Teatro d’evasione per Le Donne del Muro Alto

Popoff Quotidiano - Sunday, May 31, 2026

Da Rebibbia al Teatro Nazionale, per la prima volta fuori dal carcere: il 4 giugno le detenute-attrici portano in scena “Desdemona” 

Per la prima volta nella storia del carcere femminile di Rebibbia, un gruppo di detenute varca i cancelli dell’istituto per salire sul palcoscenico del Teatro Nazionale. Il 4 giugno il Teatro dell’Opera di Roma presenta Desdemona – Studio I, spettacolo scritto e diretto da Francesca Tricarico, già rappresentato il 20 maggio all’interno della struttura penitenziaria, nell’ambito di un progetto promosso insieme all’Associazione Per Ananke con il sostegno della Chiesa Valdese, delle Officine di Teatro Sociale della Regione Lazio e di Fondazione Roma.

Protagoniste sono Le Donne del Muro Alto, la compagnia composta da detenute-attrici che da anni partecipa ai laboratori teatrali coordinati da Tricarico. Clizia, Dorota, Irina, Maria e Lucia condividono la scena con le attrici Luana Basilico e Bruna Arceri e con due artiste del programma “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: il soprano Jessica Ricci e la pianista Elettra Aurora Pomponio. Le scene sono firmate da Sofia Sciamanna, le luci da Zofia Pinkiewicz, i costumi da Marina Sciarelli, realizzati dal Teatro dell’Opera di Roma, mentre le musiche originali sono di Gerardo Casiello.

Lo spettacolo intreccia tre piani narrativi: la tragedia dell’Otello di Shakespeare, la partitura verdiana e la storia della Lady Juliana, la nave che alla fine del Settecento trasportò circa 250 donne deportate dall’Inghilterra alle colonie australiane. Teatro, opera e storia si fondono così in una riflessione sulla condanna, sulla sopravvivenza e sui meccanismi di esclusione che attraversano la condizione femminile.

«È difficile accettare una Desdemona che diventa Otello – spiega Francesca Tricarico – ma è la stessa difficoltà che incontriamo quando non vogliamo confrontarci con la detenzione femminile e preferiamo vedere il reato anziché la persona. Non si tratta di giustificare, ma di comprendere: solo comprendendo le cause si può evitare che la storia si ripeta».

Regista e ideatrice del progetto Le Donne del Muro Alto, Tricarico lavora dal 2013 all’interno della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, dove ha sviluppato laboratori e produzioni teatrali nelle sezioni di Alta e Media Sicurezza, estendendo successivamente l’esperienza anche al carcere di Latina e alla sezione transgender di Rebibbia Nuovo Complesso. Nel suo percorso professionale figurano inoltre la collaborazione con i Fratelli Taviani per Cesare deve morire e quella con Mario Martone per il film Fuori.

In Desdemona – Studio I l’Otello non appare mai in scena. La sua assenza diventa il centro del racconto, lasciando che sia Desdemona a farsi figura simbolica e politica. Attraverso di lei emergono le dinamiche di controllo, giudizio e disciplinamento che segnano la vita delle donne. La storia delle deportate della Lady Juliana e quella delle detenute contemporanee finiscono così per dialogare, mostrando come il linguaggio e le istituzioni abbiano spesso il potere di definire, classificare e trasformare le persone, ma anche come il teatro possa restituire loro una voce.

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