
Il Sudafrica sollecita l’intervento della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) in merito al mancato rispetto da parte di Israele delle ordinanze su Gaza
Assopace Palestina - Sunday, August 30, 2026della Redazione di The New Arab,
The New Arab, 30 agosto 2026.
Il Sudafrica ha presentato un dossier alla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) in cui sostiene che Israele non ha ottemperato alle misure vincolanti della Corte volte a prevenire il genocidio contro i palestinesi a Gaza.
Il Sudafrica ha depositato un dossier presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) in cui sostiene che Israele non ha ottemperato alle misure giuridicamente vincolanti disposte per proteggere i palestinesi [Getty]Il Sudafrica ha presentato un dossier alla Corte Internazionale di Giustizia (CIG), accusando Israele di continuare a ignorare le ordinanze del tribunale volte a proteggere i palestinesi nel contesto del conflitto di Gaza, che sta per entrare nel suo terzo anno.
Il Ministero degli Esteri sudafricano ha dichiarato venerdì che il dossier è stato presentato il 25 agosto per assistere una commissione di giudici incaricata di monitorare l’attuazione delle misure provvisorie e di raccomandare alla Corte eventuali azioni da intraprendere.
Pretoria ha dichiarato di aver presentato le prove dopo aver concluso che Israele non aveva ottemperato a tre misure provvisorie giuridicamente vincolanti emanate dalla CIG per tutelare i diritti dei palestinesi ai sensi della Convenzione sul Genocidio.
Il Sudafrica ha avviato un procedimento legale contro Israele presso la CIG il 29 dicembre 2023, denunciando violazioni della Convenzione sul Genocidio del 1948.
La Corte ha successivamente emesso tre distinti provvedimenti di misure provvisorie il 26 gennaio, il 28 marzo e il 24 maggio 2024, dopo che il Sudafrica aveva richiesto un intervento urgente in merito alla situazione umanitaria a Gaza.
Le sentenze imponevano a Israele di adottare tutte le misure necessarie per impedire atti vietati dalla Convenzione.
La Corte ha inoltre ordinato a Israele di attuare misure di salvaguardia contro potenziali atti di genocidio, di sospendere le operazioni militari nella città di Rafah, nel sud di Gaza, dove tali operazioni potrebbero causare danni fisici alla popolazione palestinese, e di fornire rapporti periodici sul rispetto delle misure.
Nella sua ultima dichiarazione, il Sudafrica ha affermato che avrebbe continuato a perseguire «tutte le vie disponibili» per ottenere il pieno e immediato rispetto da parte di Israele delle ordinanze della Corte.
«Purtroppo, Israele non ha ottemperato alle ordinanze», ha dichiarato Pretoria nel documento presentato.
Il Sudafrica ha avvertito che i diritti dei palestinesi nella Striscia di Gaza potrebbero essere «distrutti prima che [la Corte Internazionale di Giustizia] emetta la sua decisione definitiva», una situazione che, secondo il Sudafrica, minaccia la «legittimità della stessa Corte Internazionale di Giustizia».
Il dossier indicava che, ad agosto, almeno 73.407 palestinesi erano stati uccisi e 174.335 feriti, il che rappresenta complessivamente «oltre il 10% della popolazione palestinese» della Striscia di Gaza.
Si affermava inoltre che, dall’annuncio del «cosiddetto “cessate il fuoco”» nell’ottobre 2025, l’esercito israeliano aveva ucciso in media un bambino palestinese al giorno.
Il documento affermava inoltre che i tassi di aborto spontaneo tra le donne palestinesi erano «più che triplicati» nel 2026.
Il Sudafrica ha inoltre affermato che Israele aveva «detenuto arbitrariamente e deportato palestinesi» che erano stati successivamente «torturati, sottoposti a violenza sessuale e di genere, nonché a trattamenti crudeli, inumani e degradanti».
Il dipartimento ha inoltre accusato Israele di aver ucciso giornalisti locali e di aver impedito a giornalisti stranieri e agli organismi investigativi incaricati dall’ONU di entrare a Gaza.
Israele ha ripetutamente respinto le accuse secondo cui starebbe commettendo un genocidio a Gaza, nonostante le organizzazioni per i diritti umani avvertano che la portata e la natura della sua violenza, inclusi gli omicidi, le restrizioni agli aiuti umanitari, gli sfollamenti di massa e la distruzione dei servizi sanitari, potrebbero costituire atti di genocidio.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno anche sottolineato alcune dichiarazioni di funzionari israeliani che, a loro dire, indicano un intento genocida.
Nonostante un cessate il fuoco a Gaza in vigore dall’ottobre 2025, gli attacchi israeliani sono proseguiti in tutta l’enclave palestinese devastata. Secondo il ministero della Salute di Gaza, da allora l’esercito israeliano ha ucciso almeno 1.313 palestinesi.
https://www.newarab.com/news/south-africa-urges-icj-act-israels-ongoing-gaza-violence
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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