
Cisgiordania: la violenza sessuale è alla base degli sfollamenti palestinesi
Assopace Palestina - Monday, April 20, 2026NRC News, 20 aprile 2026.
Secondo un nuovo rapporto del West Bank Protection Consortium, i coloni israeliani sottopongono i palestinesi a violenze sessuali e ad altre forme di abuso di genere all’interno di un contesto coercitivo più ampio che costringe alla fuga in tutta la Cisgiordania. I risultati documentano un modello di coercizione che si estende all’interno delle abitazioni, prende di mira le persone e rende impossibile alle famiglie rimanere sul posto.
A woman looks out towards her demolished home in Umm al-Khair. Photo: J.Tamimi/WBPC.Oltre il 70% delle famiglie sfollate intervistate ha identificato le minacce contro donne e bambini, in particolare la violenza sessuale, come il fattore decisivo nella loro decisione di fuggire. I sopravvissuti hanno descritto molestie, aggressioni e intimidazioni da parte dei coloni israeliani all’interno delle loro stesse case. Uomini e ragazzi hanno riferito di essere stati costretti a spogliarsi, di aver subito umiliazioni sessuali e trattamenti degradanti. Questi abusi si inseriscono in un quadro più ampio di attacchi da parte dei coloni, insieme alle restrizioni di movimento e alle demolizioni imposte da Israele, e al conseguente declino economico. Nel loro insieme, queste pressioni rendono insostenibile la permanenza sul posto, costringendo le comunità ad abbandonare le proprie case per costrizione piuttosto che per scelta.
“La violenza sessuale non è un aspetto secondario di questa crisi. È uno dei meccanismi che spinge le persone ad abbandonare la propria terra”, ha affermato Allegra Pacheco, responsabile del West Bank Protection Consortium. “Il rapporto documenta come i responsabili prendano di mira donne, uomini e bambini in modi che frammentano le famiglie e privano le comunità della possibilità di restare. Quando le condizioni coercitive non lasciano alle persone altra scelta che quella di andarsene, ciò equivale a un trasferimento forzato ai sensi del diritto internazionale.”
Sotto pressione prolungata, le famiglie adottano strategie di sopravvivenza estreme. Molte si separano, mandando via donne e bambini a causa dell’aumento del rischio mentre gli uomini restano indietro per proteggere case, terra e bestiame, un modello che spesso precede lo sfollamento completo. Altre ritirano le ragazze dalla scuola o organizzano matrimoni precoci per ridurre l’esposizione al pericolo.
Lo sfollamento stravolge ogni aspetto della vita. Le famiglie hanno segnalato l’impatto dell’esposizione prolungata alla violenza dei coloni, compresi gli abusi a sfondo sessuale documentati nel rapporto. Il 92% delle famiglie colpite intervistate ha perso l’accesso alla terra, l’88% ha perso la propria casa e l’84% ha perso beni essenziali. Più della metà ha perso i mezzi di sussistenza, mentre il 40% dei bambini ha perso l’accesso all’istruzione. Le donne riferiscono un grave disagio psicologico a tassi impressionanti, insieme a paura continua, instabilità ed esposizione a ulteriori violenze dopo il trasferimento.
Gli incidenti si verificano spesso in presenza delle forze israeliane, che non intervengono per fermare gli attacchi o far rispettare la legge, rafforzando un clima di impunità che consente ulteriori abusi. Questa persistente mancanza di responsabilità consolida l’ambiente coercitivo. Il rapporto identifica queste condizioni come segnali di allarme di un rischio crescente di atrocità, tra cui il prendere di mira sistematicamente la popolazione civile, la violenza tollerata e facilitata da attori non statali e l’assenza di una protezione legale efficace
“È così che le comunità vengono svuotate: non in un singolo momento, ma attraverso attacchi ripetuti, paura all’interno delle case e pressioni che rendono impossibile la vita quotidiana”, ha aggiunto Pacheco. “Laddove le gravi violazioni sono evidenti e il rischio è prevedibile, gli obblighi previsti dal diritto internazionale impongono agli stati di agire”.
Il West Bank Protection Consortium invita Israele a prevenire e a rispondere alla violenza contro le comunità palestinesi, e invita gli stati a intraprendere misure concrete per fermare ulteriori trasferimenti forzati, garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni e smantellare le condizioni che permettono alla violenza sessualizzata di causare sfollamenti.
Note per i redattori: https://www.nrc.no/news/2026/west-bank-sexualised-violence-drives-palestinian-displacement
- Il rapporto completo del West Bank Protection Consortium, “Violenza sessuale e trasferimento forzato in Cisgiordania: come lo sfruttamento delle dinamiche di genere provoca lo sfollamento”, è disponibile per il download qui.
- Il West Bank Protection Consortium, guidato dal Consiglio norvegese per i rifugiati, sostiene le comunità palestinesi attraverso assistenza materiale e legale per prevenire il trasferimento forzato in Cisgiordania. Opera come partnership strategica di cinque organizzazioni non governative internazionali, sostenuta dall’Aiuto umanitario dell’UE, da Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Regno Unito.
- Il rapporto si basa su 83 interviste approfondite e 12 discussioni di gruppo condotte in 10 comunità palestinesi colpite dalla violenza dei coloni, dalle restrizioni di movimento e dalle pressioni di sfollamento, oltre a 26 interviste a informatori chiave. La ricerca per questo rapporto è stata condotta tra maggio e luglio 2025.
- Tra i partecipanti figuravano persone a rischio di sfratto o di violenza da parte dei coloni, persone già trasferite con la forza e membri delle comunità beduine e di pastori. I risultati combinano l’analisi qualitativa con i dati quantitativi ricavati dalle famiglie intervistate per illustrare modelli ricorrenti in queste comunità ad alto rischio, piuttosto che tendenze statisticamente rappresentative.
- I ricercatori hanno condotto tutte le interviste con il consenso informato, hanno omesso i dettagli identificativi per mitigare i rischi di ritorsione e hanno triangolato i risultati tra interviste, dati sul campo e prove documentali.
- Per ulteriori informazioni o per organizzare un’intervista, si prega di contattare:
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Traduzione a cura di AssopacePalestina
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