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Violenze contro la Flotilla, Roma indaga contro ministri e vertici militari israeliani
Si allunga il numero degli indagati israeliani “eccellenti” nell’inchiesta della Procura di Roma sulle violenze contro i membri della Global Sumud Flotilla. Al ministro della Sicurezza nazionale dello Stato Ebraico Itamar Ben-Gvir si sono infatti aggiunti il ministro della Difesa Israel Katz e l’intera catena di comando militare e di polizia israeliana, per un totale di 13 persone. La Procura contesta agli indagati veri e propri soprusi con abbordaggi navali avvenuti in violazione del diritto internazionale, oltre a condizioni detentive considerate degradanti e il mancato rispetto dei diritti fondamentali dei fermati. Il nome di Ben-Gvir era stato il primo a comparire nell’inchiesta sui maltrattamenti subiti dagli attivisti della Global Sumud Flotilla in occasione dei due abbordaggi di fine aprile e metà maggio, che si aggiunge a quella aperta lo scorso ottobre sulle vicende dell’anno scorso, riguardanti la prima missione della GSF. Analogamente a quanto successo con l’ultima missione, la prima Flotilla era stata intercettata dalla marina israeliana mentre si trovava in acque internazionali, a qualche miglio dalla costa di Gaza. In seguito all’abbordaggio, gli attivisti erano stati portati in carcere in Israele, dove avrebbero subito abusi fisici e psicologici. Secondo la procura, gli abbordaggi sono avvenuti «in violazione del diritto internazionale marittimo al di fuori delle acque territoriali», contemplando la «distruzione dei mezzi di comunicazione streaming e delle relative apparecchiature» e il «sequestro dei dispositivi elettronici dei partecipanti alla missione». In merito alla detenzione, i pm individuano «trattamenti degradati» nel «quadro degli abusi sistematicamente patiti» dai membri della Flotilla, che hanno subito «percosse, lesioni, minacce di morte, epiteti offensivi ed accuse di terrorismo». Gli inquirenti evidenziano inoltre «il reiterato diniego di somministrazione di generi alimentari essenziali, la deliberata assenza di cure mediche, anche a fronte di evidenti necessità fisiche ed emergenze» e «la privazione del sonno, oltre alla «totale assenza di adeguata assistenza legale». I pm procedono anche per sequestro di persona, lesioni personali, rapina e danneggiamento seguito da naufragio. Nello specifico, per la prima missione, oltre ai capi dei dicasteri Katz e Ben Gvir, è stata ricostruita una catena di comando che, per le operazioni navali, include il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane Eyal Zamir, il comandante in capo della Marina David Saar Salama, il capo di Stato maggiore Tal Politis, il comandante dello Shayetet 13 Eldad Borochovich, nonché il responsabile della base navale di Ashdod Eitan Paz e il viceammiraglio Eyal Harel. Per le operazioni a terra, invece, sono finiti nella lista degli indagati il capo della polizia israeliana Daniel Levy, il capo del servizio penitenziario Kobi Yaakobi, il responsabile dell’istituto penitenziario di Ketziot Menachen Bibas, il comandante dell’unità di scorta Nahshon Assaf Zagori e quello della polizia di frontiera Berik Yitzchak. Le indagini, effettuate dai Carabinieri del ROS su delega del procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi e dal sostituto procuratore Stefano Opilio, erano state aperte in seguito a un esposto presentato da decine di cittadini italiani che avevano partecipato alle missioni. La ricostruzione dei magistrati arriva in seguito a una riunione andata in scena all’Aia, in cui i pm capitolini hanno incontrato i rappresentanti di altri dieci Paesi che indagano sugli stessi fatti: Portogallo, Spagna, Francia, Svezia, Polonia, Belgio, Olanda, Australia, Finlandia e Slovacchia. Per adesso, la Procura italiana è quella che ha sviluppato il fascicolo più articolato, ma servirà tempo per capire la reale portata delle inchieste degli altri Paesi impegnati nelle indagini sui fatti della Flotilla. The post Violenze contro la Flotilla, Roma indaga contro ministri e vertici militari israeliani appeared first on L'Indipendente.
October 17, 2026
L'INDIPENDENTE
Israele è pronto a completare il genocidio. Si attendono gli USA e le elezioni
Il piano di pulizia etnica per Gaza attende solamente il via libera di Washington. A dirlo è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, il quale ha ribadito senza mezzi termini che il governo non considera chiusa l’ipotesi di un esodo forzato dei residenti palestinesi. “In definitiva – ha […] L'articolo Israele è pronto a completare il genocidio. Si attendono gli USA e le elezioni su Contropiano.
September 4, 2026
Contropiano
Il ministro della difesa Israel Katz, un fiero criminale di guerra
Il Ministro della Difesa Israel Katz ama vantarsi dei suoi Crimini di Guerra. Non ce n’è praticamente nessuno di cui non vada fiero, quasi nessun Crimine Contro l’Umanità che non abbia minacciato di commettere. Come un piccolo criminale, Katz si vanta in egual misura dei crimini di cui è responsabile […] L'articolo Il ministro della difesa Israel Katz, un fiero criminale di guerra su Contropiano.
August 2, 2026
Contropiano
MEDIO ORIENTE: NETANYAHU VERSO LE ELEZIONI SPINGE PER IL CAOS IN LIBANO, GAZA OCCUPATA AL 62%
In vista delle elezioni per il rinnovo della Knesset previste per l’autunno e sotto una tempesta di attacchi interni, Benjamin Netanyahu spinge verso il caos nella regione, specialmente nella Striscia di Gaza e in Libano. Anche il ministro Katz alza i toni e torna a minacciare la deportazione totale dei gazawi, la cosiddetta “emigrazione volontaria” dalla Striscia che “sarà attuato, nei tempi e nei modi appropriati”. Una Striscia cui territorio risulta occupato per il “60-62%”. Contro la guerra santa di Israele mossa al Libano, resiste Hezbollah. Una soldatessa ventenne dell’Idf è rimasta uccisa e due riservisti sono rimasti feriti ieri in un attacco con un drone di Hezbollah nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano.  Secondo una prima ricostruzione, i due droni lanciati dal movimento sciita sono esplosi in una zona militare al confine. L’esercito israeliano ha ordinato oggi l’evacuazione di diversi edifici della città di Tiro, la maggiore città a sud del Libano che conta 200mila abitanti, e delle zone circostanti nel sud del Libano, in vista di rappresaglie. A Gaza invece negli ultimi due giorni i raid israeliani hanno ucciso 11 palestinesi, tra i quali anche Muhammad Odeh, ennesimo capo dell’ala militare di Hamas. La situazione umanitaria resta estremamente preoccupante e la popolazione è sempre più ammassata nelle tendopoli a causa della crescente occupazione della Striscia da parte dell’Idf, che è arrivata al 60-62%. Infine il Board of Peace che è senza fondi: non è stato versato nemmeno un dollaro per il progetto colonial-immobiliarista di Trump nella Striscia di Gaza, nemmeno dagli Stati Uniti stessi. Gli aggiornamenti da Gerusalemme con Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
May 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Il pragmatismo genocida di Paolo Mieli
Paolo Mieli, una delle penne più celebrate del giornalismo moderato (non dimentichiamo mai che sono i moderati che fanno le guerre, tagliano la sanità, tolgono diritti sul lavoro, mandano la polizia a fare il lavoro sporco) italiano, non trova di meglio che chiamare “isola di ricostruzione ordinata” quella che il […] L'articolo Il pragmatismo genocida di Paolo Mieli su Contropiano.
July 10, 2025
Contropiano
Campi “umanitari” e città recintate: l’architettura della pulizia etnica a Gaza
Dietro la cortina fumogena della “ricostruzione” e dell’”assistenza umanitaria”, prende forma un progetto  che punta a svuotare Gaza dei suoi abitanti. Le rivelazioni pubblicate in questi giorni da Reuters e Washington Post, insieme alle dichiarazioni del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, confermano l’esistenza di almeno due proposte parallele, di […] L'articolo Campi “umanitari” e città recintate: l’architettura della pulizia etnica a Gaza su Contropiano.
July 9, 2025
Contropiano