Sondaggio SAMER: forte domanda di istruzione curda, calo dell’uso pubblico

Retekurdistan.it - Saturday, February 21, 2026

Un’indagine SAMER condotta a livello nazionale ha rilevato una forte domanda di istruzione in lingua curda, mentre l’uso della lingua curda negli spazi pubblici è in calo.

Lo studio intitolato “Il livello di utilizzo delle lingue madri diverse dal turco in Turchia e la domanda e le tendenze sociali riguardanti le lingue madri”, pubblicato dalCentro studi sul campo (SAMER), ha rilevato che l’uso delle lingue madri si sta riducendo nella vita quotidiana, mentre la domanda sociale di istruzione nelle lingue madri rimane estremamente forte.

Sondaggio online con 1.540 partecipanti

Lo studio è stato condotto tramite un sondaggio online tra il 4 e il 10 febbraio 2026, con la partecipazione di 1.540 persone. La maggior parte degli intervistati vive nelle regioni dell'”Anatolia sud-orientale e orientale” (Kurdistan settentrionale). Dei partecipanti l’82,8% ha identificato il kurmanji come lingua madre, il 9,4% il kirmanckî/zazaki. Inoltre, il 3,3% ha dichiarato di parlare sia il kurmanji che il kirmanckî/zazaki, mentre il 2,2% ha dichiarato di parlare arabo, lo 0,9% il circasso, lo 0,7% il laz/georgiano e lo 0,5% altre lingue madri, tra cui pomak, osseto e siriaco.

La lingua madre è diffusa in patria, ma il turco è dominante negli spazi pubblici

Secondo l’indagine, la lingua madre è quella più utilizzata in famiglia. Circa il 41,5% degli intervistati ha dichiarato di parlare “sempre” la propria lingua madre a casa, mentre il 28,1% ha dichiarato di parlarla “spesso”.

La situazione si inverte negli spazi pubblici. Il 60,1% dei partecipanti ha dichiarato di parlare prevalentemente turco in strada e nella vita sociale. Il tasso di utilizzo del turco è più elevato, soprattutto tra le fasce d’età più giovani.

Forte calo delle capacità di lettura e scrittura

Gli intervistati hanno dichiarato di avere una competenza relativamente elevata nella comprensione e nell’espressione orale della propria lingua madre, ma è stato osservato un netto calo nelle capacità di lettura e scrittura. La quota di coloro che hanno dichiarato di “non saper scrivere affatto” nella propria lingua madre ha raggiunto il 36,6%.

Chi ha affermato di non conoscere sufficientemente la propria lingua madre ha indicato come motivo principale “la mancanza di scuole e risorse dove poterla imparare”. Seguono le risposte “perché è vietata” (19,8%) e “perché la mia famiglia non l’ha insegnata” (13,6%).

Rottura della comunicazione nella lingua madre con i bambini

Una percentuale significativa di famiglie con bambini ha dichiarato di non parlare ai propri figli nella loro lingua madre. La ragione più comune addotta è stata la predominanza del turco nell’ambiente in cui vivono. Ciononostante la maggior parte dei partecipanti ha affermato di impegnarsi a insegnare ai figli la propria lingua madre.

All’interno del nucleo familiare le persone con cui si parla più frequentemente la lingua madre sono state identificate come madri (75%), padri (73,5%) e membri di età pari o superiore a 65 anni (63,1%). La risposta “mai” è stata riportata con la frequenza più elevata per i bambini di età compresa tra 0 e 5 anni (24,4%).

Lo studio avverte che l’indebolimento dell’uso della lingua madre, in particolare nella fascia di età 0-5 anni, rappresenta un rischio per la trasmissione intergenerazionale.

Sostegno quasi unanime all’istruzione nella lingua madre: 98,7%

Uno dei risultati più sorprendenti dello studio è stato il forte sostegno all’istruzione nella lingua madre. Il 98,7% dei partecipanti ha dichiarato di volere che i bambini ricevano un’istruzione nella propria lingua madre, mentre il 91,5% ha affermato che l’istruzione dovrebbe essere impartita nella lingua madre fin dalla scuola materna.

Circa l’82,1% dei partecipanti ha descritto l’attuale pratica delle “lingue vive” come “molto inadeguata”. L’assenza di un’istruzione nella lingua madre è stata citata dal 56,9% come la più grande minaccia alla sopravvivenza delle lingue madri

Discriminazione

I partecipanti hanno affermato di essere più frequentemente vittime di discriminazioni dovute alla loro lingua madre nelle istituzioni statali (60,4%) e sui social media (44,7%).

Valutazione generale

I risultati dimostrano che la lingua madre ha un forte significato per l’identità e la memoria culturale, ma permangono gravi limitazioni strutturali in termini di uso pubblico e politiche educative.

Tra le richieste più urgenti per la tutela delle lingue madri ci sono l’istruzione nella lingua madre, le garanzie legali e costituzionali e lo status ufficiale.

 

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