No all’arrivo di militari israeliani sulla nostra terra. Neanche come turisti!
Continua in queste settimane la mobilitazione per contestare l’arrivo di
cittadini israeliani nel sud della Sardegna tramite voli diretti da Tel Aviv a
Elmas. In occasione di arrivi e partenze da e verso Tel Aviv gruppi di
manifestanti si sono incontrati all’aeroporto di Elmas (vicino a Cagliari) e con
slogan, striscioni, volantinaggi e bandiere palestinesi hanno espresso la loro
contrarietà alla presenza di turisti che vengono a passare le vacanze in hotel
di lusso e potrebbero essere reduci da operazioni militari che significano
fattiva operatività nel genocidio della popolazione palestinese.
Analoghe manifestazioni si sono svolte negli aeroporti di Olbia e Alghero. In
vario modo si è chiesto che i voli diretti vengano sospesi.
Le reazioni di molti passeggeri da e per Tel Aviv sono state di insofferenza o
rabbia, con reazioni verbali e gestuali che non hanno intimidito i manifestanti.
Neanche le notifiche della questura a carico di cinque di loro (art.18 TULPS)
hanno fatto recedere da successive proteste.
L’ultimo intervento in aeroporto, del 23 luglio, è stata una manifestazione
insolita, realizzata in forma di concerto: il pianista Peter Waters, artista di
grande qualità e fama internazionale, per più di due ore ha suonato il
pianoforte a coda sistemato vicino all’ala delle partenze spaziando su un
repertorio dalla musica classica al jazz; davanti a lui stava una trentina di
manifestanti con bandiere della Palestina e volantini da dare a chi volesse
prenderli. Di tanto in tanto Peter cantava “Palestina libera”, a cui si
rispondeva “Free free Palestine”, molto semplicemente, ma ciò è bastato per
causare svariate reazioni molto infastidite.
Oltre che negli hotel di lusso della costa meridionale sarda come Forte Village
e Chia Laguna, anche a Cagliari sono ospitati molti turisti israeliani. Infatti
un’altra tappa della contestazione il 28 luglio ha preso a riferimento il
Palazzo Tirso, un lussuoso hotel situato vicino al porto, e lì davanti con
striscioni, bandiere, interventi e volantinaggi si è ribadito che i turisti
israeliani non sono graditi perché possono essere complici diretti o indiretti
del genocidio in corso in Palestina.
Le iniziative sono state promosse dal Comitato sardo di solidarietà con la
Palestina, composto da una molteplicità di gruppi (tra cui l’Osservatorio contro
la militarizzazione delle scuole e delle università); a quella pianistica, nel
quadro delle iniziative del Giovedì Bianco, ha partecipato anche il Presidio per
la Palestina che manifesta tutti i giorni a Cagliari in piazza Yenne portando
bandiere, striscioni e materiale informativo sulla situazione dei territori
palestinesi occupati, e che il 31 luglio ha visto la partecipazione musicale
della Banda Sbandati, con folta presenza di manifestanti.
Del 30 luglio e con le stesse motivazioni è la camminata al Poetto (la spiaggia
di Cagliari) – sempre indetta dal Comitato sardo di solidarietà con la
Palestina, di un gruppo che portava bandiere palestinesi. Si è così replicata
un’iniziativa tenutasi anche l’anno scorso. È stato bello constatare che molta
gente ha espresso vicinanza alle motivazioni della manifestazione e interesse
per qualche chiarimento.
Queste attività di sensibilizzazione e vicinanza con la causa palestinese
continueranno nelle prossime settimane portando tra le prime motivazioni la
denuncia del genocidio in corso a Gaza e in Cisgiordania, e la viva contrarietà
alla presenza di turisti israeliani nella nostra terra, in quanto potenzialmente
complici del genocidio.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università,
Cagliari
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