CALDO RECORD: L’ITALIA È ALLE PRESE CON L’EMERGENZA. AUMENTANO MALORI, BLACKOUT E CITTÀ DA BOLLINO ROSSO

Radio Onda d`Urto - Wednesday, June 24, 2026

Aumentano in Italia le città da bollino rosso: ieri 15, oggi 16, domani e venerdì 17, su un totale di 27 città monitorate dal Ministero della Salute. Aumentati del 15% gli accessi al pronto soccorso per il caldo, mentre nel fine settimana è annunciata un ulteriore incremento delle temperature, con contestuale rischio di brevi ma devastanti potenzialmente temporali data l’energia in ballo.

A Firenze il museo degli Uffizi ha chiuso oggi alla vendita dei biglietti a causa dei condizionatori bloccati, andati in tilt per il caldo. A Torino il sindaco Lo Russo ha firmato un’ordinanza sindacale urgente per fare fronte ai continui blackout della rete elettrica che si stanno verificando in città. Blackout anche a Milano e Napoli: qui gli operai partenopei sono al lavoro per attenuare i problemi alla rete che hanno coinvolto oltre 2500 famiglie; stessa sorte a Teramo dove lo stop all’energia elettrica si è verificata nel centro storico e in numerosi quartieri. Qui il sindaco ha avviato un’offensiva legale nei confronti di E-Distribuzione ed Enel. A Pescara il blackout ha colpito la rete fognaria, scatta divieto di balneazione.

Dopo giorni di caldo straziante il Governo Meloni annuncia per domani una riunione tecnica al ministero della Salute, chiamata dal ministro Schillaci, precisando che il tavolo tecnico dovrà valutare varie opzioni. Anche il ministro dell’Istruzione Valditara parla di valutazioni per climatizzare le aule scolastiche durante i giorni della maturità. Peccato che le prove scritte siano finite e gli orali siano già iniziati lunedì. Valditara parla di passi avanti sul fronte della ventilazione per le scuole, sostenendo che “con i fondi del Pnrr sono sempre più numerose le scuole dotate di aria condizionata”. Frasi smentite dai dati diffusi oggi da Skuola.net: su oltre 60mila sedi scolastiche monitorate, solo il 7,4% è dotato di impianti di climatizzazione. Meno di una scuola su 10.

Un grande filosofare tra le fila del Governo, dunque, mentre in Lombardia come in altre regioni, dal 10 giugno fino al 23 settembre è teoricamente vietato il lavoro all’aperto dalle 12:30 alle 16:00 per i settori edile, agricolo e florovivaistico, nelle cave. Teoricamente, perché non ci sono controlli e continuano le segnalazioni di lavoratori e lavoratrici impegnati all’esterno durante le ore più calde, in particolare nei cantieri edili e nei campi. È proprio nei campi che oggi un uomo di 61 anni è morto in Provincia di Piacenza: era al lavoro dalla mattina in una vigna, mentre sulla zona c’era un caldo torrido. Il fratello, intorno alle 14, lo ha trovato riverso senza vita tra i filari.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Maurizio Bresciani, di Basta Veleni, realtà che insieme a SOS Alberti, Rete Ambiente Lombardia ha diffuso un comunicato in merito alla situazione di caldo estremo che, da anni, si ripete. Ascolta o scarica.