La Knesset porta avanti un disegno di legge che conferisce a Israele un controllo totale sui siti archeologici della Cisgiordania

Assopace Palestina - Friday, May 15, 2026

di Noa Shpigel

Haaretz, 12 maggio 2026.    

Un disegno di legge, sostenuto dal Likud, conferirebbe a un nuovo ente governativo il potere di acquistare ed espropriare terreni in Cisgiordania, con l’intenzione dichiarata di estendere potenzialmente la propria autorità anche a Gaza. Gli archeologi avvertono che ciò consentirebbe di utilizzare i siti del patrimonio culturale per favorire l’annessione.

Il teatro romano di Sebastia, nel 2021. Crediti: Tomer Appelbaum

Nella notte di martedì 12 maggio, la Knesset ha approvato un disegno di legge che amplierebbe in modo significativo il controllo del governo sulle antichità, sui siti del patrimonio culturale e sull’archeologia in Cisgiordania.

In base alla proposta, presentata dal deputato del Likud Amit Halevi, verrebbe istituito un nuovo ente indipendente denominato “Autorità per il Patrimonio della Giudea e della Samaria” – utilizzando il termine biblico per indicare la Cisgiordania – sotto l’autorità del ministro del patrimonio, con il potere di acquistare ed espropriare terreni.

Il disegno di legge ha superato la lettura preliminare con 23 voti a favore e 14 contrari e tornerà alla Commissione Istruzione, Cultura e Sport della Knesset per un’ulteriore discussione.

Il Ministro del Patrimonio che supervisionerebbe il nuovo organismo è Amichai Eliyahu, un esponente di estrema destra di Otzma Yehudit guidato da Itamar Ben-Gvir, che ha ripetutamente invocato l’annessione della Cisgiordania. A febbraio, Eliyahu ha issato per la prima volta un’enorme bandiera israeliana in cima al sito archeologico di Sartaba, dichiarando: “Ci stiamo riprendendo ciò che è nostro”.

Il ministro del Patrimonio di estrema destra Amichai Eliyahu issa una bandiera israeliana nella Valle del Giordano, in febbraio.

Secondo la proposta, la nuova autorità «avrà la responsabilità esclusiva di tutte le questioni relative al patrimonio, alle antichità e all’archeologia dell’area». I suoi poteri includerebbero lo scavo e la gestione dei siti, la supervisione degli scavi archeologici e l’applicazione della legge.

Le competenze attualmente detenute dal funzionario addetto all’archeologia nell’Amministrazione Civile – il funzionario nominato dall’IDF che sovrintende alle antichità in Cisgiordania – verrebbero trasferite al nuovo organismo.

Di conseguenza, la giurisdizione della nuova autorità si estenderebbe all’Area B, che, in base agli Accordi di Oslo, è sotto il controllo civile dell’Autorità Palestinese, e non solo all’Area C, che rimane sotto il pieno controllo civile e di sicurezza israeliano.

Uno scavo archeologico nei pressi del villaggio di Nabi Samwil in Cisgiordania. Crediti: Emil Salman

Durante le discussioni in commissione a febbraio, è stato anche osservato che Halevi ha cercato di autorizzare l’ente ad operare nella Striscia di Gaza e di rinominarlo “Autorità per il Patrimonio di Yesha”, utilizzando l’acronimo ebraico che si riferisce alla Cisgiordania, a Gaza e agli ex insediamenti israeliani presenti in quella zona.

Una clausola della proposta stabilisce che la gestione e la manutenzione delle riserve naturali continuerebbero ad essere regolate dall’attuale quadro giuridico militare. Tuttavia, in caso di controversia con altre autorità, prevarrebbe l’autorità del nuovo organismo.

Il disegno di legge stabilisce inoltre che le controversie relative alla conservazione e alla gestione dei siti sacri sarebbero deferite a un comitato composto dal capo dell’autorità per il patrimonio, dal capo dell’organismo investito di poteri ai sensi della normativa israeliana sui siti sacri e da un membro aggiuntivo selezionato da un comitato ministeriale ai sensi della Legge sulle Antichità.

La proposta prevede anche l’istituzione di un consiglio pubblico per l’autorità per il patrimonio, i cui membri sarebbero nominati dal ministro del patrimonio. L’autorità potrebbe inoltre delegare poteri in siti specifici alle autorità locali o alle società, previa approvazione del consiglio.

In risposta, l’organizzazione di archeologi Emek Shaveh ha dichiarato che il disegno di legge «non tutela le antichità. Trasforma le antichità e il patrimonio in uno strumento politico che opera contro la popolazione locale e serve a promuovere l’annessione della Cisgiordania. Se il governo intende promuovere la sovranità israeliana, dovrebbe dirlo esplicitamente».

I coloni salgono sul Monte Ebal nell’Area B, che è sotto il controllo civile palestinese e richiede una scorta militare per essere visitata dagli israeliani. Crediti: Hadas Parush

Secondo il gruppo, «chiunque voglia davvero proteggere le antichità dovrebbe investire nella prevenzione dei saccheggi, nella cooperazione con le comunità locali e le istituzioni professionali, e nella misura più efficace in assoluto per ridurre la distruzione: un divieto totale del commercio di antichità e l’eliminazione dell’incentivo economico che lo alimenta».

In un documento programmatico presentato alla Commissione Istruzione della Knesset a febbraio, il gruppo ha avvertito che la proposta metteva a rischio la ricerca archeologica e avrebbe potuto aggravare l’isolamento professionale di Israele a livello internazionale.

I ricercatori hanno anche messo in guardia dall’impatto che la proposta potrebbe avere sulle comunità che vivono vicino ai siti archeologici, affermando che «si può presumere che quasi ogni villaggio o comunità contenga resti archeologici e storici di varia portata che richiedono una supervisione archeologica». Hanno aggiunto che «l’espansione della supervisione crea ampie aperture per promuovere politiche razziste e distruttive».

Il documento di opinione concludeva che la proposta è “un’iniziativa viziata che contraddice il diritto internazionale, gli accordi diplomatici firmati da Israele e le regole dell’etica professionale. Si tratta di un palese tentativo di utilizzare l’archeologia come copertura per misure di annessione e di apartheid, danneggiando gravemente l’indipendenza scientifica e la reputazione internazionale di Israele”.

https://www.haaretz.com/israel-news/israel-politics/ 2026-05-12/ty-article/.premium/israel-advances-bill-granting-sweeping-control-over-west-bank-archaeology-sites/0000019e-1ca8-d1bd-a1bf-3dac88050000? utm_source=mailchimp&utm_medium=Content&utm_campaign=israel-at-war&utm_content=faab755e55

Traduzione a cura di AssopacePalestina

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