Accoglienza e rigenerazione nelle aree interne: il caso di Camini

Progetto Melting Pot Europa - Thursday, July 23, 2026

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City St George’s, University of London

Accoglienza e rigenerazione demografica nelle aree interne italiane:
il caso di Camini tra modello e precarietà istituzionale

Tesi di laurea magistrale di Francesca Chiara Cardone (6 maggio 2026)

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Introduzione

L’Italia conta circa quattromila comuni classificati come aree interne: un concetto che definisce i territori montani, collinari e rurali i cui residenti devono percorrere più di venti minuti per raggiungere l’ospedale, la scuola secondaria o la stazione ferroviaria più vicini.

La classificazione delle aree interne è stata introdotta a partire dal 2014 per riportare l’attenzione delle politiche pubbliche su un fenomeno a lungo trascurato (De Rossi, 2019). Dal secondo dopoguerra, i territori interni italiani hanno conosciuto una progressiva marginalizzazione, con calo della popolazione, diminuzione dell’occupazione e ritiro dei servizi, processi aggravati dall’instabilità idrogeologica determinata da decenni di abbandono del territorio (Barca, Casavola e Lucatelli, 2014; Carrosio, 2019).

Il fenomeno è stato ampiamente documentato nella letteratura accademica e diffusamente trattato dalla stampa. Ciò che ha ricevuto un’attenzione sistematica molto minore è l’intersezione tra questa crisi demografica e il sistema italiano di accoglienza comunitaria dei migranti, il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), e, in particolare, il modo in cui i programmi di accoglienza strutturata hanno, in un ristretto numero di casi, dimostrabilmente invertito lo spopolamento, riaperto scuole e restituito vita civica a luoghi che stavano scomparendo.

Il progetto giornalistico che questa rassegna della letteratura accompagna è un reportage lungo su Camini, un villaggio di ottocento abitanti in Calabria che ha invertito il proprio declino demografico in quindici anni grazie al programma di accoglienza Jungi Mundu, gestito dalla cooperativa Eurocoop Servizi nel quadro del sistema SAI.

L’articolo sostiene due argomentazioni interconnesse: primo, che pur con i suoi limiti il modello funziona, producendo una rigenerazione demografica, economica e sociale misurabile; secondo, che è strutturalmente fragile, poiché dipende interamente dalla volontà politica di un singolo sindaco eletto.

Queste argomentazioni si fondano su un lavoro sul campo originale: interviste a migranti che vivono all’interno del programma, alla cooperativa e ai funzionari comunali che lo hanno costruito, al sindaco di Rovigo, città che ha smantellato un programma venticinquennale con un solo voto in consiglio comunale, e a ricercatori accademici e analisti delle politiche dell’UE che collocano Camini in un contesto comparato e istituzionale.

Questo tema si presta all’approfondimento accademico per tre ragioni. Primo, l’intersezione tra spopolamento rurale e accoglienza dei migranti si colloca al confluire di diversi dibattiti accademici attivi, nella demografia, negli studi migratori, nella teoria dell’integrazione e nella governance multilivello, nessuno dei quali ha finora esaminato i due fenomeni come un’unica questione di policy integrata.

Secondo, il divario tra ciò che funziona a livello locale e ciò che viene tentato a livello nazionale ed europeo non è, come dimostra la letteratura qui esaminata, un problema di conoscenza ma un problema politico: comprenderlo richiede di mappare con precisione il panorama accademico e delle politiche.

Terzo, giornalismo e letteratura accademica sono qui strutturalmente complementari in modi che rendono l’accostamento intellettualmente produttivo: la componente accademica fornisce i quadri analitici e la base di evidenze; il progetto giornalistico fornisce il racconto granulare, specifico per luogo e multiprospettico che la ricerca accademica non può facilmente generare.

Questa componente accademica esamina quanto ricercatori, commentatori e operatori hanno scritto su cinque ambiti interconnessi: lo spopolamento rurale e la crisi delle aree interne italiane; la migrazione come risposta demografica al declino della popolazione nel contesto europeo; la base di evidenze sull’integrazione comunitaria nei contesti rurali; il discorso che inquadra la migrazione in Europa; e la governance dei sistemi di accoglienza decentrati e la loro fragilità strutturale.