VAL DI SUSA: «C’ERAVAMO, CI SIAMO, CI SAREMO. ORA E SEMPRE NO TAV». IL MOVIMENTO COMMENTA LA GRANDE MOBILITAZIONE NEL FINE SETTIMANA

Radio Onda d`Urto - Monday, July 27, 2026

Primi fermi di polizia dopo la straordinaria mobilitazione in Valle di Susa nel fine settimana con l’assedio e l’invasione dei cantieri dell’alta velocità  da parte del movimento No Tav. Quattro persone, tutte non italiane, sono state poste in stato di fermo nelle scorse ore dalla polizia di Torino. Non si conoscono le accuse nei loro confronti. La Procura di Torino indaga per devastazione e saccheggio ed un’altra serie di reati, mentre ripropone la solita narrazione fatta secondo loro di “frange violente provenienti anche dall’astero con la regia di Askatasuna”. Le identificazioni di massa messe in campo anche ieri secondo la Questura ha portato all’identificazione di 436 persone.

Le forze di polizia lamentano oltre 120 feriti poliziotti, carabinieri e finanzini. In mattinata, infatti,  visita al cantiere da parte della premier  Meloni e del ministro dell’interno, Piantedosi e del capo della polizia Pisani. La conta di quanto è stato distrutto ai cantieri intanto è iniziata e “una prima stima dei danni solo in quello di Chiomonte è di circa 1 milione di euro. Sono ancora da valutare le tempistiche per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi in galleria” fa sapere Telt, la società binazionale che sta realizzando l’opera. Mancano da quantificare i danni a Salbertrand, a Susa (frazione Traduerivi) e a San Didero.

Secondo il movimento, “20.000 persone hanno sfilato per le strade e i sentieri della Val di Susa, trasformando la mappa dei lavori in un percorso da attraversare con spirito ed entusiasmo: per opporsi concretamente al progetto, per alzare la testa contro chi ci vorrebbe silenti, per difendere questa nostra terra condannata dall’alto ad essere una zona di sacrificio”. Gli attivisti parlano di “una giornata piena di significato” e di “una marea umana” che “è riuscita a dividersi dalla bassa all’alta valle, a percorrere per ore sentieri, strade, prendere treni, attraversare prati, fare carovane e serpentoni infiniti”.

Le valutazioni di Nicoletta Dosio, storica compagna del movimento No Tav della Val di Susa. Ascolta o scarica