SCIOPERO BENCARNI: INTIMIDAZIONE POLIZIESCA CONTRO I LAVORATORI IN SCIOPERO.

S.I. Cobas – Sindacato intercategoriale - Friday, December 19, 2025

 

Stamattina,19-12-25 i lavoratori licenziati dal consorzio Global Service in appalto presso l’impianto BenCarni di Verona si sono riuniti in presidio ai cancelli del loro magazzino per rivendicare il reintegro sul posto di lavoro e la garanzia di un salario.

Dopo solo poche ore di presidio determinato ma pacifico, la polizia politica Digos ha portato di forza 5 operai iscritti al sindacato e gli operatori sindacali Alfred e Nikoll direttamente in questura per una non meglio precisata e comunque illegittima “identificazione”.

La motivazione di tale operazione poliziesca e antioperaia parrebbe essere una denuncia del padrone Bencarni dal quale quindi sarebbe direttamente partita questa ennesima azione intimidatoria contro i lavoratori, i sindacalisti, i solidali e il sindacato.

Infatti, a tutti i compagni portati in questura è stato consegnato un verbale di identificazione e per parecchie ore sono stati trattenuti nonostante non sia stato loro esplicitato alcun capo di imputazione.

Questa ennesima azione repressiva  dei lavoratori in lotta da parte dello stato , la dobbiamo collegare necessariamente al clima repressivo in generale esistente in Italia, ultimo di ieri lo sgombero del centro sociale Askatasuna  di Torino, che   rappresenta un aggravamento dell’attacco statale   per fermare sul nascere l’allargamento di un movimento di lavoratori sul luogo di lavoro che potrebbe  unirsi alle lotte sociali in corso(Palestina, casa, lotta contro la guerra,ecc.)  e rappresentare una opposizione reale e forte contro il  tentativo di indebolire l’unità e l’organizzazione degli operai.

I padroni hanno paura dell’iniziativa sindacale e della lotta operaia perché da sempre rappresenta il centro della contraddizione( profitto) di questo  sistema sociale che si chiama capitalismo.  La lotta è lo strumento fondamentale  per   avanzare concretamente richieste migliorative delle condizioni di vita contro i bassi salari e la precarietà ancor più in questa fase di crisi internazionale ed economia di guerra, oltre che in grado di mettere in discussione un intero sistema basato sullo sfruttamento e l’oppressione dei lavoratori a garanzia del profitto e spesso anche di un extra-profitto tramite giri consolidati di rapporti più o meno criminali tra aziende, malavita e filiere mondiali.

Agli occhi del padrone e dello stato, i 5 lavoratori nostri compagni – licenziati a novembre per ritorsione antisindacale e rappresaglia antioperaia – hanno come sola “colpa” l’aver denunciato il lavoro nero nel settore carni e rivendicato il pagamento regolare del salario quantomeno a norma di legge secondo i contratti nazionale, inoltre chiedendo la fine delle assunzioni-truffa con cui le società coinvolte nell’attività lavorativa tenevano in situazione di ricatto gli operai utilizzando contratti di assunzione a tempo determinato pure per chi lavorava da anni per il consorzio.

Un vero e proprio sistema che a Bencarni(ma generalizzato nel settore) ha visto le condizioni di lavoro denunciate con forza dalla nostra organizzazione sindacale, peraltro in un settore economico redditizio per i bilanci delle grandi aziende e di “eccellenza del made in Italy” ma già oggetto di inchieste giornalistiche e nel mirino della magistratura.

Significativo che a causa dei versamenti in nero nella retribuzione degli stipendi, i lavoratori licenziati non hanno neanche il diritto a usufruire al 100% del sussidio di disoccupazione Naspi: così ritrovandosi con la necessità di mantenere le loro famiglie ma con un’entrata economica da fame.

Perciò, la lotta in sostegno ai lavoratori licenziati e per la sindacalizzazione anche nel settore carni proseguiranno senza paura.

Invitiamo tutti non solo a portare solidarietà agli operai ma a unirsi in una lotta comune di tutti i settori per  riuscire a creare una vera opposizione a questo governo  sul terreno della lotta di classe, contro lo sfruttamento dei padroni e la repressione dello stato.

UNITI SI VINCE- IL SI COBAS C’E’.

SI COBAS NAZIONALE

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