
Il bluff dell’intelligenza artificiale
Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica - Friday, October 17, 2025(Fonte) Infoaut – 14 ottobre 2025
Perché la bolla speculativa è solo la punta dell’iceberg di un piano per consolidare il potere.
In queste ultime settimane abbiamo sentito parlare sempre più spesso dell’IA come una “bolla”. Con questo termine si descrive la crescita vertiginosa e insostenibile delle valutazioni di mercato delle aziende legate all’IA. La promessa di una rivoluzione produttiva senza precedenti spinge i capitali verso un numero ristretto di attori, le cui quotazioni azionarie sembrano ormai scollegate dalla loro reale capacità di generare profitti.
La narrazione di una “bolla speculativa” però, coglie solo la superficie del fenomeno, rischiando di oscurare la logica politica ed economica sottostante che muove questi imponenti flussi di capitale: l’ingente allocazione di risorse nell’IA risponde a un imperativo strategico del capitale globale, quello di rafforzare ed estendere il potere esercitato dai grandi conglomerati tecnologici, privatizzando la conoscenza attraverso modelli proprietari e sfruttando ogni innovazione in un’opportunità di accumulo.
Le aziende hanno speso trilioni per data‑center, GPU e infrastrutture di calcolo perché il mercato richiede continui ritorni sui capitali investiti.
Il paradosso della produttività e i costi insostenibili
Nonostante le promesse di una nuova rivoluzione produttiva, non si registra alcun aumento significativo della produttività; al contrario, i costi operativi, ambientali e umani risultano enormi: il consumo di energia e acqua ha raggiunto livelli critici, rappresentando una diseconomia esterna scaricata sull’ambiente e sulla collettività. L’IA generativa mostra limiti evidenti: produce risultati fragili e richiede continua supervisione umana per correggere errori, “allucinazioni” (informazioni false presentate come vere) e output privi di senso, riducendo o annullando i presunti guadagni di efficienza.
Le conseguenze sono molteplici e negative: proliferazione di contenuti sintetici di bassa qualità (“slop”) che inquinano l’informazione online; automazione delle disuguaglianze attraverso sistemi che riproducono bias di genere e razza; crescente privatizzazione della conoscenza.
In conclusione, la cosiddetta “bolla dell’IA” non è solo un eccesso finanziario destinato a scoppiare, ma un progetto politico di riconfigurazione del potere economico e informativo. Il suo vero costo non sarà misurato in termini di perdite di mercato, bensì nel rafforzamento del potere tecno-capitalista e nella produzione di società più diseguali, opache e fragili.
The post Il bluff dell’intelligenza artificiale first appeared on Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica.