
GUERRA: “ISRAELE CONTRO L’ACCORDO E NEL SUD LIBANO PROSEGUE PROGETTO SIONISTA DI PULIZIA ETNICA E OCCUPAZIONE”
Radio Onda d`Urto - Tuesday, June 9, 2026
“Come mai questo accordo Usa-Iran è così difficile da raggiungere? La risposta è perché l’Iran vuole assicurarsi che la guerra non ricominci subito, cioè che dopo il raggiungimento dell’intesa non ci siano altri attacchi come quello dell’anno scorso dei 12 giorni o quelli del 2024, e perché questo succeda è necessario arrivare a delle clausole stringenti che evidentemente impediscano a Netanyahu di fare quello che vuole. Per questo la risposta che c’è stata ieri da parte dell’Iran agli attacchi su Beirut è molto importante, perché vuol dire che per l’Iran non è più accettabile scendere a compromessi e permettere che Israele continui con la sua guerra permanente.” Il professor Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano, valuta così lo stato del negoziato e le dichiarazioni di Trump secondo il quale la diplomazia si trova nelle sue “fasi finali” per un “ottimo” accordo con l’Iran, “entro 2-3 giorni”. Stavolta Teheran conferma seppur parzialmente le parole di Washington: il rappresentante all’Onu Saeed Iravani ha espresso la speranza che “il processo si concluda entro la fine di questo mese. Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l’intera regione, Libano compreso”. “L’escalation che c’è stata nelle ultime ore con i raid reciproci tra Israele e Iran hanno messo a dura prova la possibilità di un negoziato che abbia una soluzione positiva che porti alla fine della guerra – prosegue il docente – evidentemente non è nell’interesse di Israele che questo accordo si realizzi, anzi il premier israeliano Netanyahu ha tutto l’interesse che questo accordo fallisca e quindi sta facendo di tutto per mettere a rischio ogni possibilità negoziale.”Tra i punti ritenuti fondamentali secondo l’Iran per arrivare ad un’intesa, come condizione, c’è la fine delle ostilità in Libano: “vuol dire che l’Iran si pone non solo come paese centrale e mantiene la sua capacità di difesa in Medio Oriente ma ha anche un ruolo importante per l’asse della resistenza e quindi interviene a difesa di paesi come il Libano ma pensiamo anche a Gaza e Cisgiordania o allo Yemen. Evidentemente è una grande novità perché fino a questo momento l’Iran a parole aveva difeso gli interessi dell’asse della resistenza ma in realtà non è mai intervenuto in maniera attiva per difendere questi interessi.”
Proprio nel sud del Paese dei Cedri Israele continua però a condurre raid: nella notte 9 morti a Tiro, tra cui un paramedico. Proprio la millenaria città del sud è al centro oggi di nuovi ordini di evacuazione da parte degli occupanti, compresi i quartieri abitati dalla popolazione libanese cristiana. Dal 2 marzo, le vittime totali libanesi per mano di Israele sono ormai 3.700; “questo vuol dire che l’esercito israeliano sta facendo in Libano quello che ha fatto a Gaza, ricordiamo anche le accuse di uso del fosforo bianco. Fondamentalmente il Libano è un’altra Gaza nel senso che anche qui si persegue pulizia etnica, apartheid e genocidio. A questo si aggiunge l’annessione di una parte importante di territorio, evidentemente questo non sarà mai accettato dal leader di Hezbollah che parla di capitolazione, che ha detto al presidente libanese di non proseguire il negoziato, ha detto di essere contrario al disarmo e la questione che adesso viene posta è quella di costruire delle zone pilota, mentre l’esercito israeliano continua ad avanzare, che sono praticamente degli avamposti dove dovrebbe avvenire il passaggio di consegne dalle forze militari israeliane all’esercito libanese che è estremamente debole; quindi è evidente che in questa zona del sud del Libano il progetto sionista va avanti.” A questo punto quindi sarà necessario che nell’accordo “ci sia il ritiro di IDF dal sud del fiume Litani e quindi la liberazione dei territori occupati al confine nord di Israele, così come dovrebbe essere fondamentale una vera pacificazione di Gaza dove la guerra continua, 8 morti nelle ultime 24 ore, anche quello è un altro punto centrale la guerra deve finire, ci deve essere un cessate il fuoco vero non fasullo.”
Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano autore di diversi lavori sul Medioriente tra gli altri “Il grande Iran” e “Taccuino arabo” Ascolta o scarica