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Sentenza processo per Tarek
Si è svolta oggi l'udienza per il primo grado per il processo a Tarek, accusato degli scontri avvenuti a Piramide a Roma il 5 ottobre del 2024 in occasione di una manifestazione per la Palestina. La condanna è di un anno e 8 mesi meno di quanto richiesto che era di 3 anni. Sentiamo un compagno.
March 6, 2026
Radio Onda Rossa
Tarek: autolesionismo per chiedere trasferimento
La direzione del carcere di Pescara continua a ignorare le richieste di Tarek di trasferimento. Tarek si è cucito la bocca per due giorni a causa delle condizioni del carcere e per richiedere il trasferimento. Ne parliamo con una compagna di Pescara. Riportiamo il comunicato che spiega la vicenda.  Diffondiamo Venerdì 20 febbraio ore 18 Pescara, Via Enzo Tortora (all’inizio della prima curva) Da qualche giorno il nostro compagno Tarek si è cucito la bocca per reagire ai soprusi che sta ricevendo nel carcere di Pescara. Per venerdì 20 febbraio è stato chiamato un nuovo presidio davanti al Carcere di Pescara per sostenere la lotta di Tarek e tutti i detenuti, in continuità con i diversi presidi che ci saranno davanti alle carceri di Melfi, Ferrara e Terni, e davanti ai tribunali di Campobasso e Torino. Tarek è detenuto dal 5 ottobre 2024, giornata in cui migliaia di persone sono scese in piazza a Porta San Paolo, a Roma, in solidarietà con la Palestina, sfidando il divieto del governo per quella manifestazione e le sperimentazioni di quello che è poi diventato il primo decreto sicurezza di questo governo. Diversi mesi fa, è stato trasferito dal carcere romano di Regina Coeli, assieme a decine di altr3 detenut3, all’improvviso e senza avvisare le persone a lui vicino, neanche l’avvocato che è venuto a saperlo tentando di contattarlo. Da quando è a Pescara, Tarek ha perso quel poco di relazioni che si creano durante la detenzione, non ha potuto portare diverse cose che aveva, gli è stata vietata la possibilità di avere colloqui e impedito la consegna di pacchi, negandogli addirittura la solidarietà di qualche calzino e vestito . Inoltre, la struttura è stata problematica impedendogli anche di partecipare alle udienze che lo riguardano: in continuità con la strategia di isolamento propria della detezione gli è stato permesso di partecipare alle udienze solo in collegamento video, nel giorno dell’udienza mancava addirittura la luce. Tarek ha usato il proprio corpo come strumento di lotta. Per molte persone in detenzione, nelle carceri come nei CPR, il corpo resta ciò di cui non si può essere privati e permette di urlare fuori dalle mura la violenza che si consuma dentro. Ma se un corpo può gridare fino a spezzarsi, l’incidenza sul reale — quella che sfonda il muro e trasforma una singola denuncia in forza collettiva — può amplificarsi quando, fuori, ci sono persone che si organizzano, capaci di raccogliere quel gesto, sottrarlo all’isolamento imposto e restituirlo alla lotta comune contro quel sistema carcerario che punisce e reprime, che vorrebbe relegare al silenzio. Nelle carceri ci sono persone, in carne ed ossa, che subiscono repressioni di ogni tipo e in ogni forma possibile. Perché ciò che Tarek ci sta urlando dal carcere di San Donato non resti sepolto tra le mura di cemento, è necessario rispondere con una mobilitazione collettiva per dargli solidarietà materiale e forza politica. In questi due anni c’è chi ha riempito le piazze di questo paese, bloccato porti, strade e fabbriche, ostacolato come possibile la macchina genocidiaria che parte da paesi come l’Italia. La Palestina insegna, non lasciamo da sol3 l3 attivist3 palestinesi e solidali colpit3 dalla repressione! La solidarietà è un’arma, usiamola! Con Tarek, Anan, Hannoun, Dawoud, Ahmad. Per la Palestina libera dal fiume fino al mare.
February 19, 2026
Radio Onda Rossa
Tarek Dridi, aggiornamenti dal carcere di Pescara
Notizia dal carcere di Pescara tramite la voce dell'avvocato di Tarek Dridi, sotto processo per aver partecipato alla manifestazione in solidarietà alla Palestina il 5 Ottobre 2024. Il 6 Marzo si terrà la prossima udienza al tribunale di Piazzale Clodio, Roma.       
January 17, 2026
Radio Onda Rossa
Giovedì 23 ottobre – Ci sarà il corso di autodifesa, ma noi ci spostiamo a Torpignattara per presentare un fumetto con Zerocalcare
Giovedì 23 ottobre dalle 17:30 alle 19:30Corso di Autodifesa a cura della Palestra Questo giovedì si terrà solo il corso di autodifesa, noi nel frattempo andremo assieme a Largo Perestrello a Torpignattara per presentare assieme a Zerocalcalcare “La vendetta di Polifemo“, un fumetto sulla storia di Tarek Giovedì 30 ottobre Assemblea per la preparazione della … Leggi tutto "Giovedì 23 ottobre – Ci sarà il corso di autodifesa, ma noi ci spostiamo a Torpignattara per presentare un fumetto con Zerocalcare"
October 21, 2025
L38Squat
Tarek è stato trasferito al carcere di Pescara
Con un compagno solidale abbiamo parlato del trasferimento di Tarek, insieme a centinaia di detenuti, al carcere di Pescara dopo il crollo di una parte del tetto di Regina Coeli, dove Tarek si incontrava privato dalla sua libertà. Il giovedì 23 ottobre, a partire delle ore 18:00, a Largo Perestrello (Marranella) ci sarà la presentazione del fumetto "La vendetta di Polifemo", che racconta la storia di Tarek, insieme all'autore Zerocalcare. Il venerdì 24 ottobre, alle ore 17:00, al Faro del Gianicolo ci sarà un presidio solidale con i prigionieri del carcere di Regina Coeli.          
October 15, 2025
Radio Onda Rossa
Dal presidio a Regina Coeli
dal presidio a Regina Coeli dove si torva detenuto Tarek compagno arrestato durante il corteo del 5 ottobre scorso alla Piramide durante il corteo per la Palestina.
July 17, 2025
Radio Onda Rossa
Roma: presidio carcere e cpr
In collegamento telefonico un compagno dell'Assemblea di solidarietà e lotta di Roma racconta il quadro complessivo in cui si inseriscono i seguenti appuntamenti:  Giovedì, 17 Luglio, 2025 - 18:00 al Faro del Gianicolo - Regina Coeli  Venerdì, 25 Luglio, 2025 - 18:00 di fronte le mura del Cpr di Ponte galeria  
July 16, 2025
Radio Onda Rossa
Aggiornamenti Tarek: trasferito in quarta sezione
Diffondiamo degli aggiornamenti riguardo la vicenda di Tarek Tarek è stato condannato in primo grado da una giudice a 4 anni e 8 mesi, con rito abbreviato, per il reato di resistenza. L'appello è stato fissato per il 21 novembre. Regina Coeli, il carcere  in cui si trova, è in uno stato di sovraffollamento tale che, negli ultimi giorni, Tarek è stato trasferito nella quarta sezione, in una stanza che prima era adibita a spazio di socialità e che ora è stata trasformata in una cella, semplicemente aggiungendo quattro brande. In queste condizioni, lui e i suoi compagni di cella non hanno neanche la possibilità di farsi la doccia, se non previa autorizzazione della guardia, cambiando piano. E' da più di un anno che le persone recluse dentro il carcere di Regina Coeli protestano contro le condizioni sempre peggiori del penitenziario e per la libertà. Nelle settimane precedenti sono state organizzate alcune iniziative di solidarietà per Tarek, sia per raccogliere soldi sia per scrivergli lettere. Ha ricevuto le lettere, sia da Napoli che da Roma, e questo gli ha fatto senz’altro piacere. Mandiamo un saluto a Tarek, ai detenuti liberi di Regina Coeli e a chiunque sia privat* della propria libertà.
July 12, 2025
Radio Onda Rossa