
Gaza, l’attacco peggiore dal “cessate il fuoco”
Popoff Quotidiano - Saturday, January 31, 2026Israele uccide una trentina di palestinesi in uno dei suoi attacchi più letali dal presunto cessate il fuoco
Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco il 10 ottobre, il numero dei palestinesi uccisi da Israele supera i cinquecento, di cui cento bambini.
Redazione El SaltoSabato 31 gennaio l’esercito israeliano ha ucciso almeno 29 abitanti di Gaza, tra cui sei bambini di due famiglie, secondo quanto riferito da due ospedali della Striscia, in quella che è già una delle giornate più letali dall’entrata in vigore del cessate il fuoco il 10 ottobre 2025.
Gli attacchi sono avvenuti nel nord e nel sud di Gaza, compreso il bombardamento da parte di un drone israeliano contro una tenda a Jan Yunis, in cui sono morti un padre, i suoi tre figli e tre dei suoi nipoti, secondo una fonte dell’ospedale Naser. Si contano altri 14 morti nel bombardamento di una stazione di polizia nella città di Gaza, secondo fonti mediche e della protezione civile.
“Sono stati recuperati 28 cadaveri, un quarto dei quali bambini, un terzo donne e un anziano, tra cui quattro donne poliziotto”, ha precisato in un comunicato la Protezione Civile di Gaza, poco prima del ritrovamento di un altro corpo.
Un missile israeliano ha colpito questa mattina la stazione di polizia del quartiere di Sheij Radwan, nella città di Gaza, causando sette morti, secondo quanto confermato da una fonte dell’obitorio dell’ospedale Shifa, che sono poi diventati 14 dopo il ritrovamento di quattro corpi tra le macerie.
Secondo l’ospedale e un comunicato del Ministero dell’Interno di Hamas, tra le vittime almeno 4 donne agenti di polizia e 4 persone detenute. Tuttavia, non si conoscono i dettagli sugli ultimi sei uccisi.
Al nord, a Gaza City, un madre e tre dei suoi figli sono rimasti uccisi con un altro familiare nel bombardamento aereo dell’appartamento in cui avevano trovato rifugio, secondo quanto riferito dall’ospedale Shifa.
Ci sono stati anche altri quattro bombardamenti, tra cui quello contro un altro appartamento vicino all’incrocio di Jabalia, a est della città di Gaza, che ha causato solo feriti, e due a sud-est del campo profughi di Al Bureij, nel centro della Striscia e vicino alla cosiddetta linea gialla.
Questi attacchi sono avvenuti nonostante il cessate il fuoco in vigore e con essi si superano i 500 palestinesi morti a Gaza, tra cui più di cento bambini, nonostante la presunta fine dell’offensiva militare israeliana, secondo i dati del Ministero della Salute locale.
La prima fase del cessate il fuoco a Gaza ha raggiunto il suo obiettivo principale: distogliere l’attenzione dei media dal genocidio che Israele ha perpetrato su quel territorio dal 7 ottobre 2023. Mercoledì 14 gennaio, Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump e uno degli artefici dell’accordo di ottobre, ha confermato che la Striscia entrava nella fase 2 di quel cessate il fuoco.
Lo status quo attuale a Gaza, secondo gli analisti di Mondoweiss, è quello di una Striscia “divisa, che soffre di una lenta carestia ed è colpita da periodici attacchi militari mortali”. La realtà è che, dall’entrata in vigore di questa seconda fase, si è verificata un’intensificazione dei bombardamenti da parte di Israele. Si tratta delle violazioni più evidenti del cessate il fuoco, che secondo il conteggio dell’Ufficio stampa del governo di Gaza (OGM) hanno raggiunto quota 1.244 dal 10 ottobre 2025.
Secondo questa classificazione, si sono verificati 581 attacchi e bombardamenti contro persone disarmate e le loro abitazioni, 402 episodi di attacchi con armi da fuoco diretti contro civili, 66 incursioni di veicoli blindati in zone non autorizzate e 195 demolizioni e detonazioni di case, istituzioni ed edifici civili.
Giovedì 15 gennaio sono stati segnalati attacchi aerei su due abitazioni nella zona occidentale di Deir al-Balah, nel centro di Gaza, in un attacco che ha causato la morte di Muhammad al-Hawli, leader delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam. Nel bombardamento sono morte cinque persone, tra cui una ragazza di 15 anni. Un altro attacco ha causato la morte di tre persone nel campo profughi di Al-Nuseirat, nel centro di Gaza.
Ma è un bilancio che non si ferma e che deve essere aggiornato ogni settimana. Mercoledì 21 gennaio, Israele ha ucciso 11 palestinesi, tra cui due bambini di 13 anni – uno dei quali è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dai soldati israeliani – e tre giornalisti che si stavano spostando per motivi di lavoro.
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