
CS “Non è tutto oro quello che luccica”: il rischio di nuovo cemento e nuove speculazioni celato nella mozione comunale sull’EX SNIA del 31 marzo
Lago eXSnia - Friday, April 10, 2026Nella mozione approvata il 31 marzo scorso dal Consiglio Comunale c’è l’impegno ad allargare la superficie del Parco delle Energie di 33.000 metri quadri. Sembrerebbe un ottimo risultato se pensiamo al punto da cui siamo partiti nel 2022 con la Giunta Gualtieri. Però la mozione non dà conto di quali tra le aree ancora private saranno rese pubbliche per questo scopo, e vogliamo essere chiari sulle minacce da scongiurare.
Riteniamo che per far fronte al bisogno esistenziale nel nostro territorio di realizzare un grande parco, sia necessario che da questo conteggio vengano escluse le superfici che rientrano già nel Monumento Naturale, così come le acque e le sponde del lago che appartengono di fatto al Demanio. Diversamente, avremo di fronte qualcosa di simile alla famigerata “truffa di Totò” che si vendeva la Fontana di Trevi.
Come abitanti siamo ben consci di quello che abbiamo ottenuto con la lotta, che è già tutelato e salvo dalla speculazione edilizia. Oggi la richiesta alla Giunta è di acquisire a patrimonio pubblico i ruderi della vecchia fabbrica, edifici collabenti e crollati, per realizzare un bosco urbano e trovare una destinazione ecologica per gli edifici tutelati come archeologia industriale, evitando nuove ricostruzioni e inutili colate di cemento.
L’area privata interessata da un permesso di costruire per 280mila mc è stata valutata dal Comune di Roma per un valore di poco più di 5 milioni. Anche se si è richiesta un’ulteriore stima all’Agenzia delle Entrate, non ci aspettiamo un conteggio troppo dissimile per tutti i ruderi della fabbrica. Per sottrarla alla speculazione continuiamo a rivendicare l’esproprio per pubblica utilità a verde e servizi. Un risultato alla portata di questa Amministrazione.
Il progetto è il nostro benessere e la Natura è la progettista.
La rigenerazione dell’EX SNIA dovrà essere:
– coerente e compatibile con la tutela del Monumento Naturale, la salvaguardia della biodiversità dell’ecosistema del Lago, il contrasto ai rischi climatici e all’aumento del carico antropico, già oltre i limiti per inquinamento e vivibilità del quadrante;
– frutto di un tavolo permanente di co-progettazione tra istituzioni e territorio al fine di individuare i fabbisogni collettivi e i servizi pubblici relativi a cui destinare gli edifici storici della fabbrica.
La lotta continua a sostegno della giustizia sociale e climatica, per una città che sappia mettere al centro i bisogni reali, la salute e il benessere degli abitanti nel costruire politiche ambientali e urbanistiche necessarie per affrontare il riscaldamento globale a partire dal futuro dell’ExSnia.
Per fare chiarezza abbiamo chiesto la convocazione di una Commissione congiunta Ambiente e Urbanistica.
