LA SOLIDARIETA’ NON SI ARRESTA!RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN COMUNICATO DEL CENTRO SOCIALE VITTORIA
CHE BEN RAPPRESENTA IL QUADRO ATTUALE DELLA REPRESSIONE, FRA CUI RIENTRA QUESTA
OPERAZIONE DI POLIZIA CONTRO QUESTI COMPAGNI PALESTINESI, OPERAZIONE ORMAI
EVIDENTE CHE E’ STRUMENTALE VISTO CHE L’INCHIESTA SI BASA SU SEGNALAZIONI DA
PARTE DEL GOVERNO ISRAELIANO E CHE ANDRA’ A DECADERE NEL TEMPO, MA
NELL’IMMEDIATO CERCHERA’ DI “ZITTIRE” E COLPEVOLIZZARE TUTTA L’OPPOSIZIONE
SINDACALE,SOCIALE E POPOLARE, A SOSTEGNO DEL POPOLO PALESTINESE. ALLO STESSO
TEMPO ESSA E’ FUNZIONALE ALLA PREPARAZIONE DELLA 3 GUERRA MONDIALE DA PARTE DI
TUTTE LE POTENZE UTILIZZANDO UNA SOLA PAROLA MAGICA, COME ACCUSA CONTRO
TUTTI COLORO CHE SI OPPONGONO A QUESTI TEOREMI:”TERRORISMO”.
NOI SAPPIAMO PERO’ CHE NON RIUSCIRETE A FERMARE MILIONI DI LAVORATORI CHE
LOTTANO E RESISTONO TUTTI GIORNI CONTRO I VS PIANI DI REPRESSIONE E DI GUERRA.
SI COBAS NAZIONALE
arresti del 27 dicembre dei nostri fratelli e compagni palestinesi.
LIBERI TUTTI SUBITO!
La vendetta di sionisti e fascisti è arrivata!
Dopo quasi 27 mesi di mobilitazioni ininterrotte che hanno raggiunto il culmine
della partecipazione nelle enormi manifestazioni a sostegno della Global Sumud
Flotilla il governo Meloni ha affondato con violenza il suo coltello repressivo
nel corpo della solidarietà. Ieri mattina hanno arrestato i nostri compagni e
fratelli Hannoun, Dawoud, Yasser e Khalil di Milano (in totale sono 9 i
gravissimi arresti a livello nazionale) e sequestrato ancora una volta i conti
correnti delle associazioni di solidarietà e degli enti benefici. I macellai
dell’entità coloniale sionista Israele e Usa comandano e l’Italia “sovrana
patriottica” e complice ubbidisce.
L’infame narrazione politica dei buoni (israele) che si difendono dai cattivi, i
palestinesi descritti come terroristi in quanto tali, è lo schifoso e
strumentale retroterra politico su cui si fonda questa miserabile montatura
giudiziaria. La sede dell’A.b.s.p.p odv, L’Associazione benefica di solidarietà
con il popolo palestinese, è stata perquisita nella mattinata del 27 da una
squadraccia in passamontagna. Abitazioni perquisite, sequestrati telefoni e
computer personali anche dei familiari.
Ma tutto questo sarebbe incredibile se questo atto repressivo e codardo non si
collocasse all’interno del clima globale di repressione della solidarietà per il
popolo palestinese e la sua Resistenza. Una solidarietà criminalizzata a livello
europeo, con i governi di diversi paesi (tra gli altri, UK, Germania, Francia)
attenti e solerti nel colpire ormai ogni manifestazione di solidarietà e
complessivamente un movimento, realmente globale, che non arretra e che anzi
rilancia con la propria azione politica le istanze di liberazione e
autodeterminazione che giungono da Gaza e dalla Cisgiordania occupate.
Siamo infatti davanti a un piano politico funzionale al genocidio di bassa
intensità che continua a Gaza come in Cisgiordania, mentre non trova fine il
criminale assedio verso l’Asia occidentale dell’imperialismo e della sua lunga
mano sionista.
Fogli di via e daspo urbani, chiusura di associazioni e sgomberi di centri
sociali, arresti, prigionia politica dei resistenti palestinesi in Italia e
l’assunzione della “pace trumpiana” come tentativo di silenziare il dissenso e
continuare indisturbati, senza più i riflettori accesi sul macello di vite umane
in Palestina. Un pacchetto di repressione e pacificazione sociale coperto dalla
grancassa della propaganda di governo per coprire l’asservimento del governo
Meloni agli interessi del capitale e trasformare le contraddizioni sociali in
meri problemi di ordine pubblico. Un pacchetto ancor più necessario nell’attuale
fase di crisi e di riarmo generalizzato. Una fase nella quale le misure
repressive sono infatti pressoché indispensabili per tentare di irreggimentare
ogni critica e opposizione sociale e facilitare così il posizionamento nella
competizione internazionale per risorse e profitti. Una propaganda ignobile
interna anche al parlamento ove sono oggi in discussione e in approvazione
disegni di legge bipartisan che equiparano la legittima critica al sionismo
all’antisemitismo.
Ma come sempre sbagliano perché nemmeno con l’arresto dei nostri fratelli
palestinesi il movimento di solidarietà si può fermare perché siamo dalla parte
giusta della storia che li condannerà.
I nostri fratelli e compagni Hannoun, Dawoud, Khalil, Yasser e tutti gli altri
sono stati arrestati perché la loro intera vita è finalizzata al benessere del
loro popolo: raccogliere fondi per sostenere i profughi che vivono sotto tende
di fortuna, adottare famiglie e orfani, distribuire acqua potabile e fornire
quanto possibile per la loro sopravvivenza. Allo schierarsi con la sua
resistenza.
Ognuno di noi che li ha conosciuti ha donato un contributo e ha ricevuto un
filmato commovente di ringraziamento da Gaza per l’aiuto offerto. Ma soprattutto
per il non averli lasciati soli davanti alla barbarie sionista, per non essersi
voltati dall’altra parte come il mondo cosiddetto civile, per non essere
complice, come il governo Meloni, di finanziare direttamente e dare copertura al
genocidio.
Una complicità che si evidenzia anche in questa manovra repressiva che è fondata
su dichiarazioni dell’intelligence e dei servizi segreti sionisti, gli stessi
responsabili di torture e assassinii nelle proprie carceri dove ancora sono
rinchiuse più di 10.000 donne, uomini, bambine e bambini palestinesi.
Aiutare e sostenere il popolo palestinese non è terrorismo ma una forma di
resistenza al genocidio. È la loro ipocrita bugia contro la verità della storia
gridata a gran voce dalle piazze di tutto il mondo. È la storia dell’oppressione
coloniale e di un popolo che legittimamente combatte per la sua sopravvivenza. È
la storia di un’incredibile, eroica resistenza popolare fatta di armi, di
cultura, di sogni, di vite spezzate fino ad avere un termine che la descrive e
questo termine è Sumud.
Ma questi atti repressivi non potranno fermare i movimenti sociali contro la
guerra imperialista, contro le politiche di riarmo, per la solidarietà al popolo
palestinese e alla sua resistenza contro il colonialismo sionista.
La Resistenza non si può fermare in Palestina come in Italia perché la Palestina
è diventata una bandiera contro l’imperialismo e il colonialismo, contro
razzismo, arabofobia, antisemitismo e islamofobia e perché è esempio di lotta di
liberazione e di resistenza.
Continueremo nelle piazze, nei luoghi di lavoro, davanti alle sedi della guerra
e della repressione. Manifesteremo la nostra opposizione e il nostro antagonismo
alla politica del governo Meloni, serva del capitale e dell’imperialismo in ogni
dove.
Saremo sempre a fianco di Hannoun, Dawoud, Yasser e Khalil e gli altri
arrestati, saremo sempre al fianco di Anan, Ali, Mansour e Ahmed al fianco di
chi lotta per un mondo di liberi e di uguali senza più sfruttamento, precarietà
e repressione.
Contro imperialismo sionismo e fascismo lotta di classe!
Combatteremo fascismo e sionismo perché non sono idee ma crimini!
Combattiamo e combatteremo l’imperialismo perché ha portato l’umanità intera sul
baratro di una guerra mondiale, perché è miseria e devastazione del pianeta.
A fianco del popolo palestinese e della sua resistenza per il diritto all’
Autodeterminazione!
Vogliamo tutti gli arrestati liberi subito per continuare al loro fianco a
combattere per la liberazione del popolo palestinese dal colonialismo sionista.
Siamo vicini alle loro famiglie sperando di abbracciarli prestissimo.
LIBERI TUTTI SUBITO
Le compagne e i compagni del Csa Vittoria
Sabato 3 gennaio ore 15 corteo in solidarietà agli arrestati, al popolo
palestinese e alla sua resistenza.
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