
NEGAZIONE DEL DIRITTO DI CRONACA E GIORNALISMO EMBEDDED. SUL RIARMO INFORMAZIONE FILTRATA
Radio Onda d`Urto - Thursday, June 18, 2026
“Ci hanno impedito il nostro lavoro e ci hanno discriminato perché hanno fatto entrare alcuni giornali e non altri; visto che questi giornali erano invitati supponiamo che le domande fossero state concordate, anche perché a noi avevano detto che non era possibile neanche fare interviste; questa non è una buona cosa per la libertà di stampa perché soprattutto su temi così delicati come il riarmo è bene che ci sia una pluralità di giornali e non solo quelli invitati che dicono quello che Confindustria vuole che si dica.“
Linda Maggiori giornalista free lance e collaboratrice di diverse testate come “Altraeconomia” e “L’indipendente” racconta a Radio Onda d’Urto il significato di quanto è accaduto a lei e al collega Mario Novara a Reggio Emilia il 12 giugno durante un incontro organizzato dalla locale Confindustria su “Aeronautica, Difesa, Aerospace: perimetro e regole del gioco”, in cui quindi si discuteva della conversione dell’industria civile al militare. La giornalista, in questo caso per conto de L’indipendente, si era regolarmente registrata nei giorni precedenti all’evento presentato sul web come “a partecipazione libera su invito “ed aveva ottenuto la mail di conferma. Entrata nella sala dell’evento con l’accredito, insieme al collega Novara, si era già seduta quando un addetto stampa ha chiesto loro se fossero associati a Confindustria e se avessero l’invito. Poi è stato chiesto loro di alzarsi ed andarsene. Il direttore di Confindustria, alla loro richiesta di spiegazioni, rispondeva in modo gentile che l’incontro era privato. Altri giornalisti però entravano tranquillamente e il giorno successivo su alcune testate venivano pubblicate interviste con alcuni esponenti di Leonardo e altre aziende.
Ora i due giornalisti espulsi dalla sala hanno presentato un “esposto per discriminazione, violazione del diritto di cronaca e impedimento dell’esercizio della professione giornalistica” all’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna: “Chiediamo che l’Ordine, che deve tutelare la libertà di stampa ma anche pari trattamento tra tutti i giornalisti, prenda posizione e che queste cose non succedano più, perché il tessuto produttivo si sta spingendo sempre più verso la conversione al militare, dall’altra parte c’è sempre meno trasparenza e sempre più pressione sulle testate giornalistiche affinché scrivano soltanto ciò che si vuole venga scritto. Questo è un problema per tutta la società civile che non può avere una informazione trasparente e avrà sempre più un’informazione pilotata e filtrata.“
L’intervista a Linda Maggiori giornalista free lance e collaboratrice di diverse testate come “Altraeconomia” e “L’indipendente” Ascolta o scarica