
Andrea Pazienza non faceva fumetti
Pressenza - Sunday, May 24, 2026
Chiamarli così è come cercare di tenere un’onda dentro un secchio.
Paz nasce il 23 maggio 1956 a San Benedetto del Tronto, ma le radici le affonda a San Severo. A tredici anni è già in fuga: Pescara, il Liceo Artistico, le prime mostre. Uno così non lo tieni fermo. Un vulcano con una creatività che gli colava dalle dita. Poi, inevitabile, arriva Bologna. Il DAMS. Gli anni Settanta che picchiano duro.
Nel 1977, mentre le piazze d’Italia bruciano di sogni e lacrimogeni, sulla rivista Alter Alter compare Le straordinarie avventure di Pentothal. Il suo è un successo inaspettato. Pazienza diventa subito un punto di riferimento del Movimento studentesco. Le sue tavole, considerate “capolavori di letteratura disegnata”, raccontano gli slanci e le inquietudini di un’intera generazione.
L’11 marzo 1977, Francesco Lorusso viene ucciso da un carabiniere in via Mascarella. Per tutti è uno choc.
“Lo è anche per Andrea, che si precipita nella sede in cui stampano Alter Alter e chiede di sostituire al volo l’ultima pagina delle sue avventure. Era già stata consegnata, ma Paz passa la notte a rivederla tutta, e quello che ne viene fuori si può considerare uno dei momenti più alti della sua carriera: la magnifica tavola di un Andrea-Pentothal con l’occhio sbarrato, appoggiato su se stesso ad ascoltare la radio che invita i compagni studenti a non disperdersi”. (The Vision)
Nel 1981 Frigidaire pubblica Giallo scolastico, dove fa la sua prima apparizione Zanardi, e la sua popolarità esplode.
Disegna per il Cannibale, il Male, Frigidaire, Tango, Linus, Corto Maltese, Comic art…
Collabora con Tanino Liberatore, Stefano Tamburini, Filippo Scozzari.
Pazienza fa tutto a cento all’ora: manifesti per il cinema, scenografie teatrali, copertine di dischi, persino vestiti.
Nel 1984 decide di rallentare, o almeno ci prova. Si trasferisce a Montepulciano, tra le colline toscane. Poi, il blackout. Il 16 giugno 1988, a soli trentadue anni, Andrea si ferma di colpo. Una morte improvvisa.
“Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa.“