
GUERRA IRAN: LE FRAGILITA’ USA E DIVERGENZE DI INTERESSI CON ISRAELE
Radio Onda d`Urto - Thursday, March 19, 2026
“Non si sta concretizzando quanto era stato pianificato, immaginato in gran parte a Tel Aviv o a Washington. La crisi si sta allargando, sta diventando una crisi che l’Iran ha posto sotto i riflettori ed è legata agli idrocarburi, legata all’energia fossile e Teheran punta ad implementare uno scontro bellico che vada in questa direzione per indebolire il sostegno, comunque decisamente limitato, che c’è dietro a Washington e Tel Aviv.” Facendo il punto della situazione del conflitto il prof Marco De Michelis, docente di History of the islamic world all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna sottolinea alcune difficoltà e alcuni rischi che stanno correndo Trump e Netanyahu, in misura diversa anche per il divergere degli interessi di Washington e Tel Aviv nella prosecuzione della guerra. “La decapitazione della dirigenza iraniana, efficace dal punto di vista militare, non sta frenando l’ Iran dal continuare una politica di concentrazione su quelli che sono i gangli vitali, le debolezze del mondo occidentale: quindi gli idrocarburi, l’energia, la futura inflazione, il blocco dello stretto di Hormuz, il bombardamento degli alleati principali di Washington nella penisola arabica, ecc.”
La situazione secondo il docente studioso dei paesi islamici può ancora peggiorare se non si arriverà ad una sorta di accordo che, d’altra parte sembra molto lontano, dato che non era il nucleare iraniano l’obiettivo quanto la volontà di Usa e Israele di far deflagrare lo stato iraniano e la repubblica islamica. “La fragilità di Washington sta nel fatto che a novembre ci sono le elezioni di medio termine e le previsioni di voto sottolineano come l’americano medio al momento non ha alcuna necessità di questa guerra e non da alcun sostegno al presidente. In questo frangente sembra che Trump sia incapace di leggere la situazione politica, la situazione internazionale e si fa fagocitare dagli interessi di Tel Aviv che sono molto diversi da quelli di Washington. La divergenza c’è ma non farà sì che Trump cambi di 180 gradi la politica verso lo storico alleato, quindi questa differente visione politica, che può preservare al potere Netanyahu mentre invece affossare completamente Trump, non avrà un impatto su ciò che in questo momento è importante in questa geografia.
L’intervista al professor Marco De Michelis, docente di History of the islamic world all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna Ascolta o scarica