
PALESTINA: DALLA GIORNATA DELLA TERRA ALLA PENA DI MORTE. LA POLITICA SIONISTA CONTRO I PALESTINESI
Radio Onda d`Urto - Tuesday, March 31, 2026Il 30 marzo ricorre l’yawm al-ʾArḍ, il Giorno della Terra palestinese, una data simbolica che segna la memoria della confisca e dell’espropriazione delle terre palestinesi e che, ancora oggi, rappresenta un momento centrale di rivendicazione politica.
Un anniversario che quest’anno, nel cinquantesimo, coincide con l’approvazione da parte del parlamento israeliano di una legge che introduce la pena di morte per reati definiti di terrorismo per i palestinesi.
L’impiccagione potrà avvenire senza nessun appello aggiuntivo, davanti agli stessi tribunali israeliani, dove già oggi il tasso di condanne degli imputati palestinesi supera il 99%. Brindano i coloni sionisti e fascisti, autori della proposta, votata pure da Netanyahu e passata con 62 voti su 120.
Secondo il testo, è passibile di condanna a morte “chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo”, senza specificare cosa si intende, mentre viene chiarito che serve “intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele”; un punto volto esplicitamente a circoscrivere l’accusa solo contro i palestinesi, esulando così i terroristi ebrei di estrema destra e certificando così lo stato di apartheid che contraddistingue la politica israeliana nei confronti della popolazione nativa, cioè i palestinesi stessi.
Su questo, diverse associazioni palestinesi e israeliani annunciano ricorso alla Corte suprema. Per ora, Israele diventa il primo Stato al mondo a codificare la condanna a morte su base nazionale; israeliani no, palestinesi sì.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Laila dei Giovani Palestinesi d’Italia. Ascolta o scarica.
