Quasi 1 Comune su 2 è interessato da almeno un procedimento di bonificaIl 46% dei Comuni d’Italia, pari a 3.619 Comuni, è interessato da almeno un
procedimento di bonifica in corso al I gennaio 2024. La distribuzione dei
procedimenti di bonifica mostra una concentrazione degli stessi nei Comuni della
media e bassa val Padana, in alcuni capoluoghi del centro e nord Italia, in
diversi Comuni della Toscana, dell’area metropolitana di Napoli e della Puglia.
Questa evidenza è giustificata dalle caratteristiche delle banche dati
regionali, nonché dalle pressioni ambientali dovute alla presenza di attività
antropiche. Viceversa, le aree del paese ove i procedimenti sono assenti o poco
diffusi sono le aree montane alpine, appenniniche e dell’arco calabro, fatto da
non collegare necessariamente all’assenza di pressioni ambientali. Il 70% dei
procedimenti di bonifica regionali si è concluso senza necessità di intervento
di bonifica e/o di messa in sicurezza e ogni anno vengono attivati sul
territorio nazionale in media 1.190 nuovi procedimenti di bonifica.
E’ quanto emerge dal IV Rapporto sulle bonifiche dei siti regionali pubblicato
da ISPRA, che illustra e analizza i dati relativi ai procedimenti di bonifica
aggiornati al I gennaio 2024 sulla base dei dati trasmessi da SNPA, dalle
Regioni e dalle Province Autonome per il popolamento 2024 di MOSAICO, la banca
dati nazionale sui procedimenti di bonifica. Le elaborazioni riguardano 16.365
procedimenti di bonifica in corso e 22.191 procedimenti di bonifica conclusi.
L’avvio di un procedimento di bonifica non comporta l’automatica necessità di un
intervento di bonifica, ma solo a seguito dei dovuti accertamenti emerge tale
obbligo. Infatti, l’esecuzione di un intervento si è resa necessaria solo per il
30% dei siti.
Sul territorio nazionale sono censiti 3.243 procedimenti, in fase di intervento
di bonifica, di cui 2.601 con intervento in corso e 642 con lavori terminati ma
non ancora certificati. Il 28% dei procedimenti in fase di intervento/bonifica
si trova in Lombardia, il 12% in Piemonte, l’11% in Toscana. A livello
nazionale, risultano censiti 484 siti orfani, di cui 225 finanziati e 55 con
procedimento concluso al primo gennaio 2024.
Le percentuali di procedimenti significativamente maggiori della media nazionale
(45%) si riscontrano per l’Emilia-Romagna (100%), per la Provincia Autonoma di
Bolzano (95%) e per la Liguria (89%). La Regione Campania, che nella numerosità
dei procedimenti censiti in MOSAICO spicca con oltre 3.800 procedimenti, ha un
numero percentualmente molto basso di procedimenti di interesse dal punto di
vista ambientale (solo il 17% del numero totale dei procedimenti censiti) a
causa dell’elevato numero di procedimenti ricadenti nella perimetrazione degli
ex SIN (Siti di Interesse Nazionale) che, al momento della deperimetrazione e
conseguente passaggio alla competenza regionale, erano costituiti da molte aree
per le quali non era stato ancora avviato il procedimento di bonifica. Per
quanto riguarda i procedimenti in corso, 1.286 Comuni sono interessati da un
solo procedimento in corso, pari a quasi il 57% del totale dei Comuni aventi
procedimenti in corso; 783 Comuni hanno tra 2 e 5 procedimenti. Queste due
categorie rappresentano da sole circa il 92% dei Comuni interessati da
procedimento di bonifica in corso. In 113 Comuni sono presenti attualmente tra 6
e 10 procedimenti di bonifica in corso (5% dei comuni d’Italia), mentre i Comuni
che hanno un carico significativo di procedimenti, maggiore di 10, sono 84, pari
a poco più del 13% di tutti i Comuni italiani con procedimenti di bonifica in
corso. In particolare, tra questi, quelli con oltre 100 procedimenti in corso
sono solamente 2, ovvero, Milano, con 409 procedimenti in corso, e Torino, con
110.
I siti orfani sono quelli per i quali nessun soggetto, a vario titolo, ha
provveduto agli adempimenti previsti dalla norma per i procedimenti di bonifica.
Si tratta prevalentemente di siti “storici”, per i quali la macchina
dell’Amministrazione pubblica si è attivata recentemente stanziando
finanziamenti collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La
maggior parte dei siti per i quali sono disponibili informazioni sulle superfici
ha dimensioni ridotte: il 70% delle superfici amministrative è inferiore ai
10.000 mq e il 30% è addirittura sotto i 1.000 mq; nel 18% dei casi la superfice
è maggiore di 20 ettari-
Ma qual è la durata dei procedimenti di bonifica in Italia? Secondo i dati
nazionali, la metà dei procedimenti conclusi con intervento di bonifica o di
messa in sicurezza terminano in meno di quattro anni, mentre solo nel 25% dei
casi sono necessari almeno 8 anni. I soggetti privati sono maggiormente
coinvolti nei procedimenti di bonifica rispetto ai soggetti pubblici. Il
rapporto tra i due (numero di procedimenti con soggetti privati/ numero di
procedimenti con soggetti pubblici) è 3:1 per i procedimenti in corso e 8:1 per
quelli conclusi. Il “tipo di soggetto” risulta non disponibile (“ND”) per circa
il 14% dei procedimenti in corso e per il 26,6% dei procedimenti conclusi.
Qui per scaricare il rapporto dell’ISPRA:
https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia-quarto-rapporto-sui-dati-regionali.
Giovanni Caprio