
SPECIALE OLIMPIADI MILANO CORTINA 2026: ANALISI CRITICA CON L’ECONOMISTA ANDREA FUMAGALLI.
Radio Onda d`Urto - Friday, February 6, 2026Oggi, 6 febbraio, è il giorno della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, alle ore 20 in uno stadio San Siro che, fino all’ultimo, non si sa nemmeno se sarà sold out, visti biglietti da prezzi monstre, dai 200 ai 200 euro. Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono organizzate da una Fondazione ad hoc, presieduta da Giovanni Malagò. Il comitato organizzatore, nato nel 2019, ha poi demandato la realizzazione delle opere alla Società Infrastrutture Milano Cortina 2020–2026, chiamata anche Simico. Coinvolti quindi Comitato Olimpico Internazionale, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, rappresentanti del governo, delle regioni Lombardia e Veneto, delle province autonome di Trento e Bolzano e dei comuni di Milano e Cortina d’Ampezzo. Secondo gli organizzatori, le Olimpiadi saranno “non solo come rilievo assoluto per il panorama sportivo globale, ma pure un volano capace di generare effetti importanti sul PIL, sul lavoro e sul turismo del nostro Paese”.
Secondo le stime governative, l’evento dovrebbe generare un impatto diretto e indiretto sul PIL nazionale di circa 5,3 miliardi di euro. Questo valore si compone di investimenti infrastrutturali, crescita della domanda turistica, indotto per attività commerciali e servizi, e aumento di visibilità internazionale, con importanti ricadute, dicono sempre gli organizzatori, sull’occupazionale con migliaia di nuovi posti di lavoro. Per il Centrostudi di Unimpresa, “l’impatto economico sarà così positivo da mettere in secondo piano i disagi che inevitabilmente comporterà”, parlando addirittura di impatto economico complessivo di 6,1 miliardi di euro, con effetti distribuiti nel tempo e sul territorio ben oltre la durata dell’evento sportivo”. La stima considera non solo la spesa diretta legata ai Giochi, ma anche il turismo indotto, la valorizzazione delle infrastrutture permanenti e gli effetti moltiplicativi sull’economia.
Questi i numeri forniti dagli organizzatori e da Centro Studi che possiamo tranquillamente definire “amici” di Governo e dintorni. Come vengono ricavati? Ma soprattutto…è davvero tutto oro (dalle medaglie ai vantaggi per il Nord Italia) quello che si vorrebbe luccicasse?
Ce ne parla nella consueta rubrica settimanale di analisi critica dei fatti economici Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia.Ascolta o scarica
