La polizia israeliana costringe tre famiglie palestinesi a evacuare le loro case nella Gerusalemme Occupata

InfoPal - Tuesday, December 16, 2025

Gerusalemme/al-Quds occupata – PIC. La polizia di occupazione israeliana ha sfrattato con la forza tre famiglie palestinesi dalle loro abitazioni nel quartiere Batn al-Hawa di Silwan, situato subito a sud della Moschea di al-Aqsa, nella Gerusalemme Occupata.

Secondo fonti locali, le famiglie sono state costrette ad andarsene domenica sera a favore dell’organizzazione di coloni “Ateret Cohanim”.

Il Governatorato di Gerusalemme ha confermato in un comunicato che lo sfratto ha riguardato Um Nasser al-Rajabi e i suoi figli, incluso Nasser al-Rajabi, costretto a lasciare la propria abitazione insieme alla famiglia.

I soccorritori hanno inoltre trasferito Awad al-Rajabi, un uomo di 29 anni in coma, e sua figlia di 24 anni, disabile. Lo sfratto ha interessato anche il cittadino Aed al-Rajabi e la sua famiglia.

Il comunicato ha evidenziato che lo sfratto fa parte di una politica in corso di sfollamento forzato a Batn al-Hawa. Dal giugno 2024, le forze israeliane hanno eseguito 13 sfratti nel quartiere.

Zuheir al-Rajabi, capo del comitato di Batn al-Hawa, ha avvertito che l’edificio Kayed al-Rajabi è sotto minaccia imminente, con le autorità israeliane che hanno fissato il 5 gennaio 2026 come termine finale per l’esecuzione di ulteriori ordini di sfratto.

Ha aggiunto che la Corte Suprema israeliana sta attualmente esaminando cinque cause legali, che riguardano 26 abitazioni abitate da circa 250 persone, in attesa di decisioni sui ricorsi.

Al-Rajabi ha inoltre sottolineato che le autorità israeliane e i gruppi di coloni continuano a presentare rivendicazioni di proprietà non verificate per giustificare gli sfratti, aumentando le preoccupazioni per l’espansione degli sfratti.

L’organizzazione di coloni “Ateret Cohanim” basa le proprie rivendicazioni sulla presunta proprietà ebraica di circa 5,2 dunum (circa 1,3 acri) di terreno a Batn al-Hawa dal 1881. Queste controversie legali sono iniziate nel 2015 e hanno trascinato decine di famiglie palestinesi in lunghe battaglie giudiziarie.

Batn al-Hawa, situato a circa 400 metri dalla Moschea di al-Aqsa e abitato da circa 10.000 palestinesi, rimane uno dei quartieri più colpiti a Silwan, nell’ambito degli sforzi israeliani per espandere il controllo dei coloni intorno alla Moschea e collegare gli avamposti nella zona.