
Le Fenicie: il teatro come coro impotente nell’epoca della guerra permanente
Popoff Quotidiano - Saturday, April 11, 2026Resistere e Creare, a Genova, giunge alla sua dodicesima edizione proseguendo il suo percorso tra danza, circo, teatro, musica dal vivo, arti visive e nuovi media
Genova, aprile 2026, Le Fenicie, di e con Michela Lucenti. O dell’impotenza dell’arte nell’epoca della guerra permanente. Una condizione che ci relega nel ruolo di un coro tragico che assiste e subisce emotivamente lo spettacolo a distanza (sempre meno distante, tuttavia) dello scatenamento della ferocia tecnologica su popolazioni indifese. Una pura testimonianza partecipe, ma del tutto inefficace sulle cose.
Detta così suona malissimo, ma è il senso che si ricava nel talk con gli spettatori che ha seguito la rappresentazione con cui la coreografa della compagnia Balletto Civile torna nella cornice genovese del festival di danza contemporanea ReC, Resistere e Creare al Teatro della Tosse. Una messa in scena della tragedia di Sofocle che segna un ritorno alla dimensione teatrale per la compagnia. Con un focus di lavoro tra gesto coreografico e parola che ha imposto una postura di interpretazione quanto più aderente al testo nella sua lettura di “primo livello”. Richiedendo, cioè, una disciplina attoriale che rifugge da tutte quelle tentazioni di distanziamento ironico dai classici che abita tanta parte delle arti performative contemporanee e che il filosofo Jean-François Lyotard già indicava come connotazione fondamentale del nostro tempo nel suo La condizione postmoderna, già nel lontano 1979. Una riflessione intensamente fisica e danzata sulla nuda verità del potere e della natura cinetica della violenza come processo inesorabile che, una volta avviato, richiede di esaurirsi scaricandosi su una vittima innocente.
Resistere e Creare giunge alla sua dodicesima edizione proseguendo il suo percorso tra danza, circo, teatro, musica dal vivo, arti visive e nuovi media, sotto la direzione artistica di Marina Petrillo, affiancata dallo scorso anno da un Comitato Artistico composto da Katarzyna Gdaniec, coreografa della pluripremiata compagnia Linga, Lara Guidetti, coreografa della compagnia nazionale Sanpapié dance and physical theatre, Natalia Vallebona, coreografa della compagnia indipendente transnazionale Poetic Punkers e Valentina Barone, curatrice indipendente basata a Colonia /De, circus and dance international development manager e editor circus dance festival, founder & coordinator around about circus.
In una visione informata a una multidisciplinarietà e una varietà dei linguaggi con prospettive e voci differenti e che si traduce in una programmazione che si sroyìtola fino al prossimo autunno, porta sul palo del teatro genovese, sempre in aprile, un piccolo focus scandinavo: dalla Norvegia la Jo Stromgren Kompani con A dance tribute to the art of football, un omaggio e un’ analisi potente e ironica sul calcio e il suo rapporto con la danza, ininterrottamente sulla scena dal 2009; a seguire due lavori del coreografo e danzatore finlandese Tero Saarinen- applaudito lo scorso anno in Islands della Carolyn Carlson Company – che torna a Resistere e Creare con Garden, nuovo lavoro presentato a Genova in prima assoluta e Westward Ho, prima coreografia prodotta per la sua compagnia presentata nella sua nuova versione.
Grec-2025_Alice-BrazzitIl focus si chiude a giugno al Teatro del Ponente con un laboratorio di Cristina Caprioli, artista italiana basata in Svezia, Leone d’Oro alla carriera per la Danza 2021. Caprioli, figura centrale della coreografia contemporanea in Europa, porta a Resistere e Creare un momento di residenza e lavoro di tre settimane in sequenza ininterrotta, parte del suo progetto annuale Ten calls 2026, One Year Of Candid Dancing / Dieci appelli 2026. Un anno di danza sincera; una preziosa occasione di incontro tra l’artista e il suo lavoro con il territorio e la comunità.
Dopo l’estate si riparte con il circo contemporaneo della Compagnia francese Rasposo, creata nel 1987 da Fanny e Joseph Moillens e attualmente guidata da Marie Molliens; un pilastro del nouveau cirque, che arriva a Resistere e Creare grazie al supporto di Nuovi Mecenati, Fondazione FrancoItaliana per la creazione contemporanea con Hourvari, un’esperienza intensa e potente che ha già affascinato il pubblico nazionale e internazionale; tra incanti, acrobazie estreme e una solida tessitura drammaturgica il grido di un’umanità che si ribella, in una società che fatica a svegliarsi dal suo torpore. Ad accompagnare i mesi autunnali anche la compagnia Linga di Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo, che torna in scena con Kaguya Hime, nuovo spettacolo della compagnia svizzera, con il sostegno di Pro Helvetia, per la prima volta pensato appositamente per un pubblico di ragazzi: una favola poetica sulla diversità ispirata alla celebre fiaba giapponese dedicata alla principessa della luna.
Ritorno in novembre per due grandi nomi a Resistere e Creare con due lavori sulla memoria dei corpi. Wim Vandekeybus e Ultima Vez tornano a Genova con What the Body Does Not Remember, Revival, nuova versione dello storico spettacolo del 1987 che gettò le basi per quello che sarebbe diventato il tratto distintivo del linguaggio artistico del grande coreografo.
La Compagnie Herve Koubi dopo il trionfo della scorsa edizione con Les Nuits Barbares, ritorna in Sant’Agostino con la prima nazionale del nuovo lavoro Body Of Memory. Sempre in autunno anche la versione definitiva di Can can il nuovo progetto di Giovanni Ortoleva, artista associato per il triennio 025/027, presentato in anteprima la scorsa primavera; una produzione Fondazione Luzzati Teatro della Tosse con Irene Mantova, che arriva a Genova dopo il debutto nazionale a RomaEuropaFestival.
©Ryo-IchiiAnche in questa edizione si intrecciano al programma nuovi lavori, produzioni, coproduzioni e progetti targati ReC, dentro e fuori dalle sale a consolidare la relazione con artisti e compagnie tra cui Aldes/Roberto Castello con la seconda edizione di Bambu progetto di circuitazione nazionale di giovani artisti africani; e ancora Sanpapiè, Poetic Punkers, Deos Danse Ensemble.
Informazioni
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