
USA: L’ESECUZIONE DI CHRISTA FALLISCE DOPO DUE INIEZIONI TRA ATROCI SOFFERENZE
Radio Onda d`Urto - Friday, October 2, 2026
In Tennessee Christa Pike, una donna di 50 anni condannata a morte quando era diciottenne per l’assassinio di una coetanea e per 30 anni detenuta nel braccio della morte, é sopravvissuta a due iniezioni letali a base di pentobarbital, tra atroci sofferenze. E, ancora in vita, é stata trasferita in un vicino ospedale. Ancora un’esecuzione fallita, dunque, che irrompe nella campagna elettorale per le midterm non tanto per riaprire un serio dibattito sulla pena di morte (che negli Usa resta un tabù), ma per dare voce a chi propone il ritorno alla sedia elettrica (la senatrice trumpiana Marsha Blackburn che corre per diventare governatore del Tennessee) e chi invece consiglia di giustiziare Christa davanti a un plotone di esecuzione.“È la peggiore esecuzione a cui abbiamo assistito, senza precedenti nell’era moderna”, ha detto Robin Maher del Death Penalty Information Center andando indietro fino al 1976, quando la Corte Suprema autorizzò gli Stati Usa a ricorrere all’iniezione letale. In Tennessee, nel cui braccio della morte Christa é stata l’unica donna in oltre due secoli, il boia aveva già fallito quest’anno: nel mese di maggio non riuscì a trovare le vene di Tony Carruthers, un detenuto afroamericano di 57 anni. Dopo circa un’ora e mezza di tentativi l’esecuzione venne annullata. In quel caso il farmaco non fu iniettato, mentre su Pike (che un mese fa aveva chiesto di essere impiccata) c’è stata una sorta di accanimento: le due flebo previste dal protocollo sono state somministrate in fretta e furia per tentare di arrivare a chiudere l’esecuzione entro la prevista mezzanotte. Christa tuttavia non é morta e ora si trova in ospedale in gravi condizioni.
Randy Spivey, il legale, ha chiesto al governatore Bill Lee di commutare la pena della Pike nell’ergastolo senza sconti di pena. Lee ha già negato una volta questa richiesta. “Quello che è successo ieri sera non è stato soltanto un fallimento: è stato crudele, è stata una tortura. Ed era anche prevedibile”, ha aggiunto l’avvocato.
L’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, ha esortato il Tennessee a “non tentare nuovamente di giustiziare Christa Pike”. “Il caso di Christa Pike mette a nudo le molteplici ragioni per cui la pena di morte dovrebbe essere abolita”, dice l’Onu.
Il commento di Sergio D’Elia dell’Associazione Nessuno Tocchi Caino Ascolta o scarica