
GUERRA IRAN: NON SI FERMA L’AGGRESSIONE ISRAELO-STATUNITENSE. MIGLIAIA DI PERSONE UCCISE ANCHE IN LIBANO E IN PALESTINA
Radio Onda d`Urto - Thursday, March 19, 2026Medio Oriente, la guerra energetica si allarga. Con il beneplacito degli Stati Uniti, Israele bombarda il giacimento di gas più grande del mondo, quello iraniano di South Pars. All’attacco sul maxi giacimento di gas iraniano, i pasdaran hanno risposto colpendo raffienerie e siti energetici in Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait e Qatar, colpendo più volte il grande impanto qatariota di Ras Laffan.
Schizzano i prezzi del petrolio in tutto il mondo. Circa il 20% del gas naturale liquefatto (GNL) mondiale proviene infatti dal Qatar, in particolare dal giacimento di gas che condivide con l’Iran. In questo contesto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sostenuto che il conflitto di Usa e Israele contro l’Iran “sta per colpire l’economia statunitense“, citando un articolo del Washington Post intitolato “Il Pentagono richiede oltre 200 miliardi di dollari di budget per la guerra contro l’Iran”.
Nel mezzo, i civili uccisi da 20 giorni di bombardamenti: un attacco israelo-statunitense ha colpito questa mattina una zona residenziale nella contea iraniana di Dorun, uccidendo almeno 12 persone. Altri morti a Malekan. Sono 1.444 i morti e 18.551 i feriti in Iran in quasi 3 settimane, da quando l’asse Israele-Stati Uniti ha iniziato l’aggressione militare il 28 febbraio.
Morti e feriti anche in Libano, dove il numero di civili uccisi sfiora quota mille persone in poco più di due settimane, dall’inizio dei nuovi attacchi israeliani. Qui sono stati segnalati raid israeliani contro diverse città nel Libano meridionale. Aerei da guerra hanno colpito diverse città libanesi, così come i bombardamenti dell’artiglieria israeliana.
Su questo si è espresso anche il ministro della difesa italiano Guido Crosetto: “Se ritenessimo inutile la presenza militare nostra e dell’Onu sono già pronti dispositivi per riportare in Italia i nostri militari”, sull’ipotesi di ritiro dei 1.300 militari italiani impegnati nella missione Unifil in Libano a cui partecipano anche 11mila stranieri, si deciderà “con le altre nazioni che sono lì con noi”
E l’aggressione israeliana non si ferma nemmeno in Palestina, martoriata da 2 anni e mezzo di genocidio e nel pieno della crisi energetica e alimentare. Solo da questa mattina almeno 3 persone ammazzate: un morto e un ferito grave nell’attacco israeliano nel quartiere Tuffah a Gaza City; altri due morti in un attacco con droni israeliani nel quartiere di Zeitoun, sempre nella città palestinese.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi e il commento di Shokri Hroub, dell’UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese. Ascolta o scarica.
