Gaza, biologia dell’assedio, tra topi, liquami e malattie

InfoPal - Wednesday, June 17, 2026

Di Lavinia Marchetti. Servirono cinque uomini per stanare e uccidere il roditore entrato nella tenda di Malek Shinbary, ad Al-Mawasi, mentre la figlia di cinque anni lo guardava impietrita. «Era grosso come un coniglio», racconta lo scrittore palestinese sfollato sulla costa meridionale. «Questi grossi roditori si nutrono dei corpi sotto le macerie e si sono moltiplicati. Entrano nella tenda e rosicchiano i vestiti».[1] Sami Abuomar, da Gaza, scrive le stesse parole, gli animali che si infilano tra i teli e il cibo da gettare, i ratti che le acque reflue delle fosse scavate a mano per assenza di fognatura richiamano.[2] Le varie testimonianze ci mostrano con chiarezza che la fauna commensale dell’uomo ha trovato cibo senza limite.

Il ratto delle chiaviche (l’esemplare nella foto), Rattus norvegicus, raggiunge la maturità sessuale in pochi mesi, e una femmina porta a termine sei o sette figliate l’anno, da sei a dodici piccoli per volta, e arriva a una sessantina di nati in dodici mesi.[3] La popolazione segue la disponibilità di cibo con una prontezza che pochi mammiferi possiedono. Quando il nutrimento abbonda e i predatori scarseggiano, la crescita si avvicina all’andamento esponenziale. Sotto le macerie di Gaza giacciono, secondo le stime delle Nazioni unite, più di diecimila corpi mai recuperati,[4] e sopra le macerie si accumulano i rifiuti non raccolti insieme ai liquami. Il roditore grosso come un coniglio descritto dagli sfollati è un Rattus ben pasciuto, oppure il mustelide che la stessa carogna richiama. La causa non lascia margini di dubbio.

In condizioni ordinarie un corpo torna alla terra nel volgere di una stagione. I batteri e gli insetti necrofagi lo riducono, e l’azoto rientra nel suolo a chiudere il ciclo.[5] Sotto il cemento crollato il processo si arresta e resta scoperto. Israele continua a vietare l’ingresso dei mezzi pesanti, e in tutta la Striscia opera un solo escavatore adatto allo scopo.[6] Le Nazioni unite contano oltre sessanta milioni di tonnellate di macerie e una rimozione che richiederebbe ventun anni.[7] A otto mesi dalla tregua molte famiglie non hanno ancora potuto dare sepoltura ai loro morti.[8] Il divieto delle attrezzature è la causa che Abuomar nomina per prima, prima ancora dei roditori. La decomposizione negata diventa la mensa di una specie.

I roditori restano la parte visibile. Uno studio sul campo condotto tra marzo e maggio 2025 da Zuhair Dardona e Samia Boussaa, uscito su Public Health Challenges, documenta nei campi l’avanzata degli insetti.[9] Le mosche fanno da vettori meccanici al poliovirus e al virus dell’epatite, e con loro viaggia la dissenteria. Le pulci, soprattutto Ctenocephalides felis arrivata con gli animali che gli sfollati hanno salvato dalla guerra, trasmettono il tifo murino da Rickettsia typhi e, in teoria, la peste da Yersinia pestis. Le zanzare colonizzano gli stagni di liquame tra le tende e tolgono il sonno, mentre i pappataci endemici del Levante minacciano il ritorno della leishmaniosi cutanea.[10] A maggio l’OCHA ha riferito che l’ottanta per cento delle stazioni di pompaggio fognario ha smesso di funzionare, e che quarantamila metri cubi di reflui non trattati raggiungono il mare tutti i giorni.[11]

I rifiuti, la spazzatura lasciata sotto il sole si sono trasformati in terreno di coltura. Le discariche più grandi restano dietro le linee israeliane, e l’OCHA chiede da mesi di poterle raggiungere, insieme all’ingresso di camion e compattatori.[12] Nei campi i cumuli di immondizia sorgono accanto alle tende, e una sola femmina di mosca vi depone centinaia di uova che in pochi giorni diventano larve e poi adulti, in una progressione che l’estate accelererà.[13] Un portavoce dell’Unicef parla di condizione ideale per la moltiplicazione dei roditori, prodotta dalle macerie sparse dovunque e dalla mancanza di spazio dove spostarle.[14] La causa torna sempre alla medesima porta chiusa.

L’epidemiologia conosce bene questa convergenza. Un milione e novecentomila sfollati vivono stipati fino a ottantottomila persone per miglio quadrato nelle cosiddette zone sicure come Al-Mawasi.[15] L’acqua pulita scarseggia e la rete fognaria ha smesso di esistere, mentre la denutrizione abbassa le difese immunitarie di una popolazione che ha perduto metà degli ospedali e gran parte delle vaccinazioni. La trasmissione oro-fecale trova la via aperta. Il poliovirus di derivazione vaccinale è riapparso nelle acque reflue di Khan Younis e Deir al-Balah, e nell’agosto 2024 ha paralizzato un bambino, chiudendo venticinque anni di Gaza libera dalla polio.[16] L’epatite A conta decine di migliaia di casi e la diarrea acuta centinaia di migliaia. Scabbia e pidocchi segnano altre decine di migliaia di persone,[17] e i morsi dei topi, riferisce l’Unicef dopo aver visto dieci bambini morsi in un mese, si infettano in fretta per assenza di acqua e di sapone.[18]

La storia offre un precedente vicino nel tempo. Tra il 1943 e il 1945, nella Napoli devastata dalla guerra, l’ultima grande epidemia europea di tifo esantematico corse tra i pidocchi del corpo, nelle cantine affollate di sfollati, finché la disinfestazione di massa la spense.[19] Il microrganismo era antico, mentre la condizione che lo liberò era nuova e umana. L’epidemia non nasce solo dal germe. Viene dalle condizioni che lo liberano, e quelle condizioni hanno un autore preciso. Gaza ripete la lezione su scala più larga, con più strumenti disponibili per impedirla e meno volontà di adoperarli.

Voglio ricordare che l’assedio dura dal 2007,[20] e da venti mesi la distruzione delle reti idriche e fognarie procede insieme al divieto delle pompe e dei pezzi di ricambio che potrebbero ripararle. Israele tiene il sessanta per cento del territorio e continua a colpire, con novecentosessanta morti dall’inizio della tregua, più di centoventi dei quali bambini.[21] Più del novanta per cento degli edifici residenziali è danneggiato o raso al suolo.[22] Il roditore diventa il segno visibile di un collasso sanitario prodotto deliberatamente con ogni tipo di divieti. Le centosettanta tonnellate di pesticida annunciate dall’organismo militare che regola gli ingressi valgono poco contro due milioni di persone immerse nei reflui.[23]

Un’infestazione di questa portata, ovviamente, non si combatte con la trappola e con il veleno quando la causa è l’assenza di acqua e di scarico. Il solo controllo praticabile passa dal ripristino della rete idrica e fognaria e dalla rimozione dei morti da sotto le macerie. Tutto il resto allevia per qualche settimana, ma lascia intatto il focolaio. Intanto i bambini di Al-Mawasi e di Jabalia dormono accanto ai portatori del contagio, e un padre, a Jabalia, racconta che i ratti sono diventati i loro figli notturni.[24] Lo dice ridendo, per sopravvivere. La frase misura quanto è stato permesso.

[1]Heba Saleh, “They have been feeding on bodies under the rubble: Rodents are latest scourge to hit Gaza”, The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026. https://www.irishtimes.com/…/they-have-been-feeding-on…/

[2]Sami Abuomar, post pubblico su Facebook, giugno 2026.

[3]“Rattus norvegicus”, Animal Diversity Web, University of Michigan Museum of Zoology (maturità sessuale, figliate e prole annua). https://animaldiversity.org/accounts/Rattus_norvegicus/

[4]“Lack of machinery leaves thousands of Gaza’s dead still buried under rubble”, The National, 8 maggio 2026. https://www.thenationalnews.com/…/lack-of-machinery…/

[5]“Human cadaver decomposition islands and forensic taphonomy: gravesoil enrichment patterns”, Forensic Sciences Research, 2025 (arricchimento di azoto del suolo nella decomposizione). https://academic.oup.com/fsr/article/10/4/owaf027/8286801

[6]The National, 8 maggio 2026 (cit., nota 4): un solo escavatore operativo, divieto dei mezzi pesanti.

[7]Stime delle Nazioni unite sui detriti e sui tempi di rimozione; cfr. “Gaza buried under millions of tonnes of rubble”, Al Jazeera, gennaio 2026. https://www.aljazeera.com/…/gaza-buried-under-millions…

[8]“Gaza families still unable to bury dead six months into ceasefire”, Al Jazeera, 10 aprile 2026. https://www.aljazeera.com/…/gaza-families-still-unable…

[9]Z. Dardona, S. Boussaa, “Insect and Mice Infestations in Gaza Displacement Camps: A Field-Based Study on Vector-Borne Diseases Amid the 2023–2025 Gaza War”, Public Health Challenges, 2025. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC12455683/

[10]Organizzazione mondiale della sanità, “Leishmaniasis” (scheda informativa): la leishmaniosi cutanea è endemica nel Mediterraneo orientale. https://www.who.int/news…/fact-sheets/detail/leishmaniasis

[11]OCHA, dati di maggio 2026 su stazioni di pompaggio e reflui non trattati; cfr. nota 1 e OCHA, Humanitarian Situation Update, Gaza Strip. https://www.ochaopt.org/…/humanitarian-situation-update…

[12]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): discariche dietro le linee israeliane, richiesta OCHA di accesso e di mezzi.

[13]Cfr. nota 9; D. Goulson et al., “Fly populations associated with landfill and composting sites”, Bulletin of Entomological Research, 1999 (fecondità dei ditteri e proliferazione presso i rifiuti).

[14]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): dichiarazioni del portavoce Unicef Salim Oweis.

[15]Z. Dardona, S. Boussaa, Public Health Challenges, 2025 (cit., nota 9): densità fino a 88.000 persone per miglio quadrato ad Al-Mawasi, 1,9 milioni di sfollati.

[16]WHO EMRO, “Polio, conflict and health implications in Gaza”, Eastern Mediterranean Health Journal 31(2), 2025; cfr. “Evidence of polio found in Gaza sewage samples”, The Times of Israel. https://www.emro.who.int/…/polio-conflict-and-health…

[17]Dati WHO e UNRWA su epatite A, malattie diarroiche e infezioni cutanee; cfr. “Polio vaccinations arrive in Gaza, but the sanitation crisis remains”, NBC News. https://www.nbcnews.com/…/polio-vaccinations-gaza…

[18]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): dieci bambini con morsi di roditore visitati dall’Unicef in un mese.

[19]Cfr. nota 9; sul tifo da pulci e i focolai bellici, G. M. Anstead, “History, Rats, Fleas, and Opossums”, Tropical Medicine and Infectious Disease, 2020.

[20]Human Rights Watch, World Report 2025: Israel and Palestine (blocco di Gaza dal 2007). https://www.hrw.org/…/country…/israel-and-palestine

[21]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): controllo israeliano sul 60 per cento del territorio, 960 morti dall’inizio della tregua.

[22]Z. Dardona, S. Boussaa, Public Health Challenges, 2025 (cit., nota 9): oltre il 90 per cento degli edifici residenziali colpiti, oltre 51.000 morti ad aprile 2025 (dati OCHA e Ministero della sanità di Gaza).

[23]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): dichiarazione di Cogat sulle 170 tonnellate di pesticida.

[24]The Irish Times (Financial Times), 10 giugno 2026 (cit., nota 1): testimonianza di Omran Abu Warda, Jabalia.