
VENERDÌ 6 MARZO 2026: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
Radio Onda d`Urto - Friday, March 6, 2026Appuntamento del venerdì, sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana.
Nell’appuntamento di oggi abbiamo analizzato le ricadute economiche e finanziarie dell’aggressione militare di Usa e israele all’iran; i dati Istat sull’occupazione e l’analisi di Federmeccanica sulla produzione del 2025.
Serpeggia la paura per le ripercussioni economiche oltre che politiche e sociali dell’aggressione militare di Usa e Israele all’ Iran. Stiamo già assistendo alle prime avvisaglie sui prezzi energetici: alcuni distributori hanno alzato i prezzi alla pompa dei carburanti e intanto si guarda alle prossime bollette. Gli aumenti attuali sono pura speculazione, frutto di una pura speculazione. Non esiste una motivazione dietro agli aumenti a cui stiamo assistendo.
L’impatto della guerra ha anche ricadute sui mercati finanziari. Le borse mondiali hanno fatto segnare pesanti risultati negativi con perdite giornaliere attorno al 3%, migliaia di miliardi che sono andati in fumo soprattutto in Asia, la regione più colpita perché più dipendente dal petrolio del Medio Oriente. I costi di spedizione stanno aumentando e le compagnie assicurative stanno emettendo avvisi di cancellazione o stanno riprezzando la copertura di rischio guerra nel Golfo.
Aumentano gli occupati (+80mila) ma solo tra gli uomini. E se la disoccupazione scende (-99mila), crescono ancora gli inattivi: 35mila in più in un mese, 322mila nell’ultimo anno. A fronte di un calo dei disoccupati di 384mila unità e di un aumento degli occupati di soli 70mila. Insomma: molti non cercano più lavoro perché sono usciti dal mercato. È la fotografia che emerge dai dati Istat diffusi mercoledì. La maggioranza festeggia il tasso di disoccupazione sceso a un nuovo minimo storico – 5,1%, il livello più basso dall’inizio delle serie mensili – ma forse c’è proprio poco da festeggiare .
Nel 2025, la produzione metalmeccanica è diminuita dello 0,9% rispetto all’anno precedente. La contrazione piu’ accentuata e’ quella del comparto Automotive a -11,1%. Lo rileva Federmeccanica nella sual’Indagine congiunturale. L’export nel 2025 e’ aumentato in valore del 2,9%, ancora lontano dalle crescite in doppia cifra che fino al 2022 caratterizzavano il settore. Le forti tensioni geopolitiche e la politica commerciale degli Stati Uniti, tra annunci, introduzione ma anche smentite e modifiche dei dazi costituisce un grandissimo ostacolo per ritornare ad un adeguato livello di crescita dell’export”, sottolinea Federmeccanica.
Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica
