bollettino meteorologico nel quale c’è sempre il