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Ricordare il naufragio di Cutro
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione della comunità educante e dell’opinione pubblica su una memoria che non può scolorire nel tempo: il naufragio di Cutro. Non una ricorrenza tra le altre, ma una soglia morale che continua a interrogare la coscienza civile, il linguaggio pubblico e la funzione educativa della scuola. La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, a poche decine di metri dalla riva di Steccato di Cutro, il mare ha reso visibile una contraddizione profonda del nostro tempo: la distanza minima tra salvezza e perdita. Un caicco partito dalla Turchia, con a bordo — secondo le testimonianze — almeno 180 migranti, si arenò su una secca e venne distrutto dalla violenza delle onde, trasformando l’approdo atteso in luogo di tragedia. Quella notte non racconta soltanto un disastro marittimo. Racconta gesti — il rumore del legno che si spezza, le grida nel buio, i pescatori che corrono verso l’acqua, la comunità che si mobilita — e racconta responsabilità. È da questa intersezione tra umanità immediata e interrogativi collettivi che deve partire ogni commemorazione autentica. Il bilancio — 94 vittime accertate, tra cui 34 minori — rappresenta una ferita che supera i confini geografici. Tra le vite spezzate, quelle di Shahida Raza, atleta pakistana, e della giornalista afgana Torpekai Amarkhel, attivista per i diritti umani, ricordano che le migrazioni non sono flussi anonimi ma storie, identità e diritti. A tre anni dal naufragio, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita scuole e società civile a trasformare la memoria in pratica educativa, capace di generare consapevolezza critica e cittadinanza globale. Commemorare significa contrastare la disumanizzazione del linguaggio pubblico, promuovere percorsi didattici interdisciplinari sulle migrazioni e sul diritto alla vita, valorizzare le testimonianze come strumenti pedagogici ed educare alla cittadinanza globale affinché i diritti umani diventino esperienza vissuta. Il CNDDU invita le istituzioni scolastiche a dedicare momenti di riflessione, laboratori di memoria e spazi di dialogo con studenti e studentesse, affinché il ricordo non resti simbolico ma produca coscienza. Cutro consegna una domanda che riguarda il presente: quale posto assegniamo alla dignità umana quando essa attraversa confini e vulnerabilità? La risposta passa anche dalla scuola, luogo in cui la memoria diventa competenza civica. Nella prospettiva di andare oltre le pratiche commemorative già diffuse — spesso centrate su momenti simbolici, letture pubbliche o ricostruzioni cronologiche — il Coordinamento propone l’avvio di un dispositivo didattico innovativo, pensato per restituire continuità narrativa alle vite interrotte e per collegare Cutro ad altre tragedie del Mediterraneo. L’idea è quella di costruire nelle scuole un “Archivio delle vite possibili”, uno spazio educativo permanente in cui studenti e studentesse lavorino su micro-biografie documentate delle vittime, ricostruendo non solo ciò che è accaduto ma ciò che avrebbe potuto accadere: percorsi di studio, aspirazioni professionali, contesti culturali, reti familiari, contributi sociali potenziali. Questa pratica, diversa dalle esperienze più diffuse sul web che privilegiano la memoria statica o la narrazione commemorativa, introduce una dimensione progettuale: la memoria diventa esercizio di immaginazione civile fondata sui diritti. Attraverso fonti, testimonianze, dati e ricerca interdisciplinare, la scuola trasforma la vittima da figura simbolica a soggetto storico, collegando Cutro ad altre vittime delle migrazioni forzate e costruendo una mappa educativa delle responsabilità contemporanee. In questo modo la commemorazione non resta confinata a una data, ma diventa processo didattico continuo, capace di generare empatia informata, pensiero critico e consapevolezza delle interdipendenze globali. La memoria si sposta dal passato al futuro, interrogando gli studenti non solo su ciò che è accaduto, ma su quale società intendono contribuire a costruire. Il CNDDU rinnova così il proprio impegno a promuovere pratiche educative che rendano la memoria uno spazio attivo di cittadinanza e responsabilità, affinché Cutro non sia soltanto ricordata, ma compresa come passaggio educativo decisivo per leggere tutte le altre vite spezzate lungo le rotte migratorie. Perché educare alla memoria significa restituire possibilità dove la storia ha lasciato assenza. prof. Romano Pesavento presidente CNDDU Redazione Italia
February 23, 2026
Pressenza
Furundulla 305 – La ricoperta dell’America
Se dobbiamo fare a chi le spara più grosse (le cazzate, intendo)  di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Bella scoperta!! Minneapolis   Memorial Day     Revivals https://www.ilpost.it/2015/09/27/asse-patto-tripartito/ Cicloni “Le vittime invisibili del ciclone Harry: 380 persone sono disperse nel
January 29, 2026
La Bottega del Barbieri
MIGRANTI: ALTRE 200 VITTIME, “NON È EMERGENZA MA RAZZISMO ISTITUZIONALE ALL’OPERA”
Convocato per questo pomeriggio il Consiglio dei Ministri per deliberare lo stato d’emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna, le regioni colpite dal ciclone che ha devastato le loro coste. Ciclone che si è abbattuto anche su diverse imbarcazioni con a bordo migranti che cercavano di raggiungere l’Europa. Continuano le ricerche di dispersi partiti dalla Tunisia: per ora sono 50, come testimoniato dall’unico sopravvissuto che ieri è stato messo in salvo dalla motonave Star e portato in ospedale a Malta. Alarm Phone segnala da giorni però la scomparsa anche di altre tre imbarcazioni partite dalla Tunisia, con a bordo circa 150 persone, con le quali non si riesce più a stabilire alcun contatto telefonico.  Salvate invece sabato 18 persone dalla nave Sea-Watch 5.  La nave della ong tedesca si sta dirigendo verso Catania, dove giungerà oggi. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni prima di queste notizie registrava 14 persone disperse nel Mediterraneo in quest’inizio d’anno, mentre i morti o dispersi del 2024 sono 1.873, una cifra per difetto se si considera che non include le persone partite e di cui si sono perse le tracce. Le vittime sulla stessa rotta, negli ultimi dieci anni, arrivano a 33.362. Il commento di Andrea Antoccia del Coordinamento Migranti di Bologna. Ascolta o scarica
January 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Naufragio nel Mediterraneo, Italia e Malta non sono intervenute
Un altro naufragio nel Mediterraneo. Italia e Malta sapevano dell’imbarcazione sin da ieri pomeriggio grazie ad Alarm Phone, ma non hanno inviato soccorsi, fino a quando non è stato troppo tardi. La barca si è capovolta. Delle ~35 persone a bordo solo 11 sono state portate in salvo a Lampedusa. È stato recuperato un corpo senza vita, mentre gli altri rimangono dispersi. Il nostro aereo Seabird ha documentato le operazioni di ricerca, ma cercare i sopravvissuti non basta. Andavano soccorsi immediatamente. Italia e Malta devono rispondere delle loro omissioni. Sea Watch
October 17, 2025
Pressenza
MIGRANTI: SEI MILITARI A PROCESSO PER IL NAUFRAGIO DI CUTRO. L’ACCUSA È DI NAUFRAGIO COLPOSO E OMICIDIO COLPOSO PLURIMO
Sono stati rinviati a giudizio i sei militari, quattro della Guardia di finanza e due della Guardia costiera, indagati per il naufragio del barcone a Steccato di Cutro, in cui, la notte del 26 febbraio del 2023, morirono 94 migranti, 35 dei quali minorenni e diversi dispersi. Il prossimo 14 gennaio, quando inizierà il processo di primo grado che dovrà accertare le eventuali responsabilità di sei militari italiani per il tragico affondamento del caicco Summer Love a Steccato, ai militari vengono contestati i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo in relazione alla mancata attivazione del Sar, il Piano per la ricerca ed il salvataggio in mare. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Human. Ascolta o scarica.
July 22, 2025
Radio Onda d`Urto