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21 febbraio per Valerio Verbano #freeallantifas
22 febbraio 1980 - 22 febbraio 2026- Valerio vive, un'idea non muore II 22 febbraio del 1980 un commando neofascista irrompeva in casa di Valerio Verbano, sequestrando i genitori e attendendo il suo rientro da scuola, per poi ucciderlo a colpi di pistola. Studente del Liceo Archimede e militante dell'Autonomia Operaia, aveva costruito una corposa inchiesta sui militante sui gruppi neofascisti e i loro rapporti con lo Stato. Come collettivi studenteschi, reti transfemministe, centri sociali e sindacalismo conflittuale, esperienze di mutualismo e solidarietà, quarantasei anni dopo saremo nelle piazze e nelle strade per una mobilitazione antifascista nel nome di Valerio, riannodando ancora una volta i fili rossi che legano conflitti e movimenti di decenni diversi. Il nostro antifascismo non può che essere parte della lotta contro il regime di guerra - che impone la riconversione bellica e la crisi con un autoritarismo sempre più forte che sta portando all'Orbanizzazione dell'Europa - e contro le frontiere interne ed esterne, per la libertà di movimento e di circolazione. Mentre seguiamo i processi per i fatti di Budapest, "ANTIFA" è stata gia da tempo denominata come sigla di un'organizzazione terroristica dagli USA e dall'Ungheria. Per questo il corteo vedrà la partecipazione dei genitori di Maja T. e avrà al centro la campagna internazionale Free All Antifas, con cui chiediamo la liberazione di tutt3 I3 antifascist3 in Europa. Il nostro antifascismo, infine, non può che essere transfemminista, nelle pratiche e nei discorsi necessari a contrastare ogni forma di disciplinamento e controllo sui nostri corpi, sulle nostre voci, sulle nostre libertà. Per questa ragione metteremo al centro la mobilitazione di fine febbraio contro l'emendamento Bongiorno.
February 14, 2026
Radio Onda Rossa
Tutti in piazza per Maja e Gino
Parliamo della mobilitazione di piazza che ci sarà domani pomeriggio a Roma, dalle 17:00 alle 20:00, a piazza Galeno, per chiedere la libertà per Maja e Gino. Si tratta di un'iniziativa che parte dal basso a supporto di Maja e Gino ma anche di tutte le persone antifasciste che si trovano in condizione di detenzione. La storia di Maja dimostra con chiarezza la persecuzione giudiziaria nei confronti delle persone antifasciste, certamente amplificata dal fatto che Maja sia una persona non binaria. Nel corso della corrispondenza, diamo anche un aggiornamento sulle condizioni di salute di Maja, che ha fatto più di uno sciopero della fame ma che si è sempre rifiutata di piegarsi all'ipotesi di un patteggiamento.   
January 14, 2026
Radio Onda Rossa
Free All Antifas, giornate di mobilitazione
Con un compagno della rete Free All Antifas parliamo dell'attuale situazione dell3 antifascist3 arrestat3 e sotto processo per i fatti di Budapest del 2023 e delle giornate di mobilitazione del 15 e 22 gennaio in tutta Italia. (sotto il calendario).   Maja T., 24 anni, è detenuta in carcere a Budapest con l'accusa di aver partecipato a violenze contro militanti neonazisti a Budapest nel febbraio 2023. Estradatx dalla Germania dal giugno 2024 in modo fortemente discutibile, è da allora in isolamento e in condizioni di tortura bianca. La procura ungherese le ha recentemente offerto una sorta di “patteggiamento”: 14 anni di carcere duro in cambio di una piena confessione. In caso contrario, Maja rischia una condanna fino a 24 anni. Le sue condizioni di salute sono critiche (ha subito periodi di sciopero della fame, ricoveratx e poi riportatx in carcere) e la detenzione in isolamento risulta inaccettabile. Sottolineiamo anche i grossi rischi legati alla sua identità non binaria e queer che, nel contesto ungherese, comportano ulteriori discriminazioni e torture. È imputat nello stesso processo di Ilaria Salis in un processo in cui si fatica a provare la colpevolezza di Maja T. senza prove video definitive. Nel frattempo la pressione internazionale cresce e la sentenza dovrebbe essere emessa il 22 gennaio. Rexhino Abazaj Gino da fine novembre è detenuto nel carcere di Fresnes, in Francia in via cautelare. Per ora la sua estradizione è congelata ma mercoledì 15 gennaio si terrà una nuova udienza del processo per decidere definitivamente per la sua estradizione. "Accusato anche lui per i fatti dell’11 febbraio del 2023 a Budapest, durante le celebrazioni fasciste della giornata dell’Onore, su di lui pende un mandato di cattura europeo spiccato dall’Ungheria che chiede la sua estradizione. Se venisse consegnato all’Ungheria, Gino rischierebbe anni di carcere in condizioni contrarie ai diritti umani e sarebbe sottoposto a un processo palesemente ingiusto, con una sentenza già scritta per dare una punizione esemplare agli antifascisti." La rete internazionale Free All Antifas ha chiamato a due giornate di mobilitazione per il 15 e il 22 gennaio in Europa e in Italia ci sono alcuni appuntamenti già convocati: * Roma, 15 gennaio, alle 17:00, presidio, aiuole di Piazza Galeno a pochi metri dall’Ambasciata ungherese * Venezia, 15 gennaio, alle 16:30, presidio al Consolato Ungherese * Milano, 15 gennaio, alle ore 18, presidio davanti al consolato ungherese, in via Fieno 3 (fermata Missori, M3) * Firenze, 15 gennaio, h 18, via del Leone 60, proiezione del documentario “the trials”, a seguire chiacchiera sulla detenzione di persone trans in Italia, aperitivo benefit anticarcerario * Milano, 24 gennaio, ore 18:00 da Porta Genova, arrivo a San Vittore. A quasi un anno di distanza dall'ultimo corteo cittadino contro la repressione delle antifasciste e degli antifascisti, abbiamo deciso di tornare per le strade di Milano a manifestare la nostra rabbia, determinazione e solidarietà antifascista. Nel mese di gennaio le vicende giudiziarie del processo di Budapest subiranno una brusca accelerazione: il tribunale di Parigi si pronuncerà sulla richiesta di estradizione per Zaid e Gino, a Dusseldorf inizierà il processo per Nele, Paula, Emmi, Clara, Luca e Moritz (attualmente in carcere in Germania) e il 22 gennaio è prevista la sentenza per Maja e Gabri.
January 14, 2026
Radio Onda Rossa
Free All Antifas: aggiornamenti su Maja, Tobi, Gabri e Hannah
Aggiornamenti dai processi contro gli/le Antifas Maja, Tobi, Gabri e Hannah, ne parliamo con un compagno. Ieri Maja è stat* trasferit* d’urgenza in un ospedale carcerario al confine con la Romania, a seguito di un peggioramento critico delle sue condizioni di salute dopo 27 giorni di sciopero della fame. Un trasferimento che, tuttavia, potrebbe esporl* a ulteriori rischi, considerando che in Ungheria il governo di Viktor Orbán continua a smantellare lo stato di diritto, limitare la libertà di stampa e perseguitare oppositor* e attivist*. Proprio in questi giorni, oltre 200.000 persone hanno sfilato per le strade di Budapest in un Pride non autorizzato, sfidando il divieto imposto dalle autorità per reclamare diritti e libertà fondamentali. Free Maja Free All Antifas
July 2, 2025
Radio Onda Rossa