
ONU: da gennaio, Israele ha ucciso 40 bambini palestinesi in Cisgiordania
InfoPal - Tuesday, October 28, 2025
Gaza – Al Mayadeen. Le Nazioni Unite hanno confermato che le forze di occupazione israeliane hanno ucciso 40 bambini palestinesi nella Cisgiordania occupata dall’inizio del 2025.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, il Governatorato di Jenin ha registrato il bilancio più alto, con 65 palestinesi martirizzati, quasi un terzo di tutte le vittime in Cisgiordania da gennaio.
Le Nazioni Unite hanno inoltre osservato che l’aggressione israeliana ha preso di mira anche il settore dell’istruzione, documentando oltre 90 incidenti che hanno coinvolto scuole, interrompendo l’apprendimento di oltre 12.000 studenti tra luglio e settembre. Molti di questi incidenti hanno comportato incursioni militari vicino alle scuole e attacchi di coloni che hanno costretto alla chiusura temporanea delle aule.
Durante la stagione della raccolta delle olive in corso, le Nazioni Unite hanno documentato almeno 86 aggressioni di coloni contro 50 villaggi palestinesi in Cisgiordania, dal 1° ottobre. Questi attacchi, spesso condotti sotto la protezione delle forze israeliane, includono vandalismi di alberi, aggressioni di agricoltori e blocchi dell’accesso ai terreni agricoli.
Violenza crescente e annessione in corso.
L’assalto avviene in un contesto di crescente violenza da parte di coloni e forze di occupazione israeliane in tutta la Cisgiordania occupata, in concomitanza con la stagione della raccolta delle olive e con l’approvazione di una legge alla Knesset israeliana per imporre la “sovranità” israeliana su ampie zone del territorio.
Gli osservatori sottolineano che, dall’annuncio del cessate il fuoco a Gaza, l’occupazione ha intensificato la repressione in Cisgiordania, concedendo ai coloni carta bianca per attaccare le comunità palestinesi e, al contempo, perseguendo l’annessione de jure di terre palestinesi.
Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), i coloni hanno effettuato 71 attacchi contro i palestinesi, tra il 7 e il 13 ottobre, metà dei quali ha preso di mira gli agricoltori durante la raccolta. La Commissione per la Colonizzazione e la Resistenza al Muro ha segnalato 158 attacchi contro i raccoglitori di olive solo questo mese, tra cui aggressioni violente, furti di raccolto e vandalismo di alberi. In totale, i coloni hanno sradicato o danneggiato quasi 49.000 ulivi negli ultimi due anni.
La Commissione ha inoltre documentato, nello stesso periodo, oltre 7.000 aggressioni da parte dei coloni contro i palestinesi e le loro proprietà, che hanno causato 33 morti e lo sfollamento forzato di 33 comunità beduine. Nel frattempo, le Nazioni Unite hanno registrato 757 attacchi da parte dei coloni solo nel 2025.
Il portavoce del Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha condannato la violenza, definendola in “un contesto caratterizzato da una quasi totale mancanza di responsabilità”.
Sfida, Annessione, Cancellazione.
Dall’inizio della guerra a Gaza, due anni fa, le forze armate e i coloni israeliani hanno ucciso più di 1.000 palestinesi, ferito altri 10.000 e arrestato più di 20.000, tra cui 1.600 bambini, secondo le autorità palestinesi. Attacchi notturni, detenzioni arbitrarie e sequestri di terreni si sono intensificati in città come al-Khalil/Hebron, al-Bireh e Burqa, mentre nuovi posti di blocco militari e avamposti negli insediamenti rafforzano la presa dell’occupazione sul territorio.
A livello politico, il 22 ottobre la Knesset israeliana ha approvato un disegno di legge preliminare per applicare la “sovranità” sulla Cisgiordania, insieme a un’altra misura per annettere l’insediamento di Ma’ale Adumim, vicino a al-Quds/Gerusalemme occupata. I ministri israeliani hanno salutato le votazioni come “storiche”, chiedendo il pieno controllo su “Giudea e Samaria”, nonostante la condanna internazionale e gli avvertimenti degli Stati Uniti.
A luglio, la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che l’occupazione “israeliana” del territorio palestinese è illegale secondo il diritto internazionale e ha chiesto l’evacuazione di tutti gli insediamenti in Cisgiordania e nella Gerusalemme occupata. Eppure le autorità di occupazione continuano a sfidare la sentenza, consolidando la loro presenza coloniale attraverso l’espansione sistematica degli insediamenti, il furto di terre e gli assalti quotidiani, politiche volte a cancellare l’esistenza dei palestinesi sulla loro stessa terra.
Un rapporto della Reuters, che cita funzionari palestinesi e delle Nazioni Unite, ha confermato che i coloni israeliani hanno intensificato i loro attacchi contro i contadini palestinesi durante il raccolto, senza che le autorità di occupazione abbiano adottato misure per fermare la violenza. Solo dalla prima settimana di ottobre, sono stati registrati non meno di 158 assalti da parte dei coloni in tutta la Cisgiordania.
Traduzione per InfoPal di F.L.