
Il valico di Rafah riapre. Chi può davvero lasciare Gaza?
Assopace Palestina - Monday, February 2, 2026del Palestine Chronicle Staff,
Palestine Chronicle, 2 febbraio 2026.
Il valico di Rafah è stato riaperto sotto il rigido controllo israeliano, consentendo movimenti limitati mentre migliaia di pazienti di Gaza rimangono intrappolati in attesa di cure mediche urgenti.
Una foto che circola online mostra il nuovo valico di Rafah, fortemente militarizzato con tecnologia di sorveglianza e riconoscimento facciale sotto il controllo israeliano. (Foto: Social Media)Sviluppi chiave
- Il valico di Rafah ha riaperto ufficialmente lunedì 2 febbraio, dopo oltre 18 mesi di chiusura quasi totale imposta da Israele.
- Solo un numero limitato di persone, previamente approvate, è autorizzato a uscire da Gaza o a rientrarvi, previa verifica da parte delle autorità di sicurezza israeliane.
- Circa 150 pazienti e accompagnatori sono autorizzati a partire ogni giorno, mentre sono circa 22.000 i pazienti che attendono di essere curati all’estero.
- Prima della riapertura, Israele ha completato un corridoio di controllo, che include controlli di identità e screening biometrico.
- Il personale dell’UE è schierato al valico e supervisiona le procedure insieme al personale palestinese sotto la supervisione israeliana.
Il valico di Rafah ha riaperto ufficialmente lunedì, segnando una parziale ripresa dei movimenti tra la Striscia di Gaza e l’Egitto dopo oltre un anno e mezzo di chiusura imposta sotto il controllo militare israeliano.
I media ufficiali egiziani hanno confermato che il valico ha iniziato a funzionare con uno scambio iniziale di viaggiatori, consentendo a un numero limitato di palestinesi di lasciare Gaza e a un numero ancora più ridotto di tornare. Secondo i media egiziani e israeliani, il primo giorno era previsto il passaggio di circa 50 persone in ciascuna direzione, mentre circa 150 pazienti e i loro accompagnatori avrebbero dovuto lasciare Gaza per ricevere cure mediche in Egitto.
Il lato palestinese del valico ha iniziato a funzionare in via sperimentale domenica, dopo che Israele ha completato un nuovo corridoio di sicurezza all’interno del terminal. Israele controlla il lato palestinese di Rafah dal maggio 2024, durante la sua campagna militare su Gaza iniziata nell’ottobre 2023.
Controlli rigorosi e supervisione israeliana
In base al meccanismo attuale, tutti i movimenti attraverso Rafah sono soggetti alla previa approvazione israeliana. Le autorità israeliane hanno istituito un corridoio di controllo, denominato dai funzionari israeliani “Regevim”, dove le identità vengono verificate rispetto a liste pre-approvate. Secondo quanto riferito, le procedure di sicurezza includono perquisizioni fisiche e tecnologie di riconoscimento facciale.
Il personale palestinese gestisce il valico sotto la supervisione dell’Unione Europea, mentre Israele mantiene il controllo sulle approvazioni di sicurezza. Il capo della politica estera dell’UE ha descritto la riapertura come un “passo positivo”, confermando la presenza di osservatori europei sul posto.
Tuttavia, i funzionari palestinesi affermano che il processo rimane opaco e fortemente limitato. L’ufficio stampa del governo di Gaza ha avvertito che la riapertura rischia di diventare una “nuova forma di assedio” se Israele continuerà a imporre condizioni unilaterali.
Emergenza medica
La riapertura limitata ha messo in evidenza la portata della catastrofe medica a Gaza. I funzionari sanitari di Gaza stimano che almeno 22.000 pazienti e feriti necessitino urgentemente di cure al di fuori dell’enclave, tra cui migliaia di bambini e pazienti in condizioni critiche.
Il dottor Mohammad Abu Salmiya, direttore del complesso medico Al-Shifa, ha affermato che gli ospedali di Gaza sono stati informati che solo cinque pazienti in condizioni critiche sarebbero stati autorizzati a partire il primo giorno, una cifra che ha definito “catastroficamente insufficiente”.
Le autorità sanitarie riferiscono che negli ultimi mesi più di 1.200 pazienti sono morti in attesa del permesso di lasciare Gaza per ricevere cure.
Chi può lasciare Gaza e chi no
Secondo funzionari israeliani ed egiziani, il passaggio attraverso Rafah è attualmente limitato ai soli residenti di Gaza. Israele approva in anticipo le liste di uscita, mentre l’Egitto esamina le richieste di ingresso. I palestinesi che hanno lasciato Gaza durante la guerra possono tornare solo dopo aver ottenuto il coordinamento con le autorità egiziane e l’approvazione della sicurezza israeliana.
In base all’accordo attuale, ai giornalisti stranieri non è consentito entrare a Gaza attraverso Rafah.
Critiche e reazioni politiche
I funzionari palestinesi e le organizzazioni per i diritti umani sostengono che la riapertura non risponde alle più ampie esigenze umanitarie di Gaza. Sebbene la circolazione delle persone sia ripresa su scala limitata, non vi è stato un corrispondente allentamento delle restrizioni sugli aiuti umanitari, sul carburante o sui beni di prima necessità.
Hamas ha avvertito che qualsiasi ostacolo israeliano a Rafah costituirebbe una violazione degli accordi di cessate il fuoco, esortando i mediatori e gli stati garanti a monitorare da vicino il comportamento israeliano al valico.
I critici sostengono che il divario tra le esigenze mediche di Gaza e le quote di movimento imposte da Israele evidenzia la natura punitiva dell’attuale sistema. Al ritmo attuale, ci vorrebbero mesi perché i pazienti in condizioni critiche potessero uscire da Gaza, supponendo che non ci siano ulteriori interruzioni.
Assedio intatto
Sebbene la riapertura di Rafah sia stata accolta come una rottura simbolica dell’isolamento di Gaza, i palestinesi sottolineano che il valico rimane saldamente sotto il controllo israeliano. Per migliaia di pazienti, famiglie e residenti sfollati, la riapertura di Rafah ha finora offerto un sollievo limitato, alimentando i timori che la crisi umanitaria dell’enclave persisterà nonostante l’apparente miglioramento della situazione.
https://www.palestinechronicle.com/rafah-reopens-who-is-really-allowed-to-leave-gaza
Traduzione a cura di AssopacePalestina
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