Un video dell’IDF che romanticizza l’occupazione della Cisgiordania rivela l’ipocrisia del campo liberale israeliano

Assopace Palestina - Monday, December 8, 2025

di Hanin Majadli,

Haaretz, 4 dicembre 2025.  

Soldati che proteggono i fedeli alla Tomba di Giuseppe a Nablus nel 2024. Altri video della campagna invitano a visitare avamposti illegali e sinagoghe all’interno dei villaggi palestinesi. Tomer Appelbaum

Recentemente sono apparsi online alcuni post che presentano un’iniziativa dell’esercito che invita soldati e civili a visitare siti archeologici e avamposti in Cisgiordania, alcuni dei quali sono sotto il controllo dell’Autorità Palestinese. Il soldato che presenta l’annuncio si rivolge allo spettatore e chiede: “Non hai ancora fatto la fatidica domanda? Abbiamo trovato alcuni posti nella zona dove puoi portare la tua ragazza per un appuntamento. Puoi anche chiederle di sposarti, visto che sei già lì”.

Che romantico! Consigli per visitare i territori occupati insieme a propaganda politico-religiosa.

Lo scopo di questi video è quello di cementare il legame tra gli israeliani e le diverse parti del paese. L’IDF sta promuovendo un unico stato, chiamato Israele, che si estende dal fiume al mare. Non esistono più i confini del 1967 o la Linea Verde; non esistono più territori occupati o confini. C’è un unico grande “spazio”, chiamato Israele. L’esercito ha smesso di nascondere ciò che ha coltivato per anni: un unico regime, un unico sovrano, un governo civile per gli ebrei e uno militare per i palestinesi.

Ma la dura verità è che questa campagna non rivela nulla di nuovo sull’esercito. Rivela ripetutamente la natura del campo liberale in Israele. Questo campo mormora “due stati” come un vuoto mantra, solo per poter vivere in pace con la convenienza dell’occupazione. Queste persone recitano “soluzione diplomatica” al mattino, solo per consegnare i propri figli come guardie a protezione degli insediamenti la sera. Guardano questo video dell’IDF – che romanticizza gli insediamenti trasformando l’apartheid in un’attrazione – e nulla si muove dentro di loro. Né mai lo farà.

Il campo liberale in Israele ha ancora la tendenza a sostenere contemporaneamente due convinzioni contraddittorie, una tendenza che gli conferisce una calma interiore totale. Queste convinzioni sostengono che Israele è sia ebraico che democratico e che “correggere” l’occupazione sia una questione di scelta politica piuttosto che una questione essenziale. Per loro, l’occupazione iniziata nel 1967 è stata solo una deviazione momentanea dal percorso, non un elemento fondamentale del progetto sionista. Ecco perché credono che sarà sempre possibile riprendere il controllo e uscire dai territori occupati, tornando ad essere un piccolo paese normale che cerca di sopravvivere in un Medio Oriente ostile.

Visitatori presso una sorgente in Cisgiordania. Un video della campagna offre consigli su luoghi ideali per appuntamenti romantici e proposte di matrimonio. Daniel Tchetchik

Dopo due anni di genocidio, questa idea immaginaria è rimasta quasi del tutto immutata. Anzi, è diventata un meccanismo di difesa. Anche ora, quando lo stesso esercito sta dicendo ad alta voce ciò che i palestinesi ripetono da decenni, essi continuano ad aderire alla loro fantasia etica.

Martedì 2 dicembre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato due risoluzioni che chiedono la fine dell’occupazione in Cisgiordania e sulle Alture del Golan. La risposta ufficiale di Israele: l’Assemblea Generale è scollegata dalla realtà. Israele non tornerà ai confini del 1967 e non abbandonerà il Golan. Né ora, né mai. E il centro liberale come reagisce? Crede che quando Benjamin Netanyahu sarà sostituito, le cose cambieranno.

Una volta ho chiesto a qualcuno: a che punto inizierai a vedere la realtà per quella che è, e non come insisti a immaginarla? A quanto pare, lo scenario che spaventa di più il campo liberale non è l’occupazione, ma la possibilità opposta: uno stato unico, in cui palestinesi ed ebrei israeliani vivono sotto un unico regime democratico, senza superiorità etnica e senza privilegi ebraici. Ed è proprio questa idea, che consiste nella riconciliazione e nel reciproco riconoscimento storico, con una democrazia libera dalla superiorità etnica e dai privilegi ebraici, che li fa rabbrividire.

Ora, quando l’IDF sta promuovendo un unico stato de facto, basato sull’apartheid alla maniera del Sudafrica, e non sull’uguaglianza, forse sarà più facile per il campo liberale accettare la realtà che tanto teme. Forse questa mossa li costringerà a guardarsi allo specchio e vedere chi sono veramente, non chi amano fingere di essere.

https://www.haaretz.com/opinion/2025-12-04/ty-article-opinion/.premium/one-state-brought-to-you-by-the-idf/0000019a-ea4a-d578-a3bb-ff5fd2210000

Traduzione a cura di AssopacePalestina

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