
REC 25: Eravamo venuti per danzare e invece siamo rimasti seduti
Popoff Quotidiano - Wednesday, December 31, 2025REC 25, la rassegna di danza contemporanea al Teatro della Tosse di Genova
We came to dance… Cioè Eravamo venuti per danzare e invece siamo rimasti seduti. A spiegare le ragioni perché non abbiamo più voglia di danzare.

REC 25, rassegna di danza contemporanea al Teatro della Tosse di Genova, fase 1: se non hai più parole allora danza; REC 25 fase 2: ma se non puoi più danzare allora parla. Cosa significa infatti essere un danzatore quando danzare è vietato? E come ci si sente a non poter praticare l’arte a cui si è dedicata tutta la vita? Partendo da queste domande, la drammaturga iraniana Nasim Ahmadpour e il regista Ali Asghar Dashti presentano una lettera d’amore alla danza, che prende il titolo dal verso di una vecchia canzone del gruppo britannico postpunk Ultravox. In una performance che, sviluppata tutta in sottrazione, è forse la pratica corporea più simbolicamente radicale tra quelle che si sono alternate nel nutrito programma del Festival che è coinciso, nell’anno appena concluso, con la celebrazione del mezzo secolo di vita del Teatro. Quattro danzatori iraniani, seduti a una scrivania rivolta al pubblico, descrivono i movimenti che farebbero se potessero ballare. Attraverso le loro parole, sul palcoscenico prende vita una coreografia solo immaginata, che si intreccia al racconto di episodi reali del passato recente dell’Iran.

We Came to Dance è un invito all’ascolto di parole che evocano movimenti invisibili la cui potenza rimane trattenuta nei muscoli, tesi anche da seduti, dei danzatori.
E se questo spettacolo si sviluppa tutto in negativo, al suo perfetto opposto – nel segno di una fisicità esplosiva – si pone il lavoro Les nuits barbares, ou les premiers matins du monde del coreografo franco-algerino Hervé Koubi, che ha chiuso la rassegna. Un inno alla cultura mediterranea, alla bellezza scolpita del corpo maschile dell’età classica, alle origini comuni dei popoli che su questo mare da sempre si affacciano e al valore delle contaminazioni delle culture che hanno sempre espresso. Persiani, Celti, Greci, Vandali e Babilonesi. Barbari e dei, quasi delle apparizioni da un tempo ancestrale, nel bagliore cupo della violenza come origine comune del rito e del mito. Echi di battaglie e sacrifici agli dei della vittoria del nemico catturato e smembrato per condividerne il valore. Sudore e odore metallico di sangue versato: nella scena finale i 7 danzatori si caricano ognuno sulle spalle un compagno caduto in battaglia, scorrendo verso il sipario nella luce crepuscolare di una gloria pensabile solo in tempi in cui la morte veniva data guardandosi negli occhi e non attraverso l’obiettivo della camera di un drone.

Formalmente conclusa con la fine dell’anno, la rassegna REC ha tuttavia un ultimo appuntamento fuori formato il 10 gennaio, con la prima nazionale di Chi sopravvive fa i saluti, nuova creazione di Deos Danse Ensemble e del coreografo genovese Giovanni DI Cicco. Un lavoro che arriva in versione definitiva proseguendo la collaborazione pluriennale del Teatro con DI Cicco e il suo gruppo di lavoro. In un intreccio di fisicità e fragilità, lo spettacolo esplora il confine sottile tra la memoria del corpo e la sua trasformazione, traendo ispirazione da una genealogia del presente, un percorso che attraversa ed interroga il tempo. Un rito necessario in una realtà che cambia più veloce dei corpi che la abitano.
INFO Chi sopravvive fa i saluti – Teatro della Tosse
The post REC 25: Eravamo venuti per danzare e invece siamo rimasti seduti first appeared on Popoff Quotidiano.
L'articolo REC 25: Eravamo venuti per danzare e invece siamo rimasti seduti sembra essere il primo su Popoff Quotidiano.