Trump ha incassato almeno 2 miliardi di dollari dopo il ritorno alla Casa Bianca

Assopace Palestina - Wednesday, July 1, 2026

diBen ProtessAndrea FullerEric LiptoneDavid Yaffe-Bellany

The New York Times, 30 giugno 2026.  

La pubblicazione della dichiarazione patrimoniale obbligatoria relativa al 2025 rivela che le attività della famiglia Trump, in particolare quelle legate alle criptovalute del presidente, sono state incredibilmente redditizie.

Il presidente Trump mentre entra alla Casa Bianca, domenica 28 giugno. La sua dichiarazione patrimoniale obbligatoria per il 2025 ha sollevato il velo sulle sue operazioni commerciali sinora tenute segrete. Crediti… Eric Lee per il New York Times

Il presidente Trump ha incassato una straordinaria manna nel suo primo anno di ritorno alla Casa Bianca, compresi circa 1,4 miliardi di dollari provenienti dalle attività legate alle criptovalute della sua famiglia, come emerge da un nuovo documento.

Complessivamente, il presidente ha incassato almeno 2,2 miliardi di dollari, una cifra che include altre parti del suo vasto patrimonio, come i suoi beni immobiliari. Questo dato è da confrontare con un minimo di 622 milioni di dollari incassati dalle sue imprese nell’intero 2024, prima del suo ritorno alla presidenza.

Le dichiarazioni finanziarie del presidente

Ricavi totali dichiarati nel 2024: Almeno 622 milioni di dollari

Ricavi totali dichiarati nel 2025: Almeno 2,2 miliardi di dollari

Uno dei suoi maggiori guadagni nel 2025 è arrivato quando una società di investimento legata agli Emirati Arabi Uniti ha acquistato quasi la metà della principale società di criptovalute della famiglia Trump, la World Liberty Financial, un’operazione che ha reso poco chiara la linea di demarcazione tra politica estera e impresa privata.

Trump ha inoltre incassato centinaia di milioni di dollari dalla vendita del suo memecoin $TRUMP e dalla vendita dei token digitali di World Liberty.

I risultati, descritti in dettaglio nella dichiarazione patrimoniale obbligatoria di Trump per il 2025 e resi noti martedì 30, hanno sollevato il velo sulle operazioni commerciali del presidente. Le sue iniziative nel settore delle criptovalute, come mostra la relazione, sono ora tra le sue attività più redditizie: una svolta notevole per un uomo che un tempo aveva definito le criptovalute un rifugio per spacciatori e truffatori.

Le finanze del presidente, che erano state in qualche modo un mistero, mettono in luce un conflitto nel suo business delle criptovalute: Trump è uno dei principali operatori del settore delle criptovalute e al contempo il suo massimo responsabile politico.

Non è certo l’unico problema derivante dal fatto che un uomo d’affari ricopra la carica di presidente. Anche l’azienda di famiglia del presidente, la Trump Organization, ha sfruttato la popolarità di Trump in alcune parti del mondo, concedendo in licenza il nome «Trump» a proprietà situate in paesi cruciali per gli interessi di politica estera degli Stati Uniti, tra cui l’Arabia Saudita e il Qatar.

Solo questi due accordi hanno fruttato a Trump più di 14 milioni di dollari lo scorso anno, come risulta dal documento.

La Casa Bianca non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento, anche se in passato Trump ha sottolineato di essere esente dalle leggi federali sul conflitto di interessi.

Anna Kelly, portavoce della Casa Bianca, ha affermato in una recente dichiarazione che Trump «agisce esclusivamente nel miglior interesse del pubblico americano» e che «non vi sono conflitti di interessi».

Sebbene il rapporto pubblicato martedì abbia fornito i dati relativi ai ricavi delle iniziative di Trump nel settore delle criptovalute e in quello immobiliare, non ha rivelato se tutte le attività abbiano generato profitti o perdite, il che è in linea con i suoi precedenti documenti.

Il rapporto offre inoltre scarsa chiarezza sul patrimonio netto del presidente, gran parte del quale è legato ai valori stimati degli immobili e al valore contabile fluttuante delle criptovalute e del suo portafoglio azionario. Per i suoi beni più consistenti, tra cui criptovalute e immobili, Trump ha dichiarato una valutazione minima di 50 milioni di dollari senza alcun limite massimo.

Le azioni del presidente nella sua società di social media quotata in borsa, la Trump Media & Technology Group, valgono circa 875 milioni di dollari, secondo altri documenti pubblici, e rappresentano una delle principali fonti del patrimonio netto del presidente. (Tali azioni hanno subito un crollo nell’ultimo anno, erodendo parte del suo patrimonio netto.)

Ma è stato proprio il business delle criptovalute di Trump a rivelarsi una delle principali fonti di entrate.

Un tempo decisamente scettico nei confronti delle criptovalute, Trump ha abbracciato il settore durante la campagna elettorale del 2024 e ha avviato una serie di iniziative che hanno fruttato somme enormi.

Ricavi da iniziative selezionate

INIZIATIVA                                                     2024                2025                VARIAZIONE

World Liberty Financial                                  $ 57 mil.          $ 799 mil.        +$ 742 mil.

Vendite di memecoin $TRUMP                     —                    $ 636 mil.        —

Mar-a-Lago                                                    $ 50 mil.          $ 77 mil.          +$ 27 mil.

Trump National Doral Golf Club                    $ 110 mil.        $ 122 mil.        +$ 11 mil.

Nota: le cifre sono arrotondate al milione più vicino.

Insieme ai suoi tre figli, ha contribuito a fondare World Liberty Financial, una società di criptovalute che commercializza una valuta digitale denominata $WLFI.

L’anno scorso, World Liberty ha commercializzato la propria moneta agli investitori di tutto il mondo, destinando il 75 per cento di ogni vendita a un’entità commerciale di Trump, al netto di determinate spese, garantendo così al presidente un guadagno anche in caso di calo del valore del token. Secondo il documento depositatoil presidente ha ricevuto circa 500 milioni di dollari da tali vendite lo scorso anno, rispetto ai 57 milioni di dollari del 2024.

World Liberty ha arricchito la famiglia Trump anche in altri modi.

Nel gennaio 2025, pochi giorni prima dell’insediamento di Trump, una società di investimento legata al governo degli Emirati Arabi Uniti ha acquistato una quota del 49% di World Liberty, sollevando una serie di preoccupazioni di natura etica. Poco dopo, gli emiratini hanno concluso un accordo con l’amministrazione Trump — nonostante le obiezioni di alcuni funzionari della sicurezza nazionale — per l’esportazione di preziosi chip informatici utilizzati nell’intelligenza artificiale.

Il documento reso pubblico martedì non faceva esplicito riferimento all’accordo, ma menzionava investimenti non specificati che hanno fruttato a Trump oltre 200 milioni di dollari.

L’altra principale fonte della ricchezza di Trump nel settore delle criptovalute è stata la sua memecoin, una valuta innovativa nota come $TRUMP che ha iniziato a vendere pochi giorni prima della sua inaugurazione. Secondo il documento, ha guadagnato oltre 600 milioni di dollari dalla vendita della moneta.

Il prezzo della moneta è salito alle stelle per un breve periodo, prima di crollare; recentemente si è attestato intorno a 1,67 dollari, con un calo di circa l’80 per cento rispetto a un anno fa.

La famiglia Trump ha inoltre continuato a incassare ingenti somme di denaro da accordi di branding immobiliare, come emerge dal nuovo rapporto, compresi alcuni in Medio Oriente che lo scorso anno hanno generato un fatturato minimo di 35 milioni di dollari. Gli accordi in Vietnam e in Romania, insieme a quelli più datati in India, Turchia e Indonesia, hanno fruttato complessivamente almeno altri 20 milioni di dollari.

Inoltre, secondo il rapporto, le principali proprietà immobiliari del presidente negli Stati Uniti, come il Trump National Golf Club vicino a Miami, hanno generato 122 milioni di dollari di ricavi, mentre il suo club Mar-a-Lago gli ha fruttato un totale di 77 milioni di dollari.

Ora che Trump dispone di ingenti liquidità e ha risolto alcuni dei suoi annosi problemi legali, ha ridotto le passività nel proprio bilancio, anche in seguito alla decisione di una corte d’appello che ha annullato una sentenza di quasi mezzo miliardo di dollari derivante da una causa civile per frode a New York.

Il rapporto di rendicontazione mostra che Trump deve ancora più di 50 milioni di dollari alla scrittrice E. Jean Carroll, che lo ha accusato di averla abusata sessualmente e diffamata. Lunedì la Corte Suprema ha respinto la richiesta del presidente di riesaminare una delle sentenze ottenute dalla signora Carroll contro di lui.

La dichiarazione patrimoniale ha evidenziato diverse altre vittorie legali per Trump, compresi i risarcimenti incassati da colossi dei media e della tecnologia come ABC News, Paramount e Meta. ABC ha raggiunto un accordo in una causa per diffamazione, mentre Paramount ha accettato di risarcirlo in merito al montaggio di un’intervista nel programma della CBS News «60 Minutes». Meta ha raggiunto un accordo in una causa intentata da Trump per la sospensione dei suoi account Facebook e Instagram dopo i disordini del 6 gennaio 2021 al Campidoglio.

La dichiarazione ha inoltre evidenziato i guadagni derivanti dagli investimenti di Trump nei mercati finanziari. Sebbene queste cifre presentino ampie variazioni, rendendo difficile individuare tendenze significative o importi specifici, suggeriscono che Trump continui ad arricchirsi durante la presidenza.

Alla fine dello scorso anno, secondo quanto emerge dalla dichiarazione, deteneva un patrimonio di investimento di almeno 857 milioni di dollari, rispetto a un valore minimo dichiarato di 236 milioni di dollari l’anno precedente.

Ben Protess è un giornalista investigativo del Times che si occupa del presidente Trump.

Andrea Fuller è una giornalista specializzata in dati del Times che utilizza l’analisi dei dati per dare un senso ad argomenti complessi.

Eric Lipton è un giornalista investigativo del Times che approfondisce una vasta gamma di argomenti, dalla spesa del Pentagono alle sostanze chimiche tossiche.

David Yaffe-Bellany scrive di criptovalute per il Times da New York. È raggiungibile all’indirizzo davidyb@nytimes.com.

https://www.nytimes.com/2026/06/30/us/politics/trump-financial-disclosure-crypto-windfall.html?emc=edit_th_20260701&nl=today%27s-headlines&segment_id=222354

Traduzione a cura di AssopacePalestina

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