Patti e consigli per promuovere un uso consapevole della tecnologia

Pressenza - Friday, July 24, 2026

Un’indagine realizzata da Demetra in collaborazione con la Fondazione Patti Digitali evidenzia come il 68,2% degli intervistati attribuisca un peso determinante (almeno 8 in una scala da 1 a 10) all’uso di smartphone e social media nelle attuali problematiche giovanili. Questo dato conferma empiricamente il superamento dell’“era degli entusiasmi”, lasciando spazio a una crescente preoccupazione collettiva che vede nella tecnologia un fattore di rischio primario per il benessere delle nuove generazioni.

Di fronte a questo scenario, emerge una domanda massiccia di intervento normativo, con l‘88,8% dei rispondenti favorevole a una legge che impedisca la creazione di account social sotto una determinata soglia anagrafica. È interessante notare come l’opinione pubblica sia orientata verso una limitazione piuttosto rigorosa, indicando i 16 anni (35,8%) o i 14 anni (20,2%) come i limiti più opportuni. Questo orientamento si estende anche alle nuove frontiere della tecnologia, con il 75,6% dei cittadini intervistati che desidera includere i chatbot di intelligenza artificiale all’interno di queste regolamentazioni. L’urgenza di tali provvedimenti è sentita come prioritaria dal 60% del campione, riflettendo il bisogno di quel filtro sociale e istituzionale necessario per non lasciare le famiglie sole di fronte alle pressioni del mercato digitale. Proprio in questi giorni in Francia, primo Paese europeo, è stata approvata una legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 15 anni. L’altissima percentuale di favorevoli nel nostro Paese a una legge restrittiva (88,8%) potrebbe nascondere una tentazione di delega allo Stato. La Fondazione Patti Digitali sottolinea, invece, come la legge debba essere accompagnata da una trasformazione culturale dal basso, anche in adesione al 61,6% degli italiani che ritiene fondamentale che i genitori decidano collettivamente le età minime di accesso ai dispositivi, come previsto nella proposta dei Patti Digitali.

Insomma, la sfida per un uso più sano del digitale si vince soltanto insieme. L’educazione digitale è efficace se viene offerta in modo coordinato da parte di una comunità (genitori, scuole, pediatri, istituzioni, oratori, scout, società sportive, ecc.) in cui ci si supporta a vicenda. Ad esempio, mettendosi d’accordo collettivamente sull’età di consegna degli smartphone ai preadolescenti, o sul loro accesso ai social. Si diminuisce così la pressione sociale all’anticipazione e si apre uno spazio per un dialogo tra famiglie. La rete dei Patti Digitali di comunità promuove proprio alleanze educative di questo tipo tra famiglie, educatori ed enti a livello locale su tutto il territorio nazionale. Oltre 26.000 famiglie in 17 regioni italiane (con 265 Patti digitali avviati e 24 Patti in avvio) hanno trovato nella Fondazione Patti Digitali ETS una risposta concreta al senso d’impotenza e smarrimento, una risposta e un aiuto concreto nella sfida quotidiana dell’educazione digitale.

Grazie al supporto della Fondazione, gruppi spontanei di mamme e papà hanno sottoscritto accordi condivisi su social e smartphone (es. età di arrivo, linee comuni di regolamentazione), ma hanno anche organizzato giornate senza smartphone e altre iniziative di aggregazione. È nata, insomma, un’alleanza di comunità che supera la solitudine delle scelte educative in favore di una gestione consapevole e partecipata. Si tratta di esperienze che dimostrano come l’azione territoriale dei genitori possa diminuire la pressione sociale ad anticipare la connessione permanente dei bambini. Una rete che si va estendendo anche alle amministrazioni locali e regionali. Il 16 luglio scorso la Fondazione Patti Digitali ETS è stata presente alla conferenza stampa di presentazione dell’indagine conoscitiva che la VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) della Camera dei deputati svolgerà sulle “sfide educative e culturali e sull’impatto delle nuove tecnologie nella scuola”. Insieme alla Fondazione Patti Digitali, hanno partecipato, tra gli altri, Fondazione Carolina, Still I rise, Skuola.net, Telefono Azzurro e Save the Children, oltre a diversi professionisti della salute mentale, della bioetica, dei media e alla polizia postale.

Per augurare buone vacanze, cercando di usare un po’ meno gli schermi, la Fondazione Patti Digitali ETS propone alcuni consigli per attività alternative. Non è un invito a spegnere totalmente gli schermi, ma si tratta di qualche idea in più per qualche tempo morto. Sono 3 “cartoline”: la prima con 10 cose da fare in macchina, per evitare di lanciare nei sedili posteriori uno smartphone alla decima volta che vi chiedono annoiati “cosa faccio?”; la seconda con una lista di 10 cose che si possono fare in attesa al ristorante, per evitare che i vostri figli per la noia inizino a correre sotto i tavoli o diano fastidio alla cameriera; la terza con 10 cose da fare in vacanza.

Qui le idee della Fondazione Patti Digitali ETS per un’estate con meno schermi.

Giovanni Caprio