
LIBANO: “NEGOZIATI SENZA HEZBOLLAH SONO DESTINATI AL FALLIMENTO. ISRAELE CONTINUA IMPUNITA LA SUA STRATEGIA GENOCIDARIA”
Radio Onda d`Urto - Wednesday, June 24, 2026
“Ci sono vari punti in discussione su più tavoli quindi c’è un negoziato Iran-Stati-Uniti-Israele, un altro tavolo Israele-Libano ma non c’è un tavolo che includa Hezbollah e questo è un problema molto rilevante: Hezbollah è un attore fondamentale in questo contesto e quindi fare questi negoziati senza questo attore che nel bene e nel male è un attore presente sul territorio ed è un attore armato, a me sembra che non possa che portare ad un fallimento.” Così la professoressa Rosita Di Peri, docente di Storia del Medio Oriente all’Università di Torino commenta la nuova tornata di negoziati che riguardano anche il nodo libanese. L ‘Iran chiede come condizione la fine degli attacchi israeliani e il ritiro delle truppe dell’IDF dal Sud del Libano, Tel Aviv sta ponendo il veto all’evoluzione del memorandum tra Washington e Teheran ribadendo di voler mantenere delle postazioni militari in quella zona e rivendicando una occupazione che diventerà di tipo permanente. “Tra l’altro ieri Rubio diceva che il Libano in realtà verrà escluso da questo memorandum sebbene ovviamente l’ Iran affermi il contrario e ponga come conditio sine qua non proprio l’inclusione del Libano all’interno di questi negoziati tra Iran e gli Stati Uniti.”
La docente, profonda conoscitrice del Libano, illustra nell’intervista a Radio Onda d’Urto il contrasto tra le diverse forze politiche del Paese dei Cedri ed anche la dialettica interna a Hezbollah, analizzando anche il significato dell’apertura di un nuovo aeroporto nel Nord del Libano che può essere “un tentativo di sganciare il Sud del paese dal resto del Libano e quindi di creare un aeroporto sganciato dal controllo di Hezbollah. Questo può essere un passo importante per sganciare il destino del Sud dal destino del Libano, quindi verso una spaccatura in due del paese. Intanto Israele continua a portare avanti la sua politica genocidaria nella Striscia e questa politica nella sostanza è stata portata avanti anche nel Sud del Libano con interi villaggi che sono stati rasi al suolo con la stessa tecnica della Striscia, con ordini di evacuazione, bombardamenti senza avviso, attacchi contro i soccorritori e la stampa. Israele sta continuando per la sua strada senza mi pare nessun ostacolo – prosegue la professoressa Di Peri – perchè rimane impunita, non ci sono sanzioni, bisognerà vedere se questa politica genocidaria, di apertura di vari fronti di guerra, pagherà in termini elettorali. Sembra un tentativo di distogliere l’attenzione su questioni interne. La credibilità internazionale e l’immagine di Israele sono state però minata fortemente e lo si è visto anche con le mobilitazioni continue in molti paesi europei“
L’intervista alla professoressa Rosita Di Peri, docente di Storia del Medio Oriente all’Università di Torino Ascolta o scarica