
Intensificate le proteste studentesche in Iran: né Scià né Mullah!
Retekurdistan.it - Monday, February 23, 2026Lo sciopero generale e l’ondata di proteste promosse dagli studenti universitari hanno acquisito slancio, con migliaia di persone che hanno riempito i campus e scandito lo slogan “Né Shah né Mullah”.
Le proteste iniziate in Iran e nel Rojhilat sono proseguite con scioperi guidati dagli studenti. Le prime manifestazioni sono scoppiate il 28 dicembre 2025 al Gran Bazar di Teheran per la crisi economica del Paese. I disordini si sono poi estesi a tutto l’Iran, in particolare al Rojhilat.
Dopo che le forze di sicurezza avrebbero usato proiettili veri contro le proteste in espansione, un gran numero di persone è stato ucciso. Le autorità hanno anche imposto la chiusura di Internet a livello nazionale, limitando gravemente le comunicazioni con il mondo esterno.
Dopo le sanguinose repressioni del 7 e 8 gennaio, il 17 e 18 febbraio si è celebrato il 40° giorno di commemorazione delle vittime. Negli ultimi quattro giorni le proteste sono riprese dopo che gli studenti hanno indetto un nuovo sciopero. Il 21 febbraio i gruppi universitari hanno annunciato l’indizione di uno sciopero per il 23 febbraio.
Per tutta la giornata, migliaia di studenti si sono radunati nei campus, scandendo slogan come “Morte al dittatore” e “Libertà”, trasformando i terreni dell’università in punti di ritrovo.
Università in cui sono state segnalate proteste:
Università Tarbiat Modares (Teheran): gli studenti si sono radunati nel campus scandendo slogan contro la Guida Suprema dell’Iran. Tra gli slogan: “Finché il clero non sarà nascosto, questa patria non diventerà una vera patria” e “Questo è il messaggio finale, l’obiettivo principale è il regime stesso”.
Università Sharif (Teheran): Secondo alcune segnalazioni, le forze di sicurezza in borghese hanno tentato di impedire agli studenti di unirsi alle proteste. In una dichiarazione gli studenti hanno descritto le autorità come “mercenari armati e assassini” e hanno invitato il pubblico a radunarsi fuori dalle università in segno di sostegno.
Università di Teheran: una grande folla si è radunata, scandendo slogan tra cui “Dopo tutti questi anni di crimini, morte a questo sistema di tutela”, “Morte al dittatore” e “Finché il mullah non sarà avvolto nel mistero, questa patria non diventerà una vera patria”.
Università di Alzahra (Teheran): gli studenti si sono uniti alle proteste portando con sé le fotografie dei loro compagni uccisi.
Università della Scienza e della Cultura (Teheran): centinaia di studenti hanno preso parte alle manifestazioni.
Università Amirkabir (Teheran): gli studenti si sono riuniti, ripetendo lo slogan “Né Scià né Mullah”.
Università di Tecnologia di Isfahan: gli studenti hanno scandito slogan antigovernativi, tra cui “Quest’anno è un anno di sangue, Seyyed Ali sarà rovesciato” e “Dopo anni di crimini, morte a questo sistema di tutela”.
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