SCUOLA: “MA QUALE TETTO PER I BAMBINI STRANIERI, SERVONO RISORSE, BISOGNA INVESTIRE”

Radio Onda d`Urto - Monday, September 21, 2026

La scuola elementare Volta nel quartiere Fiumicello di Brescia è frequentata solo da bambini stranieri anche se alcuni sono nati in Italia e dovrebbero essere considerati italiani, ma a casa parlano la lingua d’origine. I bambini italiani sono pochissimi, 1-2% sui circa 250 in totale. Maria Mercanti è una maestra appena andata in pensione, di questo plesso è stata anche coordinatrice. Abbiamo chiesto a chi ha cognizione di causa un’opinione sulla decisione della presidente del Consiglio Meloni di porre un tetto massimo alla presenza di bambini stranieri negli istituti scolastici: ” La mia è una scuola di frontiera che avrebbe bisogno di essere supportata e non affossata, è una scuola che ha tanti bambini di origine straniera per la realtà abitativa del quartiere Fiumicello, se non ci fossero loro la scuola sarebbe già chiusa. E’ una scuola difficile ma anche ricca, ricca di diversità perché la ricchezza viene proprio da quello, dal fatto che ci sono bambini che devono condividere spazi insieme e modi diversi di vedere il mondo e questo è arricchente per loro e per noi. Certo non è facile, ma non è mettendo un tetto che cambiano le situazioni, cambiano investendo sulla scuole come la nostra. Invece ci hanno lasciato da sole, da sole a far fronte a situazioni complicate, da un punto di vista umano e da un punto di vista didattico.” Secondo il presidente dell’Associazione nazionale presidi Mario Rusconi le classi con studenti stranieri che non parlano italiano in tutta Italia sono circa mille, 750 nella primaria, il resto nella secondaria di primo e secondo grado. “Mille classi su trecentomila non sono molte e certo avere molti alunni non parlanti italiano in classe significa non includerli” sostiene il preside che poi aggiungeche il limite al numero di stranieri in classe esiste già e ora sarà riformulata la struttura delle classe ma laddove per numero di iscrizioni si dovesse superare il numero di bambini non parlanti italiano, questi studenti vanno iscritti in scuole vicine altrimenti il rischio è che non vadano più a scuola.”

Ma la maestra Maria è netta: “dove dovrebbero essere portati, in scuole fuori dal quartiere, il comune dovrebbe spostarli altrove, dove? E’ impensabile. Il tetto c’era già e non è mai stato rispettato perché non era possibile farlo rispettare e poi adesso la scuola è già iniziata, è una follia. Questi bambini hanno il diritto di venire a scuola e di imparare l’italiano. Servono investimenti, significa avere risorse per fare corsi di alfabetizzazione, per mettere un doppio organico, avere più compresenze, per supportare le insegnanti nei momenti più bui invece il rapporto maestra alunni era spesso 1 a 25 è questo è insensato ma è insensato anche se fossero stati tutti italiani. E’ sulla scuola che bisogna investire.”

Intervista a Maria Mercanti, maestra ed ex coordinatrice della scuola primaria Volta ora in pensione Ascolta o scarica