Addio alla finzione: il governo ha il controllo totale di ANVUR

ROARS - Thursday, February 5, 2026

Entrerà in vigore il prossimo 19 febbraio il nuovo regolamento di ANVUR, firmato dal presidente Mattarella il 7 gennaio 2026. Malgrado il durissimo parere del Consiglio di Stato, il testo finale introduce solo modifiche cosmetiche al testo predisposto dal governo. Il risultato finale è la consegna definitiva di ANVUR nelle mani del ministro di turno.

Il nuovo regolamento di ANVUR è in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore il 19 febbraio prossimo. ANVUR avrà un consiglio direttivo ridotto a 5 membri dai 7 attuali. La durata del mandato continuerà ad essere per tutti di 4 anni; il presidente non potrà essere “rinnovato”, mentre potranno esserlo i membri del direttivo. (Notiamo, tra parentesi, che la possibilità di vedersi “rinnovati”, con il relativo stipendio dirigenziale, sarà un ottimo strumento nelle mani del ministro per orientare, in corso d’opera, le decisioni del direttivo).

Il Presidente sarà nominato direttamente dal ministro, anziché, come avviene attualmente, essere eletto all’interno del direttivo. Sia il presidente che i quattro membri saranno scelti dal ministro ciascuno all’interno di una terna di nomi. Queste terne saranno predisposte da un “comitato di selezione appositamente costituito con decreto del Ministro”. Il ministro sceglierà direttamente tre dei cinque membri del comitato di selezione, cioè la maggioranza del comitato. Gli altri due membri saranno invece indicati da Accademia dei Lincei e ERC.

Fino ad oggi il comitato di selezione era composta di 5 membri di cui solo uno nominato dal ministro. Come abbiamo scritto a suo tempo, questo mancato controllo capillare della procedura di selezione è quello che, per così dire, ha fatto saltare il banco. La procedura di selezione che avrebbe dovuto individuare i nuovi membri del direttivo, conclusasi oltre un anno fa, ha dato luogo a risultati così sgraditi al Ministero – lo ricordiamo, il prof. Marco Mancini è stato bocciato – che il lavoro di quella commissione è stato buttato nel cestino e si è preferito ridisegnare ANVUR daccapo. Mettendo saldamente nelle mani del ministro il controllo del comitato di selezione.

Dal ministero chiedevano di più, come ricorderete. Nella proposta originale del governo, il presidente di ANVUR avrebbe dovuto durare in carica 5 anni e tutti i membri del comitato di selezione avrebbero dovuto essere scelti dal ministro. Qui, diranno i lettori, è entrato in campo il Presidente della Repubblica. In realtà non era difficile prevedere che la questione della durata di 5 anni del presidente di ANVUR sarebbe caduta: come ricordato pedagogicamente dal Consiglio di Stato all’estensore della norma, un regolamento non può modificare la legge istitutiva di ANVUR che prevede (art. 2, comma 140, del d.l. 262/2006) una durata quadriennale per tutti i componenti del Consiglio direttivo. Se interlocuzione con il colle c’è stata, questa non è andata oltre una soluzione cosmetica: il ministro non nominerà la totalità del comitato di selezione, ma solo la maggioranza dei membri.

Come ricorderanno i nostri lettori, nel suo parere il Consiglio di Stato metteva in evidenza una contraddizione: la proposta di riforma attribuiva al Ministro il potere esclusivo di avviare alcune delle attività più importanti dell’ANVUR. Tuttavia, la legge (art. 2, comma 138, del decreto-legge 262/2006) assegna queste competenze direttamente all’ANVUR. In altre parole, la riforma aveva l’obiettivo di togliere all’Agenzia, attribuendoli al ministro, poteri che la norma primaria le riconosce espressamente. Su questo l’intervento cosmetico è ancora più evidente: ogni volta che nel testo originario del governo c’era scritto “su richiesta del ministro”, nel testo definitivo si legge “anche su richiesta del Ministro”.

In sintesi, il provvedimento allarga le prerogative di ANVUR e la consegna definitivamente nelle mani del ministro di turno. Cade così la finzione cui tutti hanno voluto credere nei15 anni che ci separano dalla legge 240/2010: che ANVUR sia una agenzia indipendente. ANVUR era stata pensata da Prodi-Mussi-Modica come strumento di modernizzazione forzata dell’università. Attraverso VQR e soglie della ASN, ANVUR ha governato il sistema della ricerca italiana, schermando in qualche modo il controllo ministeriale. Con i pochi ritocchi di questo regolamento, il controllo ministeriale autoritario diventa palese. E tra poco, grazie alle nuove norme sul reclutamento, l’ANVUR “riformata” avrà il compito di controllare direttamente e individualmente i risultati scientifici dei nuovi assunti nei concorsi locali banditi dagli atenei.