
Raccolta differenziata a Catania: un dossier di Officina Democratica
Pressenza - Friday, May 22, 2026Di spazzatura a Catania siamo degli esperti. Possiamo vantare addirittura un primato, ne produciamo il 15% in più della media nazionale: 585 kg per abitante. Un dato calcolato per difetto, perché non considera la cosiddetta popolazione “fluttuante”.
Anche nella raccolta differenziata abbiamo un primato non positivo. Con il nostro 33,4% siamo, infatti, al penultimo posto nella classifica nazionale. All’ultimo posto c’è Palermo con il 17%.
Sono numeri del rapporto ISPRA 2025 (su dati del 2024), su cui ha lavorato il circolo Officina Democratica, che ha prodotto un dossier, presentato mercoledì 20 maggio nella sala consiliare del Municipio: un’analisi sulla raccolta dei rifiuti in città, e cinque proposte “per cambiare rotta”.
La presentazione del dossier fa seguito ad una interrogazione presentata da Maurizio Caserta, capogruppo PD al consiglio comunale, e alla risposta dell’Ecologia, quanto mai generica e costellata di buone intenzioni.
Officina Democratica aveva già prodotto, nel 2024, un primo dossier in cui aveva affrontato la travagliata vicenda del bando di ‘raccolta e smaltimento’ attualmente in vigore. Una vicenda iniziata nel 2013 e conclusa nel 2022 con l’affidamento a tre ditte che, da allora, effettuano il servizio di raccolta “porta a porta” nei tre lotti in cui è stato suddiviso il territorio comunale.
Un nuovo metodo di raccolta che non ha dato, tuttavia, i risultati attesi. Perché? Premessa la difficoltà, da parte dei cittadini, nel cambiare abitudini consolidate, nel dossier vengono individuate diverse cause. Le espone Achille Parisi, esperto del circolo in tema di rifiuti: il fatto che né Comune né le ditte assegnatarie abbiano fatto una adeguata campagna informativa, la rigidezza dell’appalto che – proprio perché suddiviso tra ditte diverse – ha impedito di spostare il personale là dove maggiore fosse il bisogno, l’inadeguatezza del Piano di Intervento, vale a dire lo strumento che indica nel dettaglio le modalità operative con cui il servizio deve essere svolto.
E’ questo il tema più importante, come dimostra il fatto che sia stata necessaria una apposita delibera di Giunta per correggere diversi errori relativi ad esempio al servizio di spazzamento o alla sottovalutazione della quantità di rifiuti ingombranti abbandonati nelle strade. Con il provvedimento (n.83 del 3 ottobre 2023) è stata deliberata una revisione del servizio e una rimodulazione del quadro economico, con un aumento di spesa di circa due milioni e mezzo. Un aggravio pagato dai contribuenti, già sobbarcati da una delle TARI più alte d’Italia, anche a causa dell’insoluto problema dell’altissima evasione.
A maggio del 2029 scadrà l’attuale appalto e il circolo sollecita l’Amministrazione a mettere subito in conto la necessità di approntare una nuova, seria, pianificazione, che non si può certo improvvisare. E’ necessario uno studio del territorio e della dislocazione delle attività commerciali, soprattutto di ristorazione e alberghiere, degli uffici, delle scuole. Serve un calcolo della “popolazione residente equivalente“, che prenda in considerazione il crescente afflusso dei turisti, gli studenti fuori sede, i fruitori dei servizi che vengono dall’hinterland, così come l’analisi di molti altri parametri di varia natura.
Ritenendo, tuttavia, che né il Comune né la SRR (Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti) dispongano di figure professionali in grado di elaborare un adeguato Piano Industriale, Officina democratica propone che la sua redazione venga affidata – mediante bando – ad una società specializzata.
Il circolo avanza inoltre cinque proposte concrete, realizzabili sin da adesso. Innanzi tutto un’azione di sensibilizzazione capillare sul corretto conferimento dei rifiuti, da realizzare nei luoghi di aggregazione più diffusi, le scuole, le parrocchie, le associazioni, coinvolgendo anche gli amministratori condominiali e l’osservatorio per la raccolta dei rifiuti, di recente costituito.
Viene poi preso in considerazione il tema della premialità, che può costituire un importante incentivo per il cittadino che voglia fare con più cura la raccolta differenziata. Ne ha parlato Rosario D’Agata, già assessore al ramo con l’ultima giunta Bianco, ricordando che una premialità è già prevista per chi conferisce la differenziata nelle isole ecologiche (Centri Comunali di Raccolta), anche se si tratta di una premialità irrisoria che va sicuramente incrementata, senza temere il relativo onere economico che verrebbe ammortizzato dalla riduzione delle spese di discarica. Si possono anche immaginare altre forme di premialità – definite “creative” da Aurelio di Fato – come ad esempio premi a sorteggio per i cittadini più attivi nel differenziare.
Quanto ai controlli, viene proposto non solo che vengano resi più frequenti ma soprattutto che vengano razionalizzati, intensificandoli soprattutto nella aree “ad altra concentrazione di abbandono”. La quarta proposta riguarda introduzione di “cassonetti intelligenti” da collocare nei quartieri popolari prevedendo anche delle premialità specifiche.
Ed infine il circolo propone la creazione di una piattaforma di segnalazione e sorveglianza, che permetta ai cittadini di segnalare le discariche anche improvvisate in modo che le ditte possano intervenire prontamente a bonificarle. Sarebbe anche un modo – ha concluso Di Fato – per coinvolgere la cittadinanza e attribuirle un ruolo attivo, che si sommerebbe a quello svolto dalle telecamere collocate dall’Amministrazione.
E’ toccato, infine, all’assessore Pesce, presente all’incontro ed invitato a prendere la parola, rivendicare quanto fatto dalla Giunta, sull’incremento non solo delle telecamere ma anche dei Centri di Raccolta. Parisi ha osservato, tuttavia, che ne erano previsti altri quattro, finanziati con i fondi PNRR e già inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche. Il finanziamento non è stato sfruttato e l’assessore ha dovuto ammettere che, comunque, aumentare il numero dei centri è allo stato attuale impossibile perché comporterebbe uno spostamento del personale addetto alla raccolta. Pesce ha, infine, prospettato ulteriori iniziative che intende prendere per migliorare il servizio, ma non si è esposto sulla necessità di prepararsi al prossimo bando.