La Fondazione Hind Rajab chiede agli Stati Uniti di arrestare un soldato israeliano presente ai Mondiali

Assopace Palestina - Saturday, June 20, 2026

dalla Redazione Cradle

The Cradle, 16 giugno 2026.  

Un cittadino con doppia cittadinanza statunitense e israeliana è accusato di aver preso parte a operazioni volte a rendere inabitabili ampie zone di Gaza. 

(Foto: HRF)

Il 16 giugno, la Fondazione Hind Rajab (HRF) ha formalmente richiesto al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di arrestare e perseguire penalmente Jake Burkons, cittadino con doppia nazionalità statunitense e israeliana, che sta attualmente assistendo ai Mondiali FIFA 2026, per crimini di guerra commessi a Gaza. 

La fondazione afferma che Burkons è coinvolto in crimini di guerra e atti di genocidio commessi nella Striscia di Gaza.

Questa azione fa seguito a una denuncia penale presentata dal gruppo il mese scorso in Sri Lanka, dove Burkons era in vacanza.

Il rapporto precisa che Burkons ha prestato servizio nella Compagnia D del 603° Battaglione del Genio da Combattimento, un’unità facente parte della 7ª Brigata Corazzata dell’esercito israeliano, e si era arruolato volontariamente in seguito all’avvio del genocidio dei palestinesi a Gaza da parte di Israele, il 7 ottobre 2023.

Sebbene il Battaglione sia ufficialmente assegnato a compiti di ingegneria quali lo sminamento e la fortificazione, l’HRF (Fondazione Hind Rajab) riferisce che le sue operazioni effettive comportavano la distruzione sistematica di zone residenziali per facilitare la frammentazione del territorio. 

Tali attività includevano la creazione di corridoi militari come l’«Asse Morag» nel sud di Gaza, destinati a consolidare il controllo e a facilitare il movimento delle forze israeliane.

Gli investigatori hanno documentato almeno 65 demolizioni controllate eseguite dal battaglione tra ottobre 2023 e la metà del 2025. Questi attacchi hanno preso di mira moschee, siti industriali, terreni agricoli e abitazioni. 

L’unità è inoltre accusata di aver attaccato ospedali e di aver commesso detenzioni illegali e maltrattamenti nei confronti di civili. 

L’HRF collega Burkons a un caso specifico di distruzione illegale a Khan Yunis tra ottobre e novembre 2025.

Tra le prove figurano post sui social media che mostrano Burkons mentre tiene in mano un cavo di detonazione all’interno di un edificio civile in rovina e mentre condivide filmati di demolizione geotaggati in cui compare il distintivo della sua compagnia.

L’atto legale cita due articoli del Codice Penale USA (USC), il18 § 2441 (crimini di guerra) e l’articolo 18 § 1091 (genocidio), affermando la distruzione gratuita di beni e gli attacchi a edifici indifesi, azioni che «non sono giustificate dalla necessità militare».

Jake Romm, rappresentante della fondazione HRF negli Stati Uniti, ha dichiarato che «il War Crimes Act è stato approvato per impedire a tutti i criminali di guerra, indipendentemente dalla nazionalità, di trovare rifugio negli Stati Uniti».

Romm ha aggiunto: «Quando cittadini statunitensi si recano all’estero per commettere crimini di guerra e genocidio, il dovere di perseguire penalmente tali reati diventa ancora più importante».

L’HRF sta esortando il Dipartimento di Giustizia a emettere un mandato di arresto e a impedire a Burkons di lasciare la giurisdizione degli Stati Uniti.

L’ultimo caso fa seguito a una precedente denuncia presentata dall’HRF il 2 giugno, in cui si chiedeva all’India di arrestare il riservista israeliano Eitan Gilboa per crimini di guerra da lui stesso documentati a Gaza.

L’HRF ha presentato prove alle autorità indiane, tra cui video e post sui social media che mostrano Gilboa mentre festeggia la demolizione sistematica di infrastrutture civili a Gaza nell’ambito del suo servizio nell’esercito israeliano. 

L’HRF ha avvertito che Nuova Delhi rischia la complicità se non interviene, sottolineando che i lunghi viaggi post-servizio che i soldati israeliani intraprendono in paesi come l’India – informalmente noti come «Hummus Trail» – non possono diventare una via verso l’impunità.

Le autorità indiane non hanno finora intrapreso alcuna azione per arrestare Gilboa, e non ci sono informazioni disponibili al pubblico sulla sua attuale presenza nel paese.

https://thecradle.co/articles-id/38281

Traduzione a cura di AssopacePalestina

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