
Innovazione, sostenibilità e nuove rotte commerciali: al via il vertice dei BRICS in India
L'INDIPENDENTE - Saturday, September 12, 2026Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, insieme agli altri Paesi membri aggiuntisi più recentemente all’alleanza dei BRICS e ai rappresentanti delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, si ritroveranno oggi nella capitale indiana di Nuova Delhi per dare il via al 18° summit del gruppo. Quest’anno sarà presente anche il presidente russo Vladimir Putin, che l’anno scorso non ha potuto presenziare per via del mandato d’arresto internazionale. Presente anche il presidente cinese Xi Jinping, nella sua prima visita in India da sette anni, insieme a diversi alti rappresentanti dei Paesi del blocco. Quest’anno l’incontro, che si svolge nel pieno della crisi energetica globale dovuta alla guerra in Iran, si concentrerà sui temi della «resilienza, innovazione, cooperazione e sostenibilità», riflettendo «un approccio incentrato sulle persone che mette al primo posto l’umanità».
Ai due giorni di summit dovrebbero presenziare per la maggior parte i presidenti o i primi ministri degli 11 Paesi membri – ovvero, oltre ai cinque già citati, Egitto, Etiopia, Indonesia, Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti. Tra le eccezioni vi saranno il Brasile, dove al posto del presidente Lula prederà parte al summit il ministro degli Esteri Mauro Vieira, e Cuba, per la quale presenzierà il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez Parrilla. Presenti anche Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e Ngozi Okonjo-Iweala, direttrice generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Attualmente, i BRICS rappresentano il 40% del PIL globale e il 49% della popolazione mondiale. Dal canto loro, i Paesi del G7 si fermano, rispettivamente, al 29 e al 18%. L’incontro avviene in un momento delicato per il blocco, in quanto le crisi geopolitiche in corso coinvolgono parte dei suoi Paesi membri, mettendoli in posizioni contrapposte. È il caso, per esempio, di Iran ed Emirati: nei mesi scorsi, Teheran ha infatti attaccato alcune postazioni militari negli Emirati Arabi Uniti, mentre Abu Dhabi ha imposto contro l’Iran un embargo commerciale di durata indefinita a partire dallo scorso agosto.
E uno dei punti centrali di questo summit dovrebbe essere proprio la possibilità di creare rotte commerciali alternative sicure, dopo che la guerra all’Iran scatenata da USA e Israele ha dimostrato la fragilità di quelle attuali. Alcune di queste «rotte globali affidabili», ha suggerito il presidente russo Putin, in un discorso a margine dell’evento, potrebbero essere il Corridoio di trasporto transartico o il Corridoio internazionale Nord-Sud. Il presidente ha inoltre ricordato come l’obiettivo del blocco sia continuare a costruire alternative al modello economico imposto dall’Occidente. «Da tempo ci viene detto che la concorrenza è un principio inviolabile, eppure oggi oggi i concorrenti occidentali ricorrono a ogni mezzo immaginabile per riconquistare il loro dominio di un tempo» ha dichiarato. Le sanzioni occidentali, ha sottolineato Putin, hanno portato la Russia a una riorganizzazione strutturale della sua economia che l’avrebbe rafforzata, portandola a tassi di crescita «superiori alla media globale» tra il 2023 e il 2025 e alla crescita del PIL del 10,3%, la disoccupazione sarebbe scesa al minimo. Dall’altra parte, dice, le grandi economie dell’Eurozona hanno visto un calo della produzione industriale dell’8% negli ultimi anni.
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