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Shireen Abu Akle, uccidere la verità: la guerra di Israele…
… contro chi documenta i fatti. di Bruno Lai 11 maggio 2022: c’è una giornalista palestinese da far tacere.     Siamo a metà 2022, ben prima che l’operazione “Diluvio al-Aqṣā” di Hamas, del 7 ottobre 2023, fornisse ad Israele il pretesto per compiere un’aggressione militare senza precedenti contro la Striscia di Gaza. Un’operazione di devastazione che, per il sistematico
Israele porta avanti un disegno di legge sulla pena di morte per detenuti e ostaggi palestinesi dopo l’approvazione del comitato della Knesset
Palestina occupata – Quds News. Il Comitato per la Sicurezza Nazionale della Knesset israeliana ha approvato un controverso disegno di legge per imporre la pena di morte agli ostaggi e ai detenuti palestinesi, facendolo avanzare verso la seconda e terza lettura necessarie per diventare legge. La proposta proviene dal partito Otzma Yehudit, guidato dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir. Ben-Gvir ha dichiarato che la versione rivista del disegno di legge rimuove il potere decisionale dal consulente legale del governo, conferendo ai tribunali un’autorità più ampia per emettere sentenze di morte contro i palestinesi. La legge prende di mira ostaggi e detenuti palestinesi accusati di attacchi classificati come “nazionalisti o legati alla sicurezza”. Non si applica ai sospetti ebrei accusati di aver ucciso palestinesi. I dirigenti israeliani prevedono di portare il disegno di legge al voto finale la prossima settimana. I parlamentari hanno introdotto recenti modifiche dopo le pressioni del primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha avvertito che la versione precedente superava persino gli standard statunitensi sulla pena di morte e avrebbe potuto esporre Israele a sfide diplomatiche e legali. Secondo i dettagli pubblicati dai media israeliani, i tribunali potrebbero emettere una condanna a morte anche se i pubblici ministeri non la richiedono. I giudici non avrebbero bisogno di una decisione unanime e una semplice maggioranza potrebbe approvare la sentenza. Il disegno di legge stabilisce che le esecuzioni sarebbero effettuate tramite impiccagione. Una guardia carceraria nominata dal commissario del Servizio Penitenziario israeliano eseguirebbe l’esecuzione, mentre le autorità manterrebbero segreta l’identità delle persone coinvolte e concederebbero loro piena immunità legale. Le autorità collocherebbero le vittime in strutture di detenzione separate. I funzionari limiterebbero le visite solo alle parti autorizzate, mentre gli avvocati comunicherebbero con ostaggi e detenuti tramite videochiamate invece che con incontri diretti. La legge stabilisce, inoltre, un termine fino a 90 giorni per eseguire le condanne dopo la sentenza. All’esecuzione assisterebbero un direttore del carcere, un rappresentante giudiziario, un osservatore ufficiale e un rappresentante della famiglia. L’ultima bozza rimuove i riferimenti alla persecuzione di coloro che sono coinvolti nell’operazione di resistenza del 7 ottobre. Tuttavia, amplia i poteri dei pubblici ministeri e introduce regole più severe, specialmente nella Cisgiordania occupata, dove la pena di morte potrebbe diventare obbligatoria in alcuni casi. Ben-Gvir sostiene da tempo l’esecuzione degli ostaggi palestinesi. Il suo ministero ha già inasprito le condizioni di detenzione, tra crescenti segnalazioni da parte di gruppi per i diritti umani su abusi, torture e negazione dei diritti fondamentali. La Knesset aveva già approvato il disegno di legge in prima lettura, a novembre. Ora attende i voti finali prima di poter diventare legge.
March 27, 2026
InfoPal
PALESTINA: NUOVI CRIMINI DI GUERRA A GAZA E IN CISGIORDANIA. STALLO SUGLI AIUTI
Israele rinvia ancora una volta l’apertura del valico di Rafah. L’agenzia israeliana per le attività nei territori palestinesi ha dichiarato alla Reuters che sono in corso i preparativi con l’Egitto per aprire il valico di Rafah al passaggio delle persone, ma la data dell’apertura sarà annunciata in seguito. L’agenzia umanitaria ha aggiunto che gli aiuti umanitari non passeranno da Rafah, ma continueranno a entrare attraverso Karem Abu Salem (Kerem Shalom) e altri valichi. Parlare di aiuti umanitari non è comunque corretto: ad entrare sono camion commerciali e i beni venduti al mercato, non aiuti umanitari.  Al momento i palestinesi di Gaza non hanno la possibilità di acquistare questi beni: non hanno soldi e le banche non hanno ancora aperto. Inoltre, dei 600 camion  al giorno promessi e annunciati da Israele, al momento ne arrivano meno di 300. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) afferma di avere abbastanza cibo fuori dalla Striscia per rifornire la popolazione per tre mesi e che le squadre sono pronte a consegnarlo. “Ma nonostante il cessate il fuoco, il blocco delle autorità israeliane all’UNRWA che porta rifornimenti a Gaza continua dopo oltre 7 mesi”, ha scritto l’agenzia su X. Intanto a Gaza, nonostante il cessate il fuoco in corso, tre persone sono state uccise in attacchi israeliani contro i palestinesi.  Una persona è stata uccisa dal fuoco dell’esercito israeliano nel campo profughi di Bureij, nella parte orientale della Striscia di Gaza, mentre un’altra è stata ammazzata da un drone che  ha sganciato una bomba nella zona di Khan Younis. Qui ci sono anche due feriti, uno dei quali in gravi condizioni. Un altro palestinese è morto invece a causa delle ferite riportate dopo essere stato colpito due giorni fa nei pressi della Facoltà di Scienze e Tecnologia di Gaza City. Il direttore dell’ospedale al-Shifa di Gaza, Mohammed Abu Salmiya, afferma di non aver assistito a progressi degni di nota in termini di servizi sanitari o di disponibilità di medicinali dall’inizio del cessate il fuoco. Ha sottolineato che i prigionieri rilasciati necessitano di cure mediche speciali a causa delle condizioni di privazione e torture subiti nelle carceri israeliane. I medici dell’ospedale Nasser nella città di Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza, che hanno ricevuto i cadaveri di palestinesi uccisi da Israele e riconsegnati dalla Croce Rossa, hanno dichiarato oggi che c’erano prove sostanziali di percosse ed esecuzioni sommarie e che nessuno dei corpi era identificabile. Israele protagonista di violenze anche nella Cisgiordania occupata: le forze israeliane hanno assediato un paese a nord-est di Ramallah, demolendo una abitazione con il pretesto che sarebbe stata costruita senza permesso. Assedio anche al Al-Tuwani, villaggio palestinese nelle colline a Sud di Hebron, dove è stato bloccato l’ingresso per “operazioni militari” facendo cinque fermi e terrorizzando i residenti. Infine, una persona è rimasta ferita dagli spari israeliani nella città di al-Ram, a nord della Gerusalemme occupata. Negli ultimi mesi, le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi contro i civili nei pressi del muro di separazione, provocando feriti e morti. Solo ieri un 57enne era stato ucciso dopo essere stato aggredito dai soldati vicino al muro. Gli aggiornamenti e i commenti di Shukri Hroub dell’UDAP, l’Unione democratica arabo-palestinese. Ascolta o scarica
October 16, 2025
Radio Onda d`Urto
Il governo genocida approva l’accordo sullo scambio di prigionieri. Ma bombarda ancora
A proposito di “proposte che non si possono rifiutare”, anche il governo israeliano ha approvato l’accordo per il rilascio degli ostaggi a Gaza. E’ il primo dei 20 punti del “piano Trump”, ed è anche uno dei pochi relativamente chiari. Come previsto gli esponenti della destra messianica hanno fatto le […] L'articolo Il governo genocida approva l’accordo sullo scambio di prigionieri. Ma bombarda ancora su Contropiano.
October 10, 2025
Contropiano
Amnesty International: “Il cessate il fuoco sia l’avvio di un percorso affinché Israele ponga fine all’occupazione illegale, all’apartheid e al genocidio”
La notte tra l’8 e il 9 ottobre 2025 Israele e Hamas hanno accettato la prima fase dell’accordo sul cessate il fuoco che, secondo quanto riferito da fonti d’informazione, riguarda l’immediata apertura di cinque punti d’ingresso degli aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza, il rapido ritorno a casa di tutti gli ostaggi in vita, israeliani e di altre nazionalità, in cambio di prigionieri palestinesi e il parziale ritiro delle forze armate israeliane dalla Striscia di Gaza. “Per oltre due milioni di persone palestinesi della Striscia di Gaza occupata, che da due anni subiscono un’agonizzante sofferenza, incessanti bombardamenti e una sistematica carestia nel contesto dell’attuale genocidio israeliano, per le persone tenute in ostaggio dai gruppi armati palestinesi e per quelle detenute arbitrariamente in Israele, un accordo che potrebbe porre fine agli orrori degli ultimi due anni arriva crudelmente in ritardo e non cancellerà ciò che hanno subito. In molti ora controlleranno da vicino che non si tratterà solo di un altro breve momento di sollievo”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International. “Mettere in pausa o ridurre temporaneamente gli attacchi e permettere a una goccia di aiuti umanitari di entrare nella Striscia di Gaza non è abbastanza. Devono esserci una totale cessazione delle ostilità e la completa rimozione del blocco israeliano. Israele deve consentire il flusso, senza ostacoli, di forniture basilari quali cibo, medicine, carburante e materiali per la ricostruzione in tutte le zone della Striscia di Gaza, così come il ripristino dei servizi essenziali, in modo da assicurare la sopravvivenza di una popolazione che sta annaspando a causa della fame, delle ripetute ondate di sfollamenti di massa e di una campagna di annichilimento. A ciò devono aggiungersi il ritiro delle forze armate israeliane dalla Striscia di Gaza e interventi urgenti per ricostruire e riparare infrastrutture fondamentali in tutto il territorio”, ha aggiunto Callamard. “Tutte le persone palestinesi che sono state costrette a sfollare all’interno della Striscia di Gaza, la maggior parte di loro più volte, devono poter tornare nelle loro terre senza che Israele stabilisca chi può e chi non può farvi rientro”, ha sottolineato Callamard. “Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi devono rimettere in libertà le persone in ostaggio, ponendo finalmente termine a un incubo durato due anni. Israele deve scarcerare tutte le persone palestinesi sottoposte a detenzione arbitraria, comprese quelle detenute senza accusa né processo o in quanto combattenti illegali, in particolare gli operatori sanitari ingiustamente arrestati solo per aver prestato cure mediche”, ha proseguito Callamard. “Perché un accordo sul cessate il fuoco sia duraturo, occorre che sia solidamente basato sul rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale e includa l’immediata fine del genocidio di Israele contro la popolazione palestinese della Striscia di Gaza e misure concrete per porre termine all’occupazione illegale di tutto il Territorio palestinese occupato e per smantellare il sistema di apartheid”, ha commentato Callamard. “È triste constatare che tutto questo è assente nel cosiddetto ‘piano di pace Trump’, che non chiede giustizia e riparazione per le vittime dei crimini di atrocità né chiama a risponderne i responsabili. Fermare il ciclo della sofferenza e delle atrocità richiede la fine di un’impunità radicata nel tempo, che è al centro delle ricorrenti violazioni dei diritti umani tanto in Israele quanto nel Territorio palestinese occupato. Gli Stati devono tener fede ai loro obblighi di diritto internazionale e portare di fronte alla giustizia i responsabili di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio”, ha rimarcato Callamard. “Il progetto israeliano di imporre un ‘perimetro di sicurezza’, ossia una zona cuscinetto nella parte della Striscia di Gaza dove si trovano i terreni più fertili, rafforzerà ulteriormente il sistema di apartheid, l’occupazione e l’ingiustizia. Qualunque ipotesi di affidare a terzi l’occupazione della Striscia di Gaza senza assicurare la libertà di movimento col resto del Territorio occupato non farà altro che aggravare la frammentazione territoriale che è alla base del sistema israeliano di apartheid. Allo stesso modo, ogni misura destinata ad alterare la composizione demografica e la geografia di altre zone del Territorio occupato, ossia la Cisgiordania e Gerusalemme Est, dev’essere immediatamente annullata”, ha evidenziato Callamard. “L’attuale piano non assicura una partecipazione attiva e degna di questo nome delle persone palestinesi alle decisioni sul futuro del Territorio palestinese occupato, sul modo in cui esso sarà governato e su come potranno esercitare i loro diritti umani. Un piano che ripeta gli errori e I fallimenti del passato, ignorando i diritti umani e le cause di fondo dell’ingiustizia, non garantirà un futuro giusto e sostenibile a tutte le persone che vivono in Israele e nel Territorio palestinese occupato. Dopo due anni di vergognosi doppi standard e di veti che hanno paralizzato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite mentre avveniva un genocidio in diretta mondiale, è giunto il momento di cogliere l’opportunità di porre fine a questo orrore, rimediare agli sbagli fatti e salvare ciò che è rimasto della nostra comune umanità”, ha concluso Callamard. Amnesty International
October 9, 2025
Pressenza
Gaza. Accordo nella notte tra Hamas e Israele
Nella notte sarebbe stato raggiunto un primo accordo tra Hamas e Israele relativo alla liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza, la scarcerazione di 2000 prigionieri palestinesi, il ritiro parziale dell’esercito israeliano dalla Striscia, l’ingresso di aiuti umanitari e, soprattutto, l’inizio della tregua dopo due anni di violenti attacchi israeliani che hanno distrutto […] L'articolo Gaza. Accordo nella notte tra Hamas e Israele su Contropiano.
October 9, 2025
Contropiano
Gaza. Oggi iniziano i negoziati in Egitto, ma Israele continua a bombardare
Ieri, domenica 5 ottobre, una delegazione di Hamas, guidata da Khalil al Hayya, è arrivata in Egitto in vista dei colloqui indiretti con la controparte israeliana per avviare negoziati “sui meccanismi per un cessate il fuoco, il ritiro delle forze di occupazione (israeliane) e uno scambio di prigionieri”. Allo stesso […] L'articolo Gaza. Oggi iniziano i negoziati in Egitto, ma Israele continua a bombardare su Contropiano.
October 6, 2025
Contropiano
La Knesset è pronta a introdurre la pena di morte per i cosiddetti ‘terroristi’
Nella giornata di domenica 28 settembre la Commissione per la Sicurezza Nazionale della Knesset, il parlamento israeliano, ha dato il via libera alla discussione di un disegno di legge che introdurrà la pena di morte per coloro che sono accusati di terrorismo. Il che, considerata la concezione di ‘terrorismo’ che […] L'articolo La Knesset è pronta a introdurre la pena di morte per i cosiddetti ‘terroristi’ su Contropiano.
October 1, 2025
Contropiano
Il “piano” di Trump per Gaza, secondo Israele
La proposta americana in 21 punti, per porre fine alla “guerra Israele-Hamas”, che è stata “supervisionata” da alcuni paesi arabi, e che sarebbe nelle mani di Hamas, verrà sottoposta lunedì Trump la sottoporrà a Netanyahu. Lo riferisce il “Times of Israel“, non certo un giornale dell’opposizione israeliana, che ne illustra […] L'articolo Il “piano” di Trump per Gaza, secondo Israele su Contropiano.
September 28, 2025
Contropiano
Non esistono israeliani buoni
Israele è guidato da un governo crudele e da un Primo Ministro senza cuore, come non se ne sono mai visti prima. Le vite umane, che si tratti di abitanti di Gaza, ostaggi o soldati, non interessano a questo governo. Sta Massacrando gli abitanti di Gaza e abbandonando ostaggi e […] L'articolo Non esistono israeliani buoni su Contropiano.
September 3, 2025
Contropiano