Tag - No al genocidio a Gaza

Questura o Censura?
Pubblichiamo il comunicato di A Foras in risposta al divieto da parte della Questura di Cagliari della manifestazione convocata in data odierna. CONSIDERATO che il 27 gennaio ricorre il “Giorno della Memoria”, ricorrenza internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto e degli altri deportati e che, oltre all’elevata valenza simbolica, istituzionale e civile per noi la memoria deve servire “…affinché simili eventi non possano mai più accadere” [Legge 211/2000]. VISTO l’attuale genocidio del popolo palestinese e il disastroso scenario geopolitico, abbiamo chiamato una manifestazione avente come slogan “Ricordare è resistere”, che la questura di Cagliari però reputa antagonista e confliggente. Non essendoci alcun conflitto fra la nostra manifestazione e le altre iniziative che vogliono Ricordare e Resistere in questa giornata Invitiamo tutte le persone e realtà ad essere in piazza con noi contro chi sostiene il genocidio dei popoli e contro chi censura le lotte stesse. CI VEDIAMO IL 27 GENNAIO ALLE 17.00 IN PIAZZA GARIBALDI per camminare assieme fino al presidio permanente di piazza Yenne. Redazione Sardigna
January 27, 2026
Pressenza
Milazzo in piazza per la Palestina: una mobilitazione ampia e trasversale
Sabato 5 luglio, Milazzo ha visto una significativa partecipazione alla manifestazione “La Palestina è compito nostro”, con un corteo partito da Piazza Roma alle 19. L’evento ha riunito un vasto fronte di realtà associative, sociali e politiche, segnando una forte adesione popolare e dimostrando l’ampio consenso attorno alla causa palestinese. Durante il corteo, i partecipanti hanno avanzato richieste chiare al Governo italiano, esortando un’azione diplomatica immediata per ottenere un cessate il fuoco e sottolineando il rispetto del diritto umano internazionale e la fine dell’occupazione di Gaza e Cisgiordania. È stata richiesta la rimozione del blocco che impedisce l’accesso a beni essenziali nella Striscia di Gaza, evidenziando l’urgenza di cibo, acqua e medicine per la popolazione, in particolare per donne e bambini. I manifestanti hanno sollecitato un intervento sui rapporti commerciali tra l’Unione Europea e Israele, chiedendo l’interruzione della vendita di armi e la sospensione del Trattato di Associazione. È stata proposta anche la possibilità di boicottare le imprese operanti nei territori occupati, con l’intento di rafforzare la giustizia sociale ed economica. Inoltre, durante la manifestazione è stata ribadita l’esigenza di porre fine alle politiche segregazioniste e all’apartheid nei confronti dei Palestinesi, nonché di garantire il ritorno dei profughi secondo le risoluzioni ONU. È stato richiesto anche un impegno da parte delle amministrazioni locali affinché interrompano i rapporti con Israele, con particolare riferimento all’Università di Messina e al suo accordo di partenariato con la Hebrew University di Tel Aviv. Critiche all’ipocrisia politica A chiusura della manifestazione, un esponente del Collettivo Malerba ha denunciato l’”ipocrisia” di alcuni leader europei, citando in particolare le dichiarazioni del cancelliere tedesco Merz, che avrebbe definito Israele come “chi fa il lavoro sporco per noi”. Un’affermazione che ha suscitato forti critiche tra i manifestanti, interpretata come un’ammissione di doppiezza nelle politiche internazionali. Cultura e continuità della lotta L’evento si è rivelato un importante tassello di un ampio percorso di sensibilizzazione che, nel corso dei mesi, ha abbracciato proiezioni di documentari, dibattiti e iniziative culturali. Queste attività non solo hanno fornito un contesto informativo, ma hanno anche catturato e riflesso il profondo sentimento di chi è stanco di un sistema che perpetua ingiustizie e sofferenze. L’energia e la determinazione di unire le voci in un appello corale si fanno sentire, testimoniando una mobilitazione collettiva che desidera cambiare le cose e promuovere la giustizia. La mobilitazione di Milazzo si unisce così a un movimento più ampio, che da mesi chiede giustizia e interventi concreti dalla politica italiana ed europea. Una voce che grida e non si spezza e che, attraverso la protesta e la cultura, continua a chiedere libertà e diritti per la Palestina. Redazione Sicilia
July 7, 2025
Pressenza